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Sabato, 01 Ottobre 2011 00:00

il mese del Rosario

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In tempi tanto lontani Ottobre era il mese del Rosario. Questi tempi mi sembrano così lontani che potrei scrivere così.
C’era una volta una devozione bella ed importante che veniva celebrata ogni giorno in ogni famiglia cristiana. É ancora cosi? Se si è perso il valore della preghiera in famiglia vuol dire che si è perso il valore del Vangelo, si è persa la forza della preghiera che offre soluzioni semplici ai problemi complicati che ogni famiglia si trova ad affrontare ogni giorno. “Chiunque non riceverà il regno di Dio come un fanciullo, non vi entrerà” (Lc 18,17). Recentemente ero in una piccola parrocchia a sostituire il parroco per la Messa Domenicale. Erano presenti sei donne e un uomo. Domandai perché non vi fosse nessun bambino. Una mamma mi rispose: “Mio figlio ha già fatto la cresima!”. Intendeva che ormai quel ragazzo era un uomo maturo perciò poteva fare a meno della Santa Messa.
 San Luca nel suo Vangelo (18,8) si domanda: Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra? Poco prima, nello stesso capitolo ammoniva: Pregate sempre senza interruzione (18,1). Pensate a quante persone si vantano di essere cristiani, ma quanti di costoro sono davvero uomini di preghiera?
 Oggi è più importante che mai pregare in modo da evitare che il cristianesimo si riduca ad esteriorità. É semplice asserire: Sono cristiano. Difficile vivere secondo il Vangelo. Impossibile dirsi cristiani e non pregare. Santa Teresa d’Avila diceva: “La preghiera è la strada che guida a Dio; se qualcuno ve ne indica un’altra, vi inganna”. E Gandhi sosteneva che “La preghiera deve essere la chiave del mattino e il chiavistello della sera”. Perciò se domando a voi, amici miei, quanto tempo date nella vostra giornata alla preghiera che risposta avrò? Siamo tutti presi come Marta, la sorella di Lazzaro, “dai molti affanni” e ci dimentichiamo di ascoltare e parlare con il nostro Salvatore. Nulla è più importante della preghiera. Essa sola ci unisce a Dio. Una volta la preghiera in famiglia era il cemento che la teneva unita. Ora non si adopera più quel...cemento, si usa la TV e la corona del Rosario è diventata una collana o viene appesa nell’automobile, oppure, in alcuni paesi è consuetudine metterla nelle mani dei morti.
Purtroppo è raro che, anche nelle famiglie religiose, il Rosario venga celebrato in comune. Mi auguro che ancora tanti religiosi e religiose siano rimasti fedeli al Rosario singolarmente, ma è molto diverso recitare da soli o INSIEME il santo Rosario.
 Non ho paura di essere preso per un frate che ama il devozionismo, considerato da molti come alienante. Diceva un mio grande maestro P. Enrico Rossetti che: “Le vere devozioni devono essere riscoperte, rinnovate e rilanciate nella Chiesa, affinché il popolo preghi di più, preghi meglio, apprezzi più a fondo la liturgia e non cada vittima del secolarismo o dell’indifferenza religiosa, ben altrimenti alienanti”.
IL Beato Giovanni XXIII ricevendo i bambini del Rosario vivente, al tempo in cui io ero promotore del Rosario, disse: “Oh, incanto del Rosario! La preghiera intrecciata con le elevazioni del Pater noster e dell’Ave Maria, che tratteggia allo spirito raccolto le realtà ineffabili della Incarnazione, della Passione e Morte del Figlio di Dio, e della sua Resurrezione e Ascensione, la discesa dello Spirito Santo; i trionfi di Maria, strettamente associata alle gioie, ai dolori e alla gloria del suo Figlio Gesù. Recitando i singoli misteri, è tutto il Vangelo che rivive; è la storia meravigliosa del genere umano redento e salvato....
Tornando alle vostre case, portate ai vostri cari il Nostro saluto: dite pure che il Papa recita il Rosario intero, cioè tre corone, tutti i giorni; prega per loro, per la serenità, il conforto, i buoni propositi di ciascuno; e siate degni del bel nome che portate: il Rosario vivente della Madonna, ora e sempre”.
Una mia amico mi ha mandato questa ricetta la giro a voi.
QUESTA  MEDICINA
PUO’ ESSERE  ASSUNTA  IN  DOSE  MOLTO  ELEVATA

 

 

 

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