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Venerdì, 01 Settembre 2000 00:00

Sesso-Sesso-Sesso

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È ancora nel mio cuore la notizia raccapricciante di un ennesimo delitto di pedofilia compiuto da un ragazzo nei confronti di un altro bambino. Il primo ha 17 anni, il secondo nove. Una vita spezzata, un’altra distrutta, due famiglie nel dolore. Fatto tragico che ha fatto notizia per alcuni giorni lasciando spazio sui giornali ad altri delitti, ad altri orrori, ad altre miserie. Mi scuserete perciò se ritorno sull’argomento del sesso ma credo sia sempre attuale. Premetto: sono convinto che i peccati sessuali sono infinitamente meno gravi della bestemmia, dell’omicidio, del furto, dello strozzinaggio, della calunnia, dell’avarizia, dello sfruttamento degli operai, e di tanti altri reati o peccati di cui è capace l’a-nimo umano. Rimango, tuttavia, disorientato quando il sesso sconvolge la mente e tramuta l’uomo in assassino. Ricordo con angoscia le mie prime confessioni quando l’unico peccato sottolineato dai preti della mia fanciullezza era il sesto comandamento: “Non commettere atti impuri”. Almeno io non ricordo, una formazione alla lealtà, all’amore verso la giustizia, al culto della verità, alla generosità verso i più deboli, i più poveri; tutto verteva sul sesso il quale portava conseguenze terrificanti. Si diventava imbecilli, pappe molli, uomini senza personalità. La mancanza della “Bella virtù” (così era chiamata la castità) macchiava indelebilmente l’anima e la rendeva sporca e maleodorante. Era presentato come esempio da imitare San Domenico Savio un bambino che soleva dire: “La morte ma non peccati”, e per peccati s’intendeva la masturbazione. Che altro peccato poteva, infatti, commettere il piccolo Domenico? Oggi tutto è cambiato ed il sesso è diventato un bene di consumo a buon mercato. Dal cinema alla stampa alla pubblicità, tutto inneggia al sesso. Non esiste uno spettacolo televisivo che non mostri donne quasi nude anche quando si parla di quiz o di filosofia. Tempo fa sono andato a parlare a delle bambine di terza media ed una di queste vestita, pardon, spogliata, con una gonna che lasciava vedere le mutandine, con spavalderia mi diceva: “Lei padre non crederà mica al valore della verginità?”. La verginità oggi è diventata un controvalore. Ho conosciuto ragazzi che si vergognavano di non aver ancora avuto rapporti sessuali a 16 anni! É sempre più difficile trovare giovani che si confessano di aver peccato contro il sesto comandamento. Il sesso non è più peccato, anzi è diventato peccato non avere rapporti. Forse, io sono un prete sfortunato, ma in tanti anni di ministero, non ho trovato una coppia che non abbia avuto rapporti sessuali prima del matrimonio. Non fa più, né scandalo né notizia che due persone vadano a vivere insieme e moltissime mamme consigliano ai loro figli di usare la pillola o il preservativo. “Così siamo più sicuri”. Siamo passati da una morale tutta concentrata sul peccato sessuale ad una specie di morale permissiva. Nel sesso tutto è permesso. Educazione sessuale significa soprattutto insegnare ai giovani com’evitare figli non desiderati e malattie. I bambini crescono senza più ideali, anzi crescono con ideali rovesciati dove la parola più semplice è: “Cogli l’attimo fuggente”. Sono con i genitori del piccolo Claudio ucciso in Brianza, ma permettetemi di stare anche con i genitori dell’altro ragazzo diventato assassino perché cresciuto con la convinzione che il sesso non è un male. Due famiglie distrutte dallo stesso cancro che sta uccidendo la nostra gioventù: tutto è permesso, tutto è lecito, tutto si può fare, niente è peccato, anzi il peccato è un’invenzione dei preti. Per l’assassino del piccolo Claudio, il violento, secondo la sua morale, era il ragazzino che non voleva fare sesso con lui. Avrà cercato di farlo “ragionare”, gli avrà detto. “Che male c’è, vedrai che è bello, dai non fare lo stupido”. Certamente lui vedeva un bene in quell’atto e non capiva perché il bambino gli si rifiutava. Nella prima lettera di San Giovanni l’Evangelista ricorda ai cristiani che l’amore fraterno è vero se è radicato nell’amore di Dio ed esorta tutti a non moltiplicare le esigenze ed a non abbondare nella ricchezza, altrimenti non si riesce più a vedere la povertà degli altri, evitando di mettere in primo piano i nostri diritti che rendono egoisti, ciechi e prepotenti. Ma chi ascolta più la parola di Dio? Lo sforzo primario che la nostra fraternità sta facendo in questi anni qui a Novara è quello di riaprire insieme la Bibbia. Desideriamo ascoltare con i laici che ci frequentano la Parola di Dio, vogliamo insegnare a pregare con il Libro sacro, vogliamo studiarla e farla conoscere; e ci auguriamo, che in ogni parrocchia, in ogni comunità, in ogni famiglia, si moltiplichino i cultori della Parola di Dio, da cui viene ogni insegnamento corretto. A tutti coloro che abitano vicino a Novara ricordo che ogni Venerdì alle ore 21 LA NOSTRA CASA è APERTA per nutrirci insieme della PAROLA.

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