Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Mercoledì, 01 Maggio 2013 00:00

I giovani hanno ancora bisogno della fede?

Scritto da Pier Paolo Boldon Zanetti
Vota questo articolo
(0 Voti)

Un invito al dibattito
di Theo Stoltenberg
In occasione dell’elezione del nuovo Papa si è parlato tanto di necessarie innovazioni ed aperture della Chiesa per affrontare meglio le esigenze e le sfide di un mondo che, in questi ultimi decenni, è radicalmente cambiato. In Germania il numero dei cattolici e luterani è quasi uguale. Il confronto diretto della loro situazione ci indica che l’attuale crisi della Chiesa Cattolica non è esclusivamente dovuta a problemi scottanti come, per esempio, il celibato, il ruolo della donna e la situazione dei divorziati, perché la Chiesa Luterana, pur non conoscendo queste “restrizioni”, si trova nelle stesse gravi difficoltà. L’urgenza di un cambiamento si avverte soprattutto per le nuove generazioni, per il rapporto che i giovani hanno con la fede.
Ma i giovani hanno ancora bisogno della Chiesa, hanno ancora bisogno della fede?
So che esistono tanti libri ed articoli su questo tema, ma sarebbe interessante se i membri della comunità (presbiteri e laici) di Agognate ed i lettori di questo giornalino scrivessero un contributo per questa rubrica dell’amico Pier Paolo, ognuno basandosi soprattutto sulle proprie esperienze e sulle proprie idee. Da questo confronto non usciranno né un quadro completo del tema, né dei trattati “accademici” di sociologia o teologia, ma, attraverso il racconto delle nostre esperienze,  forse, conosceremo qualcosa di più su un argomento che sta a cuore a tutti noi che, in qualche modo, facciamo parte di questa comunità. Per quanto mi riguarda, sto preparando per il prossimo numero un articolo dal mio punto di vista di tedesco ed (ex)professore che ha lavorato per trentacinque anni con gli studenti liceali e nella formazione dei futuri insegnanti.

Ringrazio l’amico Theo per il suo invito, che giro a tutti voi. L’ho già ricordato più volte, queste pagine vivono del contributo dei lettori, mi auguro quindi che il suo appello non cada nel vuoto e attendo le vostre considerazioni e testimonianze.
Il tema affrontato è di grande attualità. Nei giorni scorsi ho avuto occasione di discuterne con i miei studenti di terza liceo. La discussione è stata molto animata, segno che, comunque, per motivi di vario ordine, che qui non mi soffermo ad esaminare, la domanda posta da Theo non è per loro una domanda oziosa, anche se, per lo più, la risposta che i giovani danno è negativa. Dei ventiquattro ragazzi della classe, solo pochi si sono dichiarati credenti; la maggior parte, pur nata in un contesto formalmente cristiano, ha abbandonato ogni pratica religiosa e si è dichiarata atea o agnostica.
Credo che quanto ho potuto constatare sia uno spaccato dell’intera nostra società. Ci troviamo davanti a «quella che può essere definita la “prima generazione incredula dell’Occidente”: una generazione che non si pone contro Dio o contro la Chiesa, ma una generazione che sta imparando a vivere senza Dio e senza la Chiesa», come scrive Armando Matteo nel suo libro sul difficile rapporto tra i giovani e le fede (La prima generazione incredula, Rubbettino 2010). È una realtà che ci interpella e che ci richiama alla nostra responsabilità.

Letto 1277 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op