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Mercoledì, 01 Maggio 2013 00:00

Comincia a correre

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Come è risaputo ogni favola contiene una morale, cioè un insegnamento che viene proposto e che costituisce in un certo senso il motivo per cui viene raccontata. Invece, nel caso del racconto famoso del leone e della gazzella (qui sotto riportato), pensiamo che non ci sia una morale. Anzi, troviamo che sia immorale il messaggio che alcuni hanno cercato di veicolare, in modo implicito ma inequivocabilmente chiaro, attraverso questa favola.
 AL SORGERE DEL SOLE
Ogni mattina in Africa una gazzella si sveglia.
Sa che dovrà correre più in fretta del leone, o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa un leone si sveglia.
Sa che dovrà correre più della gazzella, o morirà di fame.
Quando sorge il sole, non importa se tu sei un leone o una gazzella:
sarà meglio che cominci a correre.
                                                          (Anonimo del ‘900)
Vediamo di leggere tra le righe il contenuto. Innanzi tutto viene trasmessa l’idea che il mondo sia una giungla, dove non c’è per tutti la possibilità di vivere. Solo se corri (e devi correre più veloce degli altri!) riesci a sopravvivere, ed in questa lotta qualcuno, ogni giorno, deve per forza di cose soccombere. La corsa è la competizione spietata per sfuggire alla morte sociale, dove l’unica regola è l’economia, o meglio la ricerca sfrenata del guadagno, per garantirsi la sopravvivenza. Questa diventa l’unico imperativo per tutti e ognuno deve impegnarsi nel tentativo di salvarsi da solo. In sintesi: “mors tua, vita mea”. La tua morte garantisce la mia sopravvivenza.
Letta così questa storiella, che sicuramente tutti conosciamo, assume un valore diverso e per nulla piacevole. In un certo senso essa ha costituito il simbolo ed il manifesto ideale del’avvento del neo-liberismo, quale pensiero unico, globale, che ha soppiantato i sistemi politico-economici che esistevano fino agli anni 80 e prima della caduta del muro di Berlino. Della fine del comunismo si è ampiamente scritto, mentre poco si è detto della fine del capitalismo: come è cambiata la sete di profitto? Cosa ha prodotto nella vita di tutti noi e in particolare dei più poveri?
Questa “favoletta” senza lieto fine ci aiuta a smascherare un insieme di falsità che stanno alla base del neo-liberismo e che vengono proposte come fatti incontrovertibili.
“Il mondo non ha risorse sufficienti per dare vita a tutti, per cui bisogna lottare per la sopravvivenza”. Falso. Il mondo ha risorse limitate ma ben ampiamente in grado di garantire una vita più che dignitosa per ognuno dei suoi abitanti. Solo l’egoismo di una percentuale minima e sempre più elitaria dell’umanità ha generato un sistema folle ed ingiusto basato sullo sfruttamento dissennato e smodato di energia, territorio, risorse naturali ed esseri umani. Tutto per avere dei profitti economici altissimi, immediati e a discapito di ogni altro valore o considerazione.
I risultati li vediamo ogni giorno
“Solo se corri riesci a non morire”. Falso. Di corsa si muore, tutti senza eccezioni. Chi è meno giovane si ricorda come, anche solo dieci o quindici anni fa, la vita era meno frenetica. Pensiamo ai ritmi folli del mondo del lavoro attuale a confronto di quelli di allora: eppure se confrontiamo la produttività oraria di oggi è crollata. Perché? Per correre ed essere sempre più veloci, si è buttata al macero l’organizzazione e questo è avvenuto sia a livello aziendale che sociale: i guru dicono che intralcia la competitività e la flessibilità. Per compensare il tracollo della produttività causato dalla disorganizzazione si aumentano i ritmi e le ore di lavoro, ma di conseguenza le aziende devono retribuirti meno. Quindi hai meno tempo libero dal lavoro e meno energie da dedicare ad altre cose, che devi ovviamente fare di corsa nei ritagli di tempo.
Tutta la vita è diventata una corsa frenetica.
“Ogni giorno e da soli, gli uni contro gli altri”. Falso. Anche questo è falso! Ogni giorno significa tutto il tempo, per cui tutta la vita deve essere dedicata al lavoro, alla carriera e quindi al denaro. La maggior parte di noi si sostiene economicamente con il proprio lavoro e la corsa leone-gazzella corrisponde a rincorrere un reddito sempre maggiore per tentare di garantirsi un  tenore di vita sempre più dispendioso. Questo comporta tagliare il tempo libero, il riposo, la festa, il tempo per la famiglia, per le relazioni, per crescere in umanità. Cosa inutile e pericolosa per il sistema, che non vuole che cresciamo umanamente e in conoscenza, e per questo inculca l’individualismo più spinto (“da soli”). Non c’è e non ci deve essere tempo per altro se non per produrre e competere. Si va nella direzione che amicizia, solidarietà, generosità, entusiasmo, passione saranno dei lussi che nessuno potrà più permettersi e quindi concetti da buttare alle ortiche per sempre?
 Per fortuna siamo stati creati col dono della libertà e possiamo ribellarci a questo sistema e nei limiti del possibile, lottare ogni giorno per non essere:
NE’ LEONE NE’ GAZZELLA !
Voglio vivere come UOMO/DONNA con dignità.
Non voglio essere paragonato/a a una bestia solo per giustificare comportamenti disumani.
Voglio camminare perché correre affatica troppo e mi toglie la lucidità di pensiero.
Voglio poter guardare negli occhi chi mi vive accanto e non sentirmi guardato come pasto da consumare.
Voglio poter sostare quando ne sento la necessità per guardare ciò che mi circonda, riflettere e parlarne con chi è al mio fianco.
Voglio vivere le differenze che ci sono tra me e gli altri come arricchimento reciproco e non come problema.
Voglio vivere il lavoro come luogo di costruzione di un mondo migliore, non come arena di competizione dove comunque qualcuno dovrà soccombere e quindi senza dover essere o vittima o carnefice.
Se quando hai letto la favola africana hai pensato che non poteva essere applicata ad un gruppo di persone che vivono insieme e hai speso energie e tempo per costruire il gruppo in cui ti trovi, va pure avanti così; ma se la filosofia della favola ti ha fatto sorridere e l’hai sentita vera e applicabile al contesto in cui vivi e lavori, allora FERMATI E RIFLETTI: DAVVERO VUOI ESSERE GAZZELLA O LEONE?
Noi personalmente crediamo in un mondo in cui la giustizia sia affare non solo dei giudici ma di tutti, e che prima di fare qualsiasi cosa, ognuno si chieda: è giusto quel che sto facendo?
Noi crediamo in un mondo in cui sia possibile condividere quello che si ha, e non desiderare sempre di più.
Noi crediamo in un mondo in cui sia possibile che il forte aiuti il debole, senza pretendere il meglio solo perché è più forte.
Noi crediamo in un mondo in cui la parola “pace” non significa assenza di conflitti, ma capacità di assumerli, gestirli e risolverli. Perché i conflitti ci saranno sempre; si tratta solo di decidere come affrontarli: con la guerra o con il dialogo.
 Se tutto questo lo desideriamo veramente insieme, e concretamente ogni giorno facciamo scelte perché queste cose si avverino, il mondo cambierà…e da giungla potrà ritornare ad essere un giardino in cui sia bello passeggiare la sera.

Letto 902 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Ottobre 2014 17:52
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