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Lunedì, 01 Dicembre 2003 00:00

ri-costruzione

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Di lettera in lettera ho sempre rimandato l’aggiornamento della situazione riguardo ai lavori di ricostruzione di Agognate, ripromettendomi di farlo in una forma adeguata, alla loro fine, sentendomene obbligato soprattutto per un ringraziamento a quanti ci hanno sostenuto. Di fatto non abbiamo finito se non per una parte importante, poiché il lievitare delle spese è stato tale che i debiti accumulati non ci permettevano di andare oltre.
Attraverso una serie di fotografie possiamo tracciare un po’ di storia del cammino di Agognate. Si tratta di storia di mura che dice molto, ma non tutto del cammino della nostra fraternità. Certamente dice l’impegno di molte persone. Il nostro anzitutto, ma subito e insieme quello di tanti amici che in vario modo e a diverso titolo hanno posto la loro firma su queste pietre.
Mi pare dunque giusto darne testimonianza in questo nostro giornalino, sperando di non far torto a nessuno per qualche smemoratezza, e consapevole che la comunità sta in piedi certo sull’economia e cioè sul sostegno che ci è stato dato in lavoro e soldi, ma di più sull’amicizia di quanti hanno preso in simpatia la nostra presenza e il nostro cammino: sto pensando q uanti frequentano la nostra preghiera, la lectio divina e le diverse iniziative che via via sono state promosse.
Agognate era una casa ed una chiesa abbandonate con i segni chiari della loro fine e piano piano è tornata ad essere un luogo di vita e di incontri.
Resta sempre vero che confidare nelle ”grandi pietre del tempio” (Mc13,1) attira inevitabilmente promesse di sofferenza e catastrofi (Mc 13, 2-ss), ma una zattera o meglio dei naufraghi hanno visto altre cose e perciò la meraviglia delle pietre, cacciata dalla porta, può rientrare dalla finestra.
Grazie a tutti dunque e in particolare ad Antonio Mazzeri e al padre Carlo, architetti coinvolti in tutto l’incedere dei lavori. Grazie a Giorgio Avezzano (Il Palagio) che ha “abbattuto” il costo della pavimentazione in cotto. Grazie all’Avv. Vincenzo Fasano per la magnifica scala in pietra. Grazie a Lucilla Conversi per il bagno in travertino e ad Anna Mariotti per la Sovrintendenza e altro. Grazie all’ing. Gianpaolo Ferrari e all’Interclub novarese per l’incoraggiamento. Grazie alla ditta di materiali edili Cameroni. Grazie al Sindaco Massimo Giordano e all’ex Sindaco Giovanni Correnti e al contributo del Comune di Novara. Grazie alla Banca Popolare di Novara per l’interessamento del Prof. Siro Lombardini e Gigi Santoro, alla Fondazione della Comunità del Novarese, alla banca popolare credito italiano (Luca Dntis) che hanno risposto al nostro appello.
Grazie anche alla Provincia dei Frati Domenicani del nord Italia e all’Istituto sostentamento del Clero della diocesi novarese, autorità queste che stanno alla base della nostra possibilità di essere ad Agognate, ma che sono intervenute anche in maniera specifica per questi lavori. E un grazie non meno sentito per il più modesto contributo di quanti frequentano la nostra chiesa e la comunità il cui sostegno, come ricordato, va ben al di là di quanto han potuto dare in soldi.
Naturalmente non ci sentiamo disobbligati da questi ringraziamenti, anzi è proprio attraverso il lavorare insieme che cresce l’affetto e l’amicizia e il debito cresce senza mai poterlo saldare.

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