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Martedì, 01 Maggio 2012 00:00

Compendio di tutto il Vangelo

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ALLA SCUOLA DI MARIA

Mi accingo a riprendere la collaborazione con questa rivista dopo più di 30 anni. Iniziai quando nacque l’Unione Redazionale Mariana (URM) lo stesso anno che mi laureavo in teologia al Marianum con la specializzazione in Mariologia. Riprendo quindi un impegno riportando alla memoria un mio carissimo confratello, Padre Enrico Rossetti, che diventando prima Provinciale e la morte prematura poi, lasciò a me il lavoro della promozione del Rosario. Fu lui che m’insegnò con la vita ad amare e venerare la Madre di Gesù.

Ringrazio Don Francesco Tadone che oggi mi permette di continuare il cammino con i figli del beato Giacomo Alberione. É proprio vero il grande amore non finisce mai.

Il Rosario scuola di Maria.

Nessuna devozione come il Rosario ci da la possibilità di metterci alla scuola di Maria. Con il Rosario s’impara, la semplicità, l’umiltà, la fedeltà.

Il giorno 8 ottobre 1969 il Papa Paolo VI in un’allocuzione ricorda: “la convenienza che noi tutti riprendiamo in mano la corona del Rosario, e che con la semplicità e il fervore degli umili, dei piccoli, dei devoti, degli afflitti e dei fiduciosi, lo abbiamo a recitare”.

Credo che non vi sia nessuna scuola che possa donare qualcosa, a chi realmente vuole imparare, che non parta dalla coscienza di sapere di non sapere. Se si va a scuola convinti di sapere più dell’insegnante è meglio non andare. Si perde tempo e non s’impara nulla. Tutte le preghiere sono un balbettare delle parole rivolte a Colui che può cambiare la nostra situazione d’ignoranza e di bisogno o per riempire con una presenza le nostre giornate spesso vuote. Chi prega si sente piccolo ed ha bisogno di Dio che vede Padre premuroso ed attento ai suoi bisogni. Spesso, come tutti i bambini e i semplici non riesce a capire la vita con le sue gioie e i suoi dolori. Gli sembra che tutto crolli intorno a lui e vorrebbe uscire da questo o da quel problema. Altre volte la gioia è così grande che desidera ardentemente di ringraziare, lodare Colui che sente vicino ma a cui non sa parlare come vorrebbe. Infatti, non esistono parole che cambiano la nostra condizione di uomini. Neppure la Madre di Gesù non ha parole forbite per dire grazie al dono appena ricevuto e come tutti i semplici e gli umili ripete il canto dei poveri di Jahvè. Si mette alla SCUOLA di Maria e ripete, come un bravo alunno, questa splendida preghiera litanica. Monotona a volte che non chiede un grande sforzo e lo fa sentire, anche se si distrae, legato alla Madre di Gesù. Guarda (contempla) con Lei la vita di Gesù e si lascia condurre fiducioso da questa Madre Maestra di vita.

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