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Venerdì, 01 Giugno 2012 00:00

Succede in Fraternita

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Sono grata a Padre Raffaele per la sua garbata e “ferma” proposta di scrivere alcune considerazioni (mi ha lasciato anche qualche spazio di libertà) e di raccontare attraverso alcune iniziative qualcosa della vita della Fraternità..
Mi riferirò, in modo non troppo organico, agli incontri domenicali, aperti al pubblico, ed al ciclo di conferenze dal titolo “ Inquietudine del sacro “ tuttora in corso presso la Fraternità di Agognate .

Quest’anno l’argomento comune a tutte le domeniche è stato l’attenzione all’uomo, ai suoi diritti e alle problematiche dell’esistenza.
Infatti:” se non ami il fratello che vedi come farai ad amare Dio che non vedi ?”

Si è preso l’avvio dalla commemorazione, proposta da “Giustizia e Pace”, del discorso di Montesinos, domenicano, che parlava a nome di tutta la sua comunità e che fu il primo a denunciare pubblicamente, nella quarta domenica di Avvento, lo sfruttamento degli Indios nell’ America Latina da parte dei Conquistadores .
Discorso che tenne il 21 dicembre 1511 nell’isola denominata attualmente Santo Domingo, con il quale nel suo esordio domandava:” Con quale diritto ed in nome di quale giustizia tenete gli indiani in una schiavitù così crudele e terribile?”
Allora, come oggi, l’uguaglianza dei diritti di tutti gli esseri umani, padroni e schiavi, uomini e donne era tutt’altro che scontata,.anche se, da quel fatto, sono passati cinquecento anni.. Questo episodio ci interpella tutti e sollecita fortemente noi domenicani alla predicazione e alla testimonianza.
C’è stato in seguito un incontro sul “meticciato”, ovvero sulla questione degli immigrati, tenuto da un giovane e appassionato ricercatore dell’ Università di Genova, Andrea Staid che attraverso un attento studio delle problematiche della situazione attuale ci ha ricordato che siamo tutti migranti, meticci , simili anzi uguali a quelli che noi, ora, consideriamo stranieri, diversi, ingombranti, aventi sì gli stessi nostri diritti, ma, come dire un po’ meno di noi, un po’ dopo di noi.
“ La distanza del vicino e la vicinanza del prossimo “.
Ed ancora, un altro incontro sul diritto al lavoro, non come occasione di puro profitto, prevaricazione, competizione a tutti i costi, ma come occasione di realizzazione umana e relazioni significative, pur non tenendo in secondo ordine la produzione.
Ci sono state presentate concrete sperimentazioni, già in atto anche dalle nostre parti. Non solo una speranza, ma una possibile realtà.
Oltre al diritto ad una vita dignitosa, ad un lavoro sostenibile, anche il diritto ad una morte priva di accanimento terapeutico.
La visione del film “Il mare dentro” ha fornito lo spunto per meditare tra dettami morali — responsabilità — libertà.
Molti gli argomenti, tutti importanti, sui quali c’è stata una appassionata riflessione e un vivace confronto.
E poi, i sabati di Agognate , incontri ancora in corso, sul tema “L’inquietudine del sacro”. Argomento ampio, accattivante, anzi “fascinante”.
Don Pier Mario Ferrari spiega che l’esperienza del “sacro” (rifacendosi anche agli studi di Rudolf Otto, 1869-1937), è sostanzialmente irrazionale, specifica, autonoma e si riconosce nel sentimento, prima ancora che nella razionalità.
Il momento della traducibilità dell’ esperienza religiosa in teologia, in concetti, in dogmi, in morale è successivo alla prima esperienza (del sacro) che è totalmente irrazionale e “numinosa” . Il Numen è indicibilmente esorbitante ogni capacità di dire e di attribuire i significati propri della natura umana.
“Tremendum e Fascinans” due categorie opposte che appartengono all’esperienza del sacro. Tema affascinante e meno male che con le moderne tecnologie si possono riascoltare tutte le relazioni per capirne di più e approfondire.
C’è poi stato il secondo incontro tenuto da uno studioso appassionato il prof. Augusto Cavadi di Palermo, che ci ha proposto una interpretazione “libera” dei Testi Sacri, soprattutto riguardo il significato della parola “amore”.
Non potendo riassumere la sua relazione riporto qui di seguito la dedica che scrive nella prima pagina di un suo libro “Chiedete e non vi sarà dato”: “A mia moglie Adriana, raro, prezioso intreccio di eros, philia ed agape”.
Sabato scorso c’è stato il terzo incontro, moderato dalla gentile compostezza del prof. Pier Paolo Boldon Zanetti: un filosofo il prof. Arcoleo, uno psichiatra il prof. Borredon, un teologo padre Raffaele Previato.
Il prof. Arcoleo ha fatto rivivere i filosofi greci Eraclito, Platone, Aristotele, Plotino e la filosofia medioevale, San Tommaso.
E’ stata poi la volta del prof. Borredon alle prese tra il (im) possibile confine tra misticismo e follia e il rito religioso come terapia collettiva.
Da ultimo, ma non il minore (come dicono gli inglesi), Padre Raffaele che si è cimentato con notevole passione e razionalità nella sua originale convinzione (e non solo sua) che tutti i possibili inganni del sacro e del rito si annullano ai piedi della Croce dove è stata sacrificata una vittima innocente.
Mancano ancora due incontri. Non potete perderli.

Letto 1714 volte Ultima modifica il Giovedì, 09 Ottobre 2014 17:52

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