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Sabato, 01 Dicembre 2012 00:00

Eletto!

Scritto da p.Domenico Cremona
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Quest’anno il Natale è la festa dell’Eletto che si frappone fra l’eletto presidente degli USA e i 630 deputati (Camera) + 315 senatori (senato) che eleggeremo il prossimo aprile. Con questo esercito di eletti, festeggiare un Eletto che manco abbiamo votato per le primarie (Dio non è democratico, come la gerarchia ecclesiastica) ha poca importanza o è del tutto insignificante. Ecco perché il Natale è tutt’altro che la festa dell’Eletto. Questione di abitudine: anche l’attuale Governo tecnico non è stato eletto (contemplato però dalla Costituzione italiana) e, pur facendo fatica ad accettarlo, ci stiamo abituando anche a questo. L’uomo è un animale che si abitua! Così come ci dovremo forse abituare alle città più buie di notte, come prevederebbe una normativa dalla Legge di Stabilità che, anche se si tratta dell’ennesima Finanziaria, non bisogna chiamarla con il suo nome: Legge di Stabilità suona meglio, è rassicurante (potremmo chiamare il 25 dicembre Festa della Stabilità da sostituire all’obsoleto e banale “Natale”?)...
Comunque sia, nella Legge di Stabilità è stata inserito un provvedimento che prevede  la riduzione e l’affievolimento delle illuminazioni urbane: «per finalità di contenimento della spesa pubblica, di risparmio di risorse energetiche, nonché di razionalizzazione ed ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici» . Il provvedimento è stato chiamato “Operazione cieli bui” e in questo caso il titolo ha poco di rassicurante: come se la situazione italiana non contemplasse cieli già abbastanza bui... Scopo di tale “operazione”, come si legge nella bozza è dunque quello di risparmiare le bollette elettriche comunali e risparmiare risorse energetiche (riguardo poi alla ‘razionalizzazione e ammodernamento’ che costituirebbe una spesa notevole, non capisco dove sia il risparmio). Sia il titolo che le finalità di tale provvedimento mi hanno lasciato molto perplesso in quanto vi vedo molto buio e poca luce: mi sono da subito chiesto come mai il Governo pensa che riducendo l’intensità luminosa si possa risparmiare sulla bolletta quando l’Enel, con il benestare governativo, continua ad aumentarne i prezzi; così come mi sono chiesto se il risparmio energetico auspicato risolva l’impossibilità dell’Italia ad essere autonoma sulla produzione di energia elettrica. In un Paese sviluppato o in via di sviluppo la bocciatura dell’utilizzo delle centrali nucleari comporterebbe necessariamente per il Governo un ripensamento e un rinnovamento dei sistemi di produzione dell’energia elettrica, investendo in programmi di fonti rinnovabili (e a basso costo), avvalendosi di quanto la tecnica oggi mette a disposizione. Questo non è avvenuto in Italia dove il referendum contro il nucleare è stato visto solo come una vittoria o una sconfitta politica limitandosi quindi a goderne il successo o a laccarsi le ferite. E sotto i cieli sempre più bui c’è qualche illuminato come Giulio Sapelli, docente di economia politica e storia economica, che lo scorso marzo, in un’audizione pubblica di fronte alla Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, proponeva come fonte energetica l’utilizzo del “sano carbone” (ha usato questa espressione) oltre al petrolio che non fa male. Ottima ricetta per avere cieli sempre più bui anche di giorno! [Il testo integrale della audizione è pubblicato solo in formato e-book].
L’uso e l’abuso delle fonti energetiche e delle risorse per produrle sono problematiche centrali sullo scenario globale post-crisi, ma gli eletti di questo mondo non possono e non vogliono sganciarsi da un’economia impostata sui combustibili fossili. Si cercano dunque soluzioni/palliativi a breve termine come affievolire l’illuminazione pubblica. Mentre scrivo, prendo atto che alcuni giorni fa la commissione Bilancio della Camera ha cancellato il provvedimento “cieli bui” dal testo dalla legge Stabilità. Per quanto la decisione abbia trovato la disapprovazione da parte delle associazioni ambientaliste ed ecologiste, le ragioni di tale “passo in dietro” riguardano la sicurezza, in quanto strade poco luminose invitano a delinquere (la stessa Commissione Bilancio ha però introdotto una tassa di 500 euro sulle “gru acchiappa peluche”, macchinette costituite da un contenitore pieno di  pupazzetti di stoffa che bisogna riuscire a pescare manovrando un braccio meccanico).
Quindi, state sereni che a Natale le luminarie pubbliche sovrabbonderanno senza ritegno e senza rimorso e noi tutti plaudiremo illusi che i cieli non siano più bui.
Tuttavia l’inefficienza  dei nostri eletti (efficienti nel tassare anche i peluches) non ci esime da responsabilità, comportamenti e stili di vita che ci portino a un diverso utilizzo delle risorse naturali e ad un minore spreco di risorse energetiche.
Non credo che il Vaticano quest’anno si farà confezionare un presepe in piazza san Pietro meno costoso dello scorso Natale (era solo un misero presepe da 250.000 euro!) e metterà un albero di natale con qualche fila in meno di lampadine colorate, ma si sa: non sempre il buon esempio viene dall’alto. Allora proviamo a darlo dal basso: in un piccolo paese della Diocesi di Novara, da 23 anni i parrocchiani rinunciano a qualche luminaria elettrica optando per dei lumini accesi sui davanzali delle finestre; scrive il parroco, don Renato Sacco: Nel piccolo paese dove abito, Cesara (Vb), 500 abitanti, c’è una bella iniziativa, legata alle luminarie di Natale: ‘Contro la fame cambia la vita e spegni le luci. No allo spreco per le luminarie Natalizie, si alla solidarietà’. E’ nata in tempi non sospetti, non c’era la crisi di oggi, con lo scopo di far cogliere la bellezza, la gioia del non sprecare, dello spegnere per accendere vita, solidarietà. Per dare speranza. Invece delle luminarie accendiamo dei piccoli lumini alle finestre di casa, e il ricavato va a situazioni di bisogno. Chissà, magari per questo Natale 2012, qualcuno potrebbe copiare l’idea!
Così è. Copio l’idea. Per questo Natale ho proposto la stessa iniziativa nelle piccole parrocchie di montagna dove svolgo la funzione di parroco. Una piccola luce sotto questi cieli bui, un piccolo gesto che vuole ancora esprimere il senso proprio del Natale, il senso del dono, il senso della luce che l’Eletto ci fa anche quest’anno, anche con qualche lampadina spenta.

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