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Domenica, 01 Aprile 2012 00:00

Non mi sarebbe mai venuto in mente

Scritto da Pier Paolo Boldon Zanetti
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di Antonietta Lamorte

Ringrazio Antonietta per questa sua testimonianza, che tratteggia in modo efficace la sua esperienza con noi. La ringrazio, soprattutto, per la sua amicizia: anche per noi conoscerla e condividere con lei le nostre giornate è stato un dono grande. A me e a chi l’ha incontrata ha comunicato una forte passione per la vita, una fede autentica e la disponibilità all’incontro e al dialogo, caratteristiche che traspaiono bene anche dalla lettera.

Mi chiamo Antonietta, sono una terziaria domenicana e vivo a Montelupo fiorentino (Fi). Insegnante di scuole superiori, in pensione da alcuni anni, mi dedico al mio hobby preferito: scrivo poesie, racconti, romanzi di letteratura amena, ma, da qualche tempo, mi dedico alla letteratura religiosa.
Non ho mai pensato di farmi suora o di vivere in un convento, ed ogni volta che mi capitava di visitarne uno, pur ammirandone la bellezza e la storia a volte straordinaria nel tempo, l’austerità e il silenzio che respiravo nel chiostro e nei vari ambienti mi respingevano, anche perché mi riportavano echi lontani dei rigorosi collegi in cui sono stata educata ed istruita. Ogni volta, mi dicevo:
“Un luogo così, non è fatto per me!”
 Fino a qualche tempo fa, non mi sarebbe mai venuto in mente che, un giorno, avrei potuto cambiare idea.
 Ho conosciuto la comunità domenicana che vive nel convento dell’Annunciazione del Signore di Agognate (No) nel mese di Giugno. Mi avevano spinta lì la curiosità e soprattutto la necessità di proseguire un lavoro su santa Caterina da Siena che avevo iniziato con un amico Sacerdote Domenicano, quando lui era in Toscana, che da qualche mese era in quella Comunità. Ma notai subito la semplicità e la bellezza del posto. Ma ancora di più, mi sorprese il fatto che il clima che respiravo era sereno, anzi gioioso.
Mi sentii subito a mio agio. Non notavo traccia dell’austero silenzio di altri chiostri, né il distaccato colloquio con il frate di turno che ci faceva da guida. Le terziarie, i terziari e i quattro Sacerdoti che vivono in comunità, sono persone simpatiche, colte e disponibili. Tra loro, avevo davvero la sensazione di vivere in una famiglia. Ognuno ha il proprio lavoro che mette a disposizione della Comunità e durante il pranzo e la cena che iniziano e terminano con la preghiera, si discute animatamente di vari argomenti.
Nei giorni in cui sono stata loro ospite, io mi sentivo libera, della libertà dei Figli di Dio, dove non ti senti giudicata ma ti senti accolto e rispettato per quello che sei, con i tuoi pregi, ma anche con i tuoi limiti o difetti. Nulla mi è dispiaciuto durante tutto il tempo che sono stata con loro. Mi affascina la vita e la vita semplice e attiva che conducono, perciò ho cercato di vivere come loro, nei momenti essenziali di ogni giornata.
La preghiera mattutina delle lodi, il pranzo alle tredici dopo una mattinata di lavoro, il Rosario, i Vespri e la celebrazione Eucaristica. Si cena tutti insieme e poi ognuno si ritira nella propria stanza per continuare il lavoro e infine per il meritato riposo.
Ma ciò che davvero mi è rimasto nel cuore, è il loro modo di pregare. Il Rosario di ogni sera, guidato in modo semplice ed essenziale da Lucia, le melodie appena ritmate dei Salmi che la voce un poco rauca ma comunque gradevole di P. Raffaele accompagna durante le lodi mattutine e i vespri della sera, le letture attente di Pier Paolo, di Irene o di S. Innocenza e soprattutto le omelie incisive e profonde di P. Ennio risuonano tuttora dentro di me e alimentano il desiderio di esserci ancora. Mi mancano anche le domande provocatorie di P. Raffaele e di P. Domenico che all’inizio sconvolgevano le mie convinzioni. Quelle loro domande mi hanno costretta via via che passavano i giorni, a scavare dentro di me e darmi risposte che mettevano in gioco la solidità e la profondità della mia fede. Mi hanno aiutata a crescere interiormente e a riflettere sul perché io credo e in Chi credo. Durante quelle lectio divine della mattina, ho compreso quanto bisogno ho io della Misericordia di Dio e della luce dello Spirito Santo, per forgiare la mia fede con il fuoco del dubbio nella Carità di Cristo.
Ringrazio davvero questi miei confratelli che mi hanno aiutata ad aprire il cuore a nuovi orizzonti, al coraggio di essere vera, e dove il dubbio non è distruttivo, ma forza che sollecita l’intelligenza e il cuore che cercano risposte vere. Ho compreso che quelle domande inusuali sono frutto di immenso amore nel cuore di chi cerca veramente Dio.
In quella comunità ho scoperto tanti doni meravigliosi che il Signore ha elargito ad ognuno di loro: intelligenza, ilarità, disponibilità alla comprensione e alla dedizione di quanti desiderano vivere la loro vita. E sono tanti gli ospiti che come me, sono attratti dal loro modo di vivere. Io ne ho conosciuti alcuni, ma durante l’arco dell’anno sono tanti e sempre nuovi. Io stessa ci sono ritornata per le feste natalizie ed ho trascorso un Natale così bello e tutto spirituale che non ricordavo più da quando ero bambina per il calore e la sincerità di affetti di fratelli e sorelle che avrei voluto avere da sempre.
In quest’ultimo periodo, poi, ho avuto la possibilità e la gioia di conoscere meglio p. Ennio, con la sua vena di fine scrittore e di profonda sensibilità che è il padre e la guida della comunità e di tutti quelli che fuori e dentro ne fanno parte. Sì, perché un’altra cosa bella è il fatto che, attorno ai terziari che vivono all’interno della Comunità, c’è un nutrito gruppo di terziari che vive all’esterno ma che con loro, condividono esercizi spirituali, giornate di fraternità, Lectio Divine. Ne ho conosciuti molti e sono davvero contenta di avere incontrato persone di profonda fede e disponibilità.
Lode e Gloria a Dio che ha spinto e accompagnato P. Ennio alla realizzazione di questa Comunità dove non ti senti mai solo e soprattutto dove tanti possono seguire gioiosamente e fiduciosamente la chiamata di Cristo Gesù. Grazie, grazie ancora.
Fibbiana, 29-1-2012.


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