Papa Francesco, all’Angelus del 31 agosto, ci ha ricordato che: “noi cristiani viviamo nel mondo, pienamente inseriti nella realtà sociale e culturale del nostro tempo, ed è giusto così; ma questo comporta il rischio che diventiamo “mondani”, il rischio che “il sale perda il sapore”, come direbbe Gesù, cioè che il cristiano si “annacqui”, perda la carica di novità che gli viene dal Signore e dallo Spirito Santo. Invece dovrebbe essere il contrario: quando nei cristiani rimane viva la forza del Vangelo, essa può trasformare «i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita» (Paolo VI, Esort. Ap. Evangelii nuntiandi, 19). È triste trovare cristiani «annacquati», che sembrano il vino allungato, e non si sa se sono cristiani o mondani, come il vino allungato non si sa se è vino o acqua! È triste, questo. È triste trovare cristiani che non sono più il sale della terra, e sappiamo che quando il sale perde il suo sapore, non serve più a niente. Il loro sale ha perso il sapore perché si sono consegnati allo spirito del mondo, cioè sono diventati mondani”.
Molti di questi mondani, di cui parla il Papa, concretamente affermano la divinità di Gesù, non si considerano affatto “annacquati” perché frequentano la Messa la domenica, sono buoni e, quando possono, fanno la carità a qualche povero. Si ergono a difensori della tradizione e della scrupolosa osservanza dei riti, sempre santamente orgogliosi di appartenere alla chiesa cattolica, quando trovano una chiesa dove la liturgia è celebrata in modo solenne. Altri ancora si sentono paladini della fede, lottano perché non venga tolto il Crocefisso dai luoghi pubblici, i divorziati non facciano la Comunione, i gay tacciano, facciano penitenza e rimangano in ombra. Lottano per preservare la nostra terra dall’invasione di troppi stranieri che professano altre religioni, rubano, si prostituiscono, spacciano droga, tolgono pane e lavoro alla nostra gente. Per questi paladini della fede, quando Gesù indica beati i poveri, gli afflitti, i miti, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, e i perseguitati, non parlava di una beatitudine terrena, indicava il paradiso.
La domanda che ci dobbiamo porre è: questa parola di Gesù traccia o no un programma di vita? O è una specie di oppio per i poveri, gli afflitti ecc.? Se Gesù non è il Figlio di Dio, va bene anche l’oppio. Il problema si pone se Gesù è quello che dice di essere. Gesù è davvero per noi Via, Verità e Vita?
Un giorno Gesù chiede ai suoi discepoli: “Chi dite che io sia?” Pietro risponde: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli”.
“Gesù– ha continuato il Papa - dopo aver verificato che Pietro e gli altri undici avevano creduto in Lui come Messia e Figlio di Dio, “cominciò a spiegare [loro] che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto …, venire ucciso e risorgere il terzo giorno”.
“È un momento critico, in cui emerge il contrasto tra il modo di pensare di Gesù e quello dei discepoli. Pietro addirittura si sente in dovere di rimproverare il Maestro, perché non può attribuire al Messia una fine così ignobile. Allora Gesù, a sua volta, rimprovera duramente Pietro, lo rimette “in riga”, perché non pensa «secondo Dio, ma secondo gli uomini» e senza accorgersene fa la parte di satana, il tentatore.
Su questo punto insiste anche l’apostolo Paolo, il quale, scrivendo ai cristiani di Roma, dice loro: «Non conformatevi a questo mondo - non entrare negli schemi di questo mondo - ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio» (Rm 12,2)”.
E come si può fare la divina volontà? Il Papa ci ha dato dei suggerimenti ben precisi: “Anzitutto leggendo e meditando il Vangelo ogni giorno, così che la parola di Gesù sia sempre presente nella nostra vita. Ricordatevi: vi aiuterà portare sempre il Vangelo con voi: un piccolo Vangelo, in tasca, nella borsa, e leggerne durante il giorno un passo. Ma sempre con il Vangelo, perché è portare la Parola di Gesù, e poterla leggere. Inoltre partecipando alla Messa domenicale, dove incontriamo il Signore nella comunità, ascoltiamo la sua Parola e riceviamo l’Eucaristia che ci unisce a Lui e tra noi; e poi sono molto importanti per il rinnovamento spirituale le giornate di ritiro e di esercizi spirituali. Vangelo, Eucaristia e preghiera. Non dimenticare: Vangelo, Eucaristia, preghiera. Grazie a questi doni del Signore possiamo conformarci non al mondo, ma a Cristo, e seguirlo sulla sua via, la via del “perdere la propria vita” per ritrovarla. “Perderla” nel senso di donarla, offrirla per amore e nell’amore – e questo comporta il sacrificio, anche la croce – per riceverla nuovamente purificata, liberata dall’egoismo e dall’ipoteca della morte, piena di eternità. La Vergine Maria ci precede sempre in questo cammino; lasciamoci guidare e accompagnare da lei”.
Molte volte, nel parlare della radicalità del Vangelo, ripeto: “Speriamo che Dio non ci sia e che Gesù Cristo sia una invenzione dell’uomo”. Se Dio non esiste, Gesù Cristo è uno dei tanti pazzi che in ogni tempo appaiono sulla scena del mondo. Le sue parole, il suo Vangelo, sono per alcuni bassa o alta filosofia, per altri farneticazioni di un folle che si presenta come figlio di Dio, mentre i più non sanno né vogliono sapere cosa abbia detto o fatto. Per questa moltitudine Gesù non esiste. Solo una sparuta parte dell’umanità dice di credere che Gesù di Nazareth è l’uomo Dio, il rivelatore del Padre, il Salvatore del mondo. Per questi ultimi il Vangelo e la Chiesa affermano la sua divinità: Gesù Cristo è il Figlio del Dio vivente e la sua Parola è fonte di vita per l’intera umanità. Ciò che Gesù rivela non si può ascoltare o leggere come si ascolta una fiaba o leggere come un romanzetto. Per il credente, nella sua Parola e nei suoi insegnamenti è scritto il senso della vita e Lui ne detta le regole. Ogni parola, ogni gesto di Gesù perciò vanno presi molto sul serio. Non è lecito, né prudente trattare quella Parola con leggerezza.
Lascia un commento
Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.


