Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Sabato, 01 Dicembre 2001 00:00

“Se non diventerete come bambini”

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)

Si parla con tanta frequenza delle tre religioni monoteistiche: Ebraismo,Cristianesimo ed Islam, sostenendo che abbiamo un Dio comune a tutte e tre le religioni. Non voglio entrare in questioni teologiche, ma voglio semplicemente parlare del Dio Padre in cui io credo e che mi sembra molto diverso persino da un certo Dio adorato da alcuni cristiani, cioè seguaci di Gesù di Nazareth.
 Nella fede che credo di avere, Dio si è rivelato pienamente in Gesù, ma so che con questa rivelazione non potrò mai arrivare alla sua comprensione integrale. Per me essa sarà ogni giorno una scoperta nuova. La via maestra rimane sempre la stessa, ma l’immagine che l’uomo si fa di Dio cambia con il passare dei secoli.
 Gli uomini hanno fantasticato, scritto e lottato, non tanto per Dio e con Dio, ma con l’immagine che via via se ne sono fatta. In questo senso Dio diventa immagine dell’uomo e non il contrario. Se ciò è avvenuto ed avviene, si ha, di volta in volta, un Dio che è servito all’uomo per giustificare il proprio comportamento.
 Per esempio: si arriva a pregare perché Dio benedica e faccia vincere le nostre truppe, mentre gli si chiede di maledire quelle dell’avversario. Lo si ringrazia per le nostre ricchezze, per il pane che ogni giorno mangiamo e gli si chiede di pensare Lui a chi non ne ha, scaricandoci di ogni nostra responsabilità sulla fame del mondo.
Il Dio di Gesù Cristo si presenta come un Dio Amore, ma spesso i cristiani uccidono e si uccidono nel suo nome. La Sacra Scrittura dice che Lui “ama tutte le cose esistenti e nulla disprezza di quanto ha creato”; mentre certi cristiani pretendono che alcuni popoli o alcune persone siano più amate di altre. Dio è padre, ma ci fa comodo che per noi chiuda un occhio, mentre è bene che per altri li apra tutti e due. Affermiamo che Dio è giusto, ma in realtà vogliamo che eserciti la giustizia in modo disuguale; clemente con i nostri errori e terribile con quelli degli altri. Tutti, ebrei, cristiani ed islamici lo vogliono arruolato tra le loro truppe e ciascuno è convinto di essere nella verità e quindi con Lui. Lui che farà vincere la nostra fazione, proteggerà i nostri soldati.
 Dall’uno all’altro fronte, si vuole combattere in nome di Dio, mentre, in realtà, a me sembra che ogni guerra sia contro il Dio Amore di Gesù Cristo. Così, da stolto, anche io voglio parlarvi del Dio che conosco.
Il mio Dio è un Dio che si fa piccolo, che si fa peccato ed  ama tutti gli uomini.  Predilige i più poveri, va in cerca di quelli che sbagliano ed è felice quando li riporta nella sua casa e chiama i vicini per rallegrarsi con Lui per il figlio ritrovato.
Il mio Dio dice che noi siamo nel mondo ma non siamo del mondo, infatti il mondo ama coloro che vincono, i potenti, quelli che nella vita riescono ad elevarsi, mentre il mio Dio ama i piccoli, i perdenti, ne sposa il destino e diventa simile a ciò che l’uomo conosce di più essenziale: il fallimento. Forse avrei preferito che sulla croce finisse Cesare e che il mio Dio avesse, con un solo gesto, punito tutti i cattivi, gli imbroglioni, gli assassini, e rimesso ordine in questo mondo così ingarbugliato, che si dimostrasse più  forte di Cesare, ma così non è stato.
Il mio Dio, che si è manifestato in Gesù Cristo, è un Dio che agli occhi del mondo è stato sconfitto e crocefisso e vuole che quelli che lo seguono escano dai giochi di questo mondo e non si comportino come i potenti della terra, vuole che chi più ha avuto si metta al servizio ed usi potere ed intelligenza per il bene di tutti; ci avverte che il giorno del giudizio finale saremo giudicati su come abbiamo amato i nostri fratelli. Ad alcuni dirà: “Venite benedetti alla destra del Padre perché avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero prigioniero e mi siete venuti a trovare, malato e mi avete visitato”. E costoro risponderanno: “Quando abbiamo fatto tutto questo?” e Lui dirà: “Quando lo avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli lo avrete fatto a me”.
Il mio Dio non è neppure venuto per togliere il dolore dal nostro pianeta, ma si è fatto Lui dolore con noi, condividendo fatiche, gioie e speranze. Lui è un pastore che non  dice a chi non ha di uccidere chi ha, ma ricorda a tutti che la sua gloria è l’uomo vivente a qualsiasi paese appartenga e di qualsiasi colore abbia la pelle.

Letto 1562 volte
Altro in questa categoria: « l’immersione viva la disuguaglianza »

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op