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Sabato, 01 Dicembre 2007 00:00

l’avvento prossimo

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Mt. 24, 37-44

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato.

Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l’altra lasciata.

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà».

Il figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate, come un ladro, state svegli.

Parole strane, figlie di un Dio padrone che contrastano con il Dio misericordioso del Natale, di un bambino innocuo capace di suscitare sentimenti di tenerezza e di gioia.

Parole che l’uomo volentieri dimentica a salvaguardia di una serenità continuamente minacciata e da difendere anche e soprattutto appellandosi a Dio. Del resto se Dio non viene in aiuto che Dio è, è meglio lasciarlo perdere e arrangiarsi.

Parole contro le quali si deve gridare allo scandalo, accompagnando il grido con propositi che queste cose non accadranno mai più, non devono accadere.

E l’ipocrisia cresce e cresce, fino a quando?

Ma Dio, nel nostro caso il figlio dell’uomo, è ladro e gli importa poco dei pianti di giustizia dell’uomo. Ha da rubare e i suoi pensieri calcolano il momento buono per portare via quanto più gli è possibile. Il derubato s’arrangi. Il figlio dell’uomo si fa beffe dei catenacci, dei granai, e di tutto quanto l’uomo riesce a inventare per dirsi: ora sono sicuro, anima mia godi tranquilla.

E neppure la sapienza, cosa apparentemente più nobile dei soldi, è una via buona per scampare.

Un tumore non viene negato a nessuno.

Frana il pensiero di destra che vuole ordine e grandezza e frana anche il pensiero di sinistra che vuole pace e giustizia. Quando viene il figlio dell’uomo frana l’uomo con i suoi pensieri.

Situazione tragica o felice?

Per molti che non hanno tempo per vedere che questo accade (finora è sempre accaduto ad altri sufficientemente extra-mentali) è anche falsa, impelagati come sono in un gioco d’azzardo che rilancia di continuo la posta. Non è vero e perciò non serve pensarci. Ma la pallina della roulette non tien conto delle intenzioni dei giocatori.

Un figlio dell’uomo qualunquista si aggira per le nostre strade e colpisce a casaccio.

Ecco il Natale, quello vero, ecco l’avvento del Signore. Il resto è mercato e da mercato sarà trattato. E su questo state svegli, dice il figlio dell’uomo.

Bella soluzione!

Chi può raccoglierla? Non certo le vipere che cercano di scampare “all’ira imminente” (Mt 3,7) come diceva Giovanni il Battista e neppure quelli che dormono che non possono sentire. Dunque lo raccolgono quelli che già sono svegli e che vedono e per i quali un bambino ha la statura di Dio.

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