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Mercoledì, 01 Febbraio 2012 00:00

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Dal vangelo secondo Marco
1, 21-28

"In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e  cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea".

“Ho un mal di testa tale che se ce l’avesse il papa rinuncerebbe a fare il papa”, si dice a Roma. Quale sia il legame tra il mal di testa e il papa non si sa, o forse sì. E’ un detto che probabilmente viene da quella Roma capitale dello Stato della Chiesa in cui il Papa non aveva solo funzioni di guida religiosa, ma anche politica. Era il capo. E il senso evidente è questo: ho un mal di testa così forte che vince in autorità persino quella del Papa per lo stesso Papa. Perché questa introduzione? Perché più volte mi sono chiesto di quale autorità parlavano gli ascoltatori di Gesù quando la mettevano a confronto con quella degli scribi, riconoscendo l’una vera autorità e l’altra, parvenza se non falsa autorità.

Certo, una volta che accordo a Gesù la divinità, questi miei interrogativi diventano quasi superfl ui. E’ assodato nel mio pre-giudizio che Gesù è Dio e che gli scribi sono “farisei”. Non mi fa meraviglia che chi lo stava ad ascoltare restasse stupito per le cose che diceva. Non tutti però e, alla fi ne, quando sarà sottoposto al giudizio del Sinedrio, nessuno. Il che vuol dire che anche Dio quando parla e parla da par suo, cioè da Dio, non per questo gli uomini gli accreditano autorità. Se questo vale per Dio, tanto di più vale per il Papa e a maggior ragione per qualsiasi altra autorità terrena.

L’uomo può assumere per sé questa autorità e può esercitarla di fatto su altri uomini fi no a farsi padrone della loro vita e della loro morte. Gli imperatori romani per esempio, sempre per stare un po’ lontani dalle nostre vicende quotidiane, possedevano un’autorità di questa sorta. Ma che coloro che subivano tale potere gliela riconoscessero, questa è un’altra faccenda. Ora, per quanto riguarda l’autorità di Cristo, noi vediamo che gli viene riconosciuta da un numero abbastanza ristretto degli uomini del nostro tempo. Un miliardo di battezzati su sette miliardi. All’interno del miliardo dobbiamo poi restringere ancora perché quanti saranno quelli che lo se-
guono come loro vera autorità? Non si può misurare con la frequenza alla Messa, però… E all’interno di quelli che “frequentano” quanti seguono lui o seguono altre cose pur andando alla Messa? In definitiva ci accorgiamo che ogni discorso umano anche il più sapiente, anche il più “divino”, fra gli uomini trova consenso e trova dissenso. Quanti si allontanano dalla fi losofi a perché la vedono un’ inutile produzione di chiacchiere? Quanti si allontano dalla scienza perché incapace di dire ciò che alla fi n fi ne interessa all’uomo?
Che si tratti di ignoranza, che si tratti di questioni culturali, che si tratti di paranoie personali, di fatto fra gli uomini non c’è alcuna autorità di senso che trovi il consenso da parte di tutti.

Ma “il mal di testa” no. Il mal di testa ha questa autorità universale e consenziente. Quando parla il mal di testa bisogna dargli retta e acconsentiamo a seguirlo, di qualsiasi popolo, razza o lingua facciamo parte. Magari per farlo tacere se ci riesce, ma non possiamo fi schiettare e far fi nta di niente. Sa parlare con autorità a tutti.

Questi “ameni” pensieri, riferiti all’autorità di Gesù mi hanno suggerito una prospettiva diversa di lettura del vangelo di Marco. La lettura “normale” è che Gesù, essendo Dio, non lo si vedeva bene allora perché si è presentato come uomo, ma lo era, essendo Dio di fatto parlava con au-
torità e come Dio è “naturale” che avesse la capacità di scacciare i Demoni e di fare qualsiasi altro miracolo. Anzi, avessi il dubbio che fosse Dio, proprio i miracoli testimoniano il suo potere sovrumano, divino appunto. Testardi quelli che non lo capivano, non volevano capirlo e non credevano in lui. Ora, mentre leggiamo questo racconto di Marco, proviamo a sostituire a questa “fi gurazione” di Gesù, quella del Crocifi sso (che tra parentesi è il luogo della sua manifestazione piena) con tutto quanto comporta avere davanti a noi un Crocifi sso (altro che il mal di testa). E’ il Crocifisso che parla con autorità, è il Crocifi sso che ha il potere di scacciare i demoni, è il Crocifisso che dice cose nuove con autorità. Altrove vien detto che è stato innalzato (sulla croce) perché tutti gli uomini si inginocchiassero di fronte a lui. Forse da questa
prospettiva si indovina qualcosa anche degli indemoniati “guariti” costretti più degli altri a “sapere” la sua derivazione divina.
Ma anche parlando di Gesù Crocifi sso forse non raggiungiamo ancora l’universalità della sua presenza nell’uomo e della sua autorità su tutti gli uomini, perché in qualche misura siamo sempre legati ad un “sapere” che è “culturale”, che è fatto di un racconto (i vangeli) legato ad un personaggio e che per diffondersi e venir conosciuto dall’uomo ha bisogno ancora di chissà quanti secoli. Proviamo allora a sostituire al Crocifi sso uno dei milioni di crocifissi sparsi in ogni tempo e ogni luogo e mettiamolo a protagonista di questo breve racconto di Marco. Ci sta?

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