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Domenica, 01 Febbraio 2004 00:00

La liturgia delle ore: la chiesa che prega nel tempo

Scritto da Irene Larcan
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"Al mattino ascolta la mia voce; fin dal mattino t'invoco e sto in attesa (Salmo 5, 4)

La prospettiva del tempo, intrecciato di passato, presente e futuro, di esistenziale ed escatologico, di terreno ed eterno, di libertà e di grazia, di iniziativa di Dio e risposta dell'uomo, è presente e lievitante nella LITURGIA DELLE ORE.
Il libro della Liturgia delle ore ha la tipologia del "COMES" (oggi lo definiremmo tascabile!), il libro da viaggio, il compagno della strada , che si pone come quadrante delle ore di Dio sulle ore umane, nello sfondo della storia.
Esso con i suoi recitativi, i suoi canti, le sue formule, scandisce il ritmo del giorno, della settimana, dell'anno. E, non solo ci avverte della misura empirica del tempo, ma anche della dimensione che trae origine da Cristo, alfa e omega, fondamento e guida dei tempi.
Scoprire o riscoprire insieme, il senso della preghiera e della Liturgia delle ore, è un momento della formazione e del cammino dei laici domenicani.
Fin dagli inizi della Chiesa gli Apostoli hanno letto i salmi (le preghiere più antiche e diffuse del mondo ebraico) alla luce della vicenda di Gesù, cioè li hanno interpretati in chiave cristologica.
Le testimonianze della Chiesa primitiva attestano che anche singoli fedeli, in determinate ore del giorno, attendevano alla preghiera.
In Atti degli Apostoli  si parla dei discepoli radunati all'ora di terza (At 2, 1-15), di Pietro e Giovanni che salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio (At 3,1).
Queste preghiere, fatte individualmente e comunitariamente, costituivano il prolungamento della celebrazione dell' Eucarestia. Poco a poco furono ordinate in modo da formare un ciclo ben definito di ore: LA LITURGIA DELLE ORE, o Ufficio Divino, che monaci, religiosi e preti di tutta la cristianità si impegnavano e si impegnano a celebrare.
Il Concilio Vaticano II ha desiderato aggiornarlo, tenendo conto della situazione dei cristiani del nostro tempo, in modo che tutto il popolo di Dio, anche i laici, potessero celebrarle.
Cardine di tutta la LITURGIA DELLE ORE sono la preghiera delle LODI  - all'inizio della giornata, in cui si affidano al Signore tutte le azioni ed il lavoro, le nostre gioie ed i nostri affanni quotidiani - e dei VESPRI - preghiera di lode e di ringraziamento attraverso cui si presentano al Signore le intercessioni per la Chiesa tutta.
E' una preghiera COMUNITARIA che, anche nella recita individuale, è sempre in comunione con tutta la Chiesa che loda, ringrazia, invoca, intercede, che compie una " LEITURGHIA", cioè una AZIONE IN FAVORE DI TUTTO IL POPOLO, CON CRISTO, IN CRISTO E PER MEZZO DI CRISTO.
L'intera vita dei fedeli , infatti, attraverso le singole ore del giorno e della notte, è quasi una LITURGIA mediante la quale essi offrono a Dio, come i sacerdoti dell'Antico Testamento e come i nostri ministri ordinati, un'azione in favore di tutta la Chiesa, santificando nello stesso tempo la loro realtà, il lavoro, la famiglia, in una parola la vita quotidiana.
In questo modo essi esercitano quel sacerdozio che viene loro dal Battesimo
Di San Domenico i biografi hanno tramandato, con abbondanza di particolari, che egli fu un grande contemplativo ed un innamorato del colloquio diretto con Dio mediante la preghiera...Riferiscono che egli parlava "o con Dio o di Dio"; che incitava i frati durante la recita dell'Ufficio divino e che riempiva di preghiera i tempi apparentemente vuoti, come la notte ed i viaggi.
Faceva sua la Liturgia d'intercessione, compito di tutta la Chiesa, con la preoccupazione per la salvezza di tutti: "Signore, pietà del tuo popolo, che ne sarà dei peccatori?"
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