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Martedì, 01 Aprile 2003 00:00

il mostro è morto

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Il petrolio è in ribasso e la borsa in rialzo. Le bombe cascano in paesi remoti. Un po’ di rumore, qualche immagine fastidiosa arriva dai media. Speriamo che il conflitto non si allarghi. Tutti vogliono la pace. Alcuni, la voglia di pace li costringe, loro malgrado, a far la guerra, altri la voglia di pace li spinge in piazza perché non vogliono la guerra.

Ma l’aria è buona e le giornate sono ogni giorno più calde. Ieri, al supermercato, la confusione di ogni sabato.

E... io a parlare di risurrezione dai morti.

Epigono d’una razza in estinzione che nella sua vecchiaia può forse dire le parole più sagge, che la sapienza dei più giovani non riesce, non può o non vuole intendere. Buona Pasqua è il residuato di un linguaggio stantio che alle orecchie dell’uomo di oggi mantiene il senso della colomba e dell’uovo di cioccolato. Come tale sarà speso in abbondanza in questi giorni.

La democrazia, la giustizia, la pace soprattutto. Attorno alla pace si accalca in questi giorni il vociare degli uomini.

E... io a parlare di risurrezione dai morti.

Sul mostro Saddam e sui suoi si sta abbattendo la giustizia del mostro Bush e dei suoi. L’emergente dittatura americana si pavoneggia dispiegando davanti al mondo la ruota della sua sofisticata tecnologia. Qualche bug da correggere, ma i risultati sono strepitosi.

Ancora qualche anno e potrà comandare senza bisogno di fare morti.

E... io a parlare di risurrezione dai morti.

Potrebbe però succedere che la Francia - l’Europa - la Russia - la Cina - la Corea - i Curdi e i Turchi

E... io a parlare di risurrezione dai morti.

Mio zio è all’ospedale, sono i suoi ultimi giorni. Mia madre è più forte d’un tempo. Ottantadue anni non si portano per niente.

E domani i muratori, l’idraulico, l’elettricista.

E... io a parlare di risurrezione dai morti.

Non è meglio tacere?

“Scandalo per i Giudei, stoltezza per i greci, predico Cristo crocifisso”. Questo era l’annuncio di Pasqua di San Paolo. Tradotto, significa che colui che è l’espressione-più-alta-di-uomo che sta nella testa e nel cuore dell’uomo, chiunque esso sia e per chiunque ne sia in rapporto, è morto. Ora perché questo annuncio di morte sia compreso come potenza e sapienza di Dio, ci vuole una sola cosa: che l’uomo entri nella notte della sua consapevolezza di colpa e senta la sua vittima dirgli “pace a te”. Il resto, tutto il resto che non viene da questa pasqua, ha il noioso sapore delle paranoie o delle manie.

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