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Domenica, 01 Dicembre 2013 00:00

Natale 2013

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Sin dall’adolescenza le festività natalizie non le vivo con gioia. Forse il ricordo della guerra, della fame, dell’ingiustizia che mi appariva e mi appare ingrandita in questi giorni mette in ombra la nascita di Gesù. Sono i giorni della disuguaglianza, dell’indigenza da una parte, e dell’opulenza dall’altra. Ricordo con un senso di rabbia un canto che a quel tempo mi faceva piangere:
“È Natale, non badare, spazzacamino,
ogni bimbo un focolare, e un balocco vicino,
io mi accosto per giocare quando un bambino
mi dà un urto non toccar, va a spazzare il camin.
Tu mi scacci lo so
perché il volto più bianco non ho.
Ma lo spazzacamino
tiene il cuor come ogni altro bambino”.
Ora non oserei più cantarlo perché di spazzacamini è pieno il mondo. Milioni di bimbi a cui le festività di Natale non porteranno un balocco e non avranno neppure un panino.
A quelli della mia età è stato insegnato che il Natale è la festa della pace e che un buon cristiano è colui che vive con gioia le beatitudini, così ho imparato a memoria che i poveri sono beati, chi ha fame sarà saziato mentre chi piange riderà. Non dubito sulla parola di Dio, però posso e debbo dubitare sulla interpretazione che è stata data a queste parole. Interpretazione che alienava e ci faceva “lavare le mani” esonerandoci dall’impegno di cambiare questo stato di cose. Si dimenticava o non si sottolineava a sufficienza la conclusione del discorso di Gesù: “Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete (Luca 6,24-26).
Ci veniva tolta anche la possibilità della giusta indignazione. Chi lo faceva era considerato un comunista, uno che odiava Gesù Cristo e la sua Chiesa. La pace proclamata era soprattutto assenza di lotta. Non si poteva neppure gridare: “Non ti è lecito”.  Mescolare lo sterco fa solo fetore ci dicevano. Non si esortava ad eliminarlo. Bisognava sopportare ed aspettare dopo la morte la realizzazione delle beatitudini.
È questa realizzazione delle beatitudini nell’aldilà che Gesù ha predicato? Davvero è possibile predicare la pace senza far nulla per stabilire la giustizia?
È cambiato qualcosa? Si, l’ingiustizia si è moltiplicata per cento, per mille e i media ce la spiattellano in faccia in continuazione.
Non siamo ancora in Avvento e, malgrado gli “spazzacamini” siano moltiplicati, il motivo cantato tanti anni fa si fa più vivo che mai: “Tu mi scacci lo so perché il volto più bianco non ho” e la risposta è sempre quella: “FATTI I FATTI TUOI. PENSA A TE E ALLA TUA FAMIGLIA”.
Io spero che i cristiani non siano capaci di farsi i fatti loro. Io credo che un cristiano non possa essere un’isola racchiusa in se stessa. Siamo dei continenti legati gli uni con gli altri e dell’ingiustizia come dell’egoismo tutti ne paghiamo le conseguenze. Il denaro è diventato un idolo e la volontà di potenza e di possesso è diventata senza limiti. “Dietro a questo atteggiamento - denuncia Papa Francesco - si nasconde il rifiuto dell’etica, il rifiuto di Dio”. La solidarietà dà fastidio e Francesco ci invita a chiedere allo Spirito Santo: “che ci dia la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa; la grazia di andare avanti verso le periferie esistenziali. E se diamo fastidio, benedetto sia il Signore”.
Detto ciò, mi auguro che nessuno mi darà del comunista e del mangiapreti se dico che il Natale mi dà fastidio e che questa festa diventata ormai “pagana” mi rattrista. Non vorrei che il Natale fosse la festa dei regali solo per una piccola parte dell’umanità, ma si tramutasse nella festa del REGALO di sentirci tutti fratelli. Vorrei che fosse una festa dove tutti gli uomini, perlomeno tutti coloro che si dichiarano cristiani, si ritrovino davanti alla grotta di Betlemme in ginocchio ed in contemplazione davanti a quel Bambino che nasce povero tra i poveri per indicarci che ogni bambino che nasce su questo nostro pianeta ha diritti e doveri comuni. Sogno un mondo senza patrie, senza confini, senza bandiere e dove tutti ci sentiamo ospiti e pellegrini.
Possa il ricordo della nascita di Gesù stimolarci a gioire per ogni bimbo che nasce e soffrire per ogni bimbo che muore per l’ingiustizia e l’egoismo che ancora attanaglia tanta parte dell’umanità.

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2 commenti

  • Link al commento vincenzo Lunedì, 09 Dicembre 2013 12:12 inviato da vincenzo

    E' SEMPRE UNA GRANDE EMOZIONE ESSERE STIMOLATI A CREDERE NELL'AMORE E QUESTO E' QUELLO CHE SI PROVA QUANDO SI ASCOLTANO O SI LEGGONO LE TUE PREDICHE CIAO E GRAZIE

    Rapporto
  • Link al commento ALBERTO BECCA Giovedì, 26 Dicembre 2013 08:02 inviato da ALBERTO BECCA

    Condivido tutto quanto Ella ha scritto, in modo anche provocatorio e coraggioso, tranne.. "Sogno un mondo senza patre, senza confini, senza barriere" : non vorrei che il sogno, l' utopia avesse avuto il sopravvento sulla storia, sulla realtà dei nostri continenti, degli equilibri (sepsso instablili) che consentono alle popolazioni almeno di sopravvivere (un esempio clamoroso è la terra santa, Israele ove una "guerra cronica e latente" da decenni va in parallelo con un equilibrio assai instabile: tutte le trattative, le mediazioni sono state fino ad oggi inutili. Ma ritornando alla Patria vorrei ricordare che proprio nel 2014 saranno 75 anni che San Francesco e Santa Caterina sono stati posti dal magistero della Chiesa come PATRONI D' ITALIA: Le chiedo: cio' ha ancora un senso? L' Italia esiste ancora ? I patroni servono a qualcosa o sono "roba vecchia" ? Grazie e auguri a Lei e a tutta la comunità di Agognate

    Rapporto

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