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Venerdì, 01 Giugno 2012 00:00

"Se non ora quando anche noi?"

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SE NON ORA QUANDO?

Non sono stato mai ricco di denaro né mai ho desiderato diventarlo. Spesso molti mi hanno rimproverato la scelta di seguire Gesù povero. “Se avessi continuato il tuo lavoro da dirigente, avresti potuto aiutare tanti poveri, fare del bene”. Conosco ricchi e, solo alcuni, ogni tanto, donano qualcosa come elemosina. La ricchezza è una “zavorra” da cui è difficile separarci. È difficile liberarci dal denaro ma è ancora più difficile liberarci dall’orgoglio, dall’egoismo, dal sentici come Dio o nulla.

La povertà, di cui parla il Vangelo, è beatitudine perché già in questa terra fa vivere la vita totalmente abbandonati alla provvidenza di Dio. Il povero evangelico accetta la sua condizione come dono, si sente, come Maria, povero di cultura, di danaro, di età, di salute, ed accetta con gioia il piano di Dio. Diventa coraggioso così tanto da gridare che Dio ha disperso i superbi, rovesciato i potenti, saziato gli affamati e mandato a mani vuote i ricchi. Sceglie di lottare, di mettersi in gioco, anche se non tutto riesce a capire.                        

Risponde “ECCOMI” senza scuse, piagnistei e lamenti. Sa di essere in comunione con il Padre: “figlio tu sei sempre con me e tutto quello che è mio è tuo”(Lc 15,31). Possiede il Figlio. Gesù infatti ha donato a sua Madre, ed a noi, ciò che Lui è, e ciò che Lui ha.Vede tutti gli uomini figli dello stesso Padre e fratelli tra loro. Infine, come promesso, lo Spirito Santo permette anche a noi, come a Maria, di partorire e portare Gesù ai fratelli.

Maria, dunque, dopo il “SI” non teme né le ire né i giudizi di Giuseppe o della gente di Nazareth. Non ha più bisogno di consigli, corre da sua cugina Elisabetta ed inizia la sua predicazione, il suo umile servizio.

Ha il coraggio, come tante donne di oggi, di affermare:

“Se non ora, quando anche noi risponderemo al progetto di Dio?”

La fede rende intrepido chi la vive nel presente, diventa al contrario alienazione quando rimanda al domani. “Domani sarò generoso, domani dirò anche io “si”, domani...”.

Il passato ed il futuro sono nelle mani di Dio. A noi è data questa “Ora”, questo giorno.

Maria, prima ancora che Gesù proclamasse beati i poveri, aveva scelto di vivere il coraggio della povertà. Riconosce la propria realtà di creatura e si apre alla  relazione con Lui anticipando, in qualche modo, la condizione ultima verso cui ogni autentico cristiano è chiamato. Non è un modello etico da guardare, ma è un modello di fede da imitare, non da applaudire. Ella si fida di Dio, come i gigli del campo si fidano della natura che li circonda, ed in questo fidarsi anticipa il Regno di Dio e diventa la donna per eccellenza.

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