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Lunedì, 01 Giugno 2009 00:00

speriamo che Dio non c’è

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Mi sembra di percepire in questo triste tempo in Italia la mancanza totale di una legge morale, di una serietà di comportamenti ed un modo schietto di parlare. Iniziando dai politici, che un giorno dicono una cosa e il giorno dopo la negano, giù giù fino al venditore di zucchine. Il verbo più usato è ARRANGIARSI e questo si fa con ogni mezzo escludendo vangelo e morale. Si vive come se Dio non ci fosse e per molti, di fatto, Dio non c’è. Tutto ciò che ci hanno tramandato i nostri genitori e la nostra “civiltà cristiana” sembra una grande beffa e il cristianesimo una menzogna inventata dai preti. Trovo stridente la legge di Dio con le nostre leggi. Folle il comportamento di quanti si dichiarano cristiani mentre il vero culto che vedo praticato è rivolto soltanto al dio Mammona. I Sacramenti non sono più segni efficaci della grazia di Dio. Il Battesimo, la Cresima, la Comunione e il Matrimonio sono, bene che vada, cerimonie che vanno fatte per tradizione, oppure diventano segni di opulenza, a volte di sfarzo e, conseguentemente, facili da dimenticare il giorno dopo. Segni da cancellare e relegare tra le cose fatte non per essere vissute. Sono banditi, dal nostro vivere, i peccati, ci sentiamo buoni e bravi, per cui pochi desiderano ricevere il “Perdono di Dio”. Se un giovane aspira a ricevere il “Presbiterato”, viene deriso dagli amici e guardato male anche dai suoi genitori. Infine quasi nessuno chiede più “l’Estrema Unzione - Unzione degli Infermi”. Di contro moltissimi si dichiarano ancora cristiani.
 Probabilmente non ho capito nulla e di conseguenza vengo considerato un tradizionalista che non si vuole aggiornare. Sono convinto di non sapere tante cose ma vedendo come si comporta la maggioranza degli italiani mi viene da dire: “Speriamo che Dio non c’è, altrimenti sono guai seri”.
Speriamo che abbia ragione la moltitudine dei giovani che popolano le discoteche. Speriamo che, malgrado non vivano più la vita sacramentale, aspirino a fare carriera, magari entrando in un reality show o in qualche spettacolo televisivo, che sembra sia diventata l’unica strada per avere successo e denaro (il padre di una ragazza esclusa da un concorso per veline si è dato fuoco davanti a Palazzo Chigi a Roma).
 Infine come dare torto a chi, in questi giorni, vuole fare una cernita tra la tanta gente che bussa alle nostre porte e controllare chi è buono e chi è cattivo, chi ci è utile e chi potrebbe dare problemi. Tutti costoro, a differenza di gente come me, hanno capito che Gesù Cristo scherzava quando ha dichiarato: “E’ stato detto ama il prossimo tuo come te stesso, ma io vi dico amate i vostri nemici”. “Se amate quelli che vi amano che merito ne avete?”. “Se uno viene a togliervi il mantello dategli anche la tunica”. “E’ più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli”. Forse, quest’uomo che si è proclamato Dio, non sapeva cosa stava dicendo quando ha dichiarato che l’Amore è superiore ad ogni altra legge o quando insegna, con la sua vita, che il suo è un amore che va verso il diverso, il lontano, l’immondo, il ripudiato ed è un amore gratuito, previene i meriti, non si dà ai buoni per negarsi ai cattivi, ma viene donato a tutti. OGNI uomo è figlio di Dio! Noi siamo distratti e, non abbiamo capito, che Gesù faceva battute quando rimproverava i suoi discepoli di non sradicare la zizzania, la quale non permette al grano di crescere, prima del tempo, perché questa cernita si sarebbe fatta soltanto alla fine dei tempi!
 La follia di quest’ uomo, vissuto duemila anni fa, sembra invece compresa da moltissimi. Per questi è, infatti, folle perdonare chi ruba solo un tozzo di pane. Figuriamoci perdonare chi ti condanna a morte. Gesù, infatti, continua ad amare e considerare amico particolarissimo chi lo ha condannato. Il culmine di questa follia d’amore Gesù lo ha raggiunto asserendo che Lui è venuto sulla terra per riportare nell’ovile la pecorella smarrita. “Solo i malati hanno bisogno del medico”.
A tutte queste Parole alcuni hanno creduto, convinti che non mentiva e non scherzava. Non è, comunque, inutile, almeno per me, domandarmi: “E se avesse davvero ragione la maggioranza dei miei concittadini? Vuoi vedere che sono stato fregato da questo mentitore? E se hanno ragione quelli che considerano l’uomo “lupo dell’uomo” e si sono organizzati per difendere e tunica e mantello? Non conveniva anche a me prendere la “tessera” di cristiano? Essere anche io con quelli che sono disposti a rigettare a mare chi viene a turbare la mia faticata onestà?”. Se così è, hanno ragione quelli che, sapendo che Gesù scherzava, ne hanno preso soltanto la “tessera” perché così fanno tutti. Di conseguenza fanno bene i grandi gruppi capitalistici che pretendono il denaro dei contribuenti in modo da aumentare la loro potenza. Furbi quelli che non pagano le tasse, intelligenti i falsificatori dei bilanci. Stolti, al contrario, quelli che vogliono vivere il vangelo. Viva Lorenzo il Magnifico che cantava: “Di doman non c’è certezza”. Sconsiderato me che ho predicato, secondo i dettami del Vangelo, “Beati i poveri”; infatti, come possono essere beati quelli che la povertà ha costretto a prendere un gommone, affrontare il mare, essere rinchiusi in un campo di concentramento per sei mesi e rispediti nell’inferno da dove sono venuti? Che beatitudine vi può essere nel doversi prostituire, rubare due etti di mortadella in un supermercato, elemosinare un tetto e sognare una doccia? Beati al contrario sono quelli che hanno l’aereo personale, molti servi che li accudiscono, ricevono e fanno regali milionari. Uomini e donne che si sentono autorizzati a fare feste e cene che costano quanto guadagna un operaio in tutta la sua vita. Costoro, non vi è alcun dubbio, sono convinti che Gesù Cristo scherzava!
 D’altronde questi poveri, che tentano di raggiungere le nostre terre, non sono neppure capaci di rubare bene, si accontentano di togliere le briciole dalle tavole dei ricchi. Nati schiavi, schiavi devono rimanere. Non hanno l’intelligenza di costruire case, come facciamo noi, che si sbriciolano al primo soffio di un vento un pochino più forte del solito. Per di più non sono venuti con i carri armati a conquistare la nostra terra. Eppure siamo stati buoni insegnanti, abbiamo fatto vedere loro come si conquista un Paese e come si impone la nostra… “civiltà”. Gente illusa che, invece di arrivare con le corazzate, arriva con un gommone e pretende di toglierci quello che da secoli abbiamo accumulato con la forza del nostro ingegno.
Nulla di nuovo sotto il sole, ricorda la Bibbia. Infatti, già quando ero ragazzo, ci facevano cantare: “Non passa lo straniero”. Davvero niente di nuovo!
 Sono diventato vecchio e credo ancora alle… favole raccontate dai vangeli.
Mi sento stupido perché, se ha ragione la maggioranza degli italiani, ho perso tutto e non avrò nessun paradiso in cui andare. Come tutti andrò sottoterra e di me, soltanto dopo qualche giorno, nessuno si ricorderà più.
 Malgrado questi sciocchi pensieri, mi auguro valga il dolore e la vergogna di essere cristiano e nato in Italia.
 Rimane intatta la speranza, che mi ha guidato in tutti questi anni, mentre continuo a credere che la misericordia e la giustizia divina si attueranno.
 
A mio fratello nero

Vedo i tuoi occhi spaventati
Che guardano il vuoto
Sognano una terra pacifica
Senza guerra.
Vedo le onde del mare
Infrangersi crudeli
Su quel gommone
Carico di persone.
Sembra un container
Ricolmo di immondizia
Mi sento responsabile
Di questo tuo viaggio
Che certamente non volevi.
E’ stato il mio egoismo
A farti partire dalla tua terra
Ricolma di sole.
Ti avevo già rubato
Tutto quello che ti avrebbe
Fatto vivere nel tuo paese.
Ed ora piango perché
Ho solo parole da donarti
So che il mio misero voto
Non avrà nessun valore
Sono troppi quelli
Che non ti vogliono.
Perdonami piccolo
Fratello nero.

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