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Domenica, 01 Giugno 2008 00:00

Stupidità

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Mt 5,20-24

 In quel tempo Gesù disse: Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Come sempre il Vangelo semplifica cose che sono complicatissime, riducendo a un sì e ad un no ciò che in realtà si frantuma in molti sì e in molti no da saper valutare e dosare con sapienza.
Sarà per una questione di stile letterario, sarà per una questione demagogica o populista, sarà per chissà quale ragione, ma dalla presunta semplicità con cui si esprime finisce per ottenere l’opposto, ossia l’incomprensione di frasi generalizzate e generalizzanti che non sanno dire la realtà. Diventa dunque insignificante e da abbandonare perché incomprensibile.
Ne abbiamo un esempio, ma è solo uno fra i tanti, in questa pagina di Matteo sulla giustizia.
Già il comandamento di non uccidere cade sotto il segno di una semplificazione fasulla. Non tien conto della legittima difesa, della prevenzione e neppure degli effetti collaterali ad un’azione di giustizia e di riordino di situazioni incancrenite nella violenza (Saddam). Figuriamoci l’adirarsi, il dare dello stupido o del pazzo.
Proprio il senso di giustizia mi impone di adirarmi contro tutti quelli che commettono ingiustizia.
Dovrei forse fare da Dio? Guardare gli uomini come io guardo le formiche e restare indifferente alla eventuale violenza fra di esse perché la mia statura non mi permette di coglierla? Perché non devo arrabbiarmi col mio fratello se mio fratello è un delinquente?
Quanto agli stupidi, c’è stato qualcuno che ha detto che gli uomini sono più stupidi che cattivi. Come dargli torto? Vogliamo proprio misurare gli uomini sotto le categorie di sapienza e stupidità? La stupidità dell’uomo è un fatto, prima ancora che un giudizio.
Non parliamo poi dei pazzi. Matteo, o forse Gesù, non ha dovuto confrontarsi con un pazzo in famiglia. Ha incontrato qua e là qualche indemoniato che ha subito guarito, ma il dramma della pazzia non sa che cosa sia se minaccia la geenna per chi ritiene pazzo un fratello. E’ pur vero che ci si capisce poco di quella straordinaria macchina che è il cervello dell’uomo, ma che a volte tutte le rotelline non girino bene è cosa che succede e c’è da sperare di non dover spartire il proprio tempo con chi, purtroppo, è preso da questa malattia.
C’è poi la conclusione in cui Matteo si dev’essere sbagliato nel dire “se tuo fratello ha qualche cosa contro di te”, o chissà, qualcuno ha manomesso il testo originale che doveva essere: “Se hai qualcosa contro qualcuno”.
Come posso infatti pretendere che mio fratello non abbia qualcosa contro di me? E se lui sbaglia contro di me, io non posso presentare la mia offerta all’altare?
Se sbaglio io è giusto che prima di presentarmi all’altare, chieda perdono, ma se è un altro? Posso cercare e dirgli che si penta, ma non ne sono padrone e se lui non lo fa, peggio per lui, il mio rapporto con Dio resta buono.
Dove è sbagliata la giustizia degli scribi e dei farisei perché debba essere superata?
Così parla la sapienza dell’uomo. Così parlo quando sono forte e ragiono valutando ogni cosa che mi sta davanti e intorno. Ma viene anche il giorno in cui sono costretto a vedere la mia stupidità, viene il giorno della mia riconosciuta pazzia, viene il giorno che i miei fratelli hanno molto contro di me, viene il giorno in cui non ho offerte da presentare all’altare. In quel giorno le parole di Matteo diventano interessanti, benedette perché qualcun altro è entrato in quel giorno e non l’ha disprezzato.


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