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Mercoledì, 01 Ottobre 2003 00:00

quando pregate

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Mt 6,5-15

Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Quando pregate ...uscite dal mercato.

Potrebbe essere una traduzione in lingua corrente del pregare cristiano rispetto al pregare pagano. Ma ancora non basta per capire. Il mercato in quanto tale non può capire e non capirà mai. Parlo del nostro mercato, del mio. Di quel luogo in cui sono indaffarato a guardare, scegliere, cercare ciò che è buono e conveniente. Quel luogo in cui mi faccio quattro conti in tasca e poi guardo la merce esposta, la valuto, la confronto ... e dalla merce passo al venditore per indovinarne l’onestà o il possibile imbroglio.

Il mercato è più di una felice metafora per descrivere l’uomo e il suo ambiente: è gran parte della sua realtà.

L’arrivare a distinguere preghiera cristiana e preghiera pagana vuol dire intanto che anche al mercato si prega; ossia, che anche il mercato vive di una sua religiosità fatta di sentimenti, ragioni, speranze, delusioni, di rituali e di spirito, di demoni e divinità. Anzi, dalla frase evangelica pare che la spiritualità del mercato abbia un spazio perfino esagerato, in cui le parole si sprecano credendo... Essersi accorti che il cosiddetto mondo spirituale spesso non è nient’altro che il cosiddetto mondo materialista o che il materialista si esprime attraverso una manifesta forma di spiritualità (ed è vero anche il contrario), è già un buon passo per capire. E non mi sembra una cosa del tutto scontata e ovvia. Aver visto che i pagani pregano e pregano molto e con molta fede, speranza e dedizione, non è da tutti.

Ora le chiese sono per lo più vuote, la gente le frequenta poco. Molte chiese e chiesette un tempo popolate nelle nostre città e paesi, sono abbandonate e in rovina, al contrario pullulano banche e supermercati sempre più maestosi. Ne deduciamo che il nostro mondo è sempre più cristiano e meno pagano? L’uomo di oggi non è più come i pagani dei nostri padri che riempivano le loro giornate di preghiere e rosari? L’uomo di oggi s’è accorto che erano parole sprecate?

Ma se al contrario penso che il mondo che mi sta intorno è sempre più un gran mercato dove riscontro l’esagerazione del suo pregare?

Forse che i pagani di oggi sono diversi dai pagani del tempo di Gesù? Allora pregavano e ora non più? O non è vero piuttosto che...?

Sto parlando dell’esterno di me, di quel mondo che sta davanti ai miei occhi come davanti ai vostri, e se vedete le stesse cose ci si può capire. Ma anche questo sguardo è ancora mercato.

A casa mia sono alle prese con P. Ennio, Irene, Alfredo, P. Domenico, Lucia e Pierpaolo e con quanti incontro ogni giorno, sono alle prese con i lavori di ristrutturazione della casa, con gli impegni da assolvere e quelli da costruire (siamo una comunità domenicana di predicazione), sono alle prese col tempo della cosiddetta preghiera, col rosario per intenderci.

Dove sta la mia preghiera?

Quando prego? e come è la mia preghiera?

Gesù, nel suo parlare, a questo punto introduce un Padre.

Ce n’era proprio bisogno?

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