Ed: Assoc. Archeologica Centumcellae, Civitavecchia, 1997 (esaurito)
Sarebbero stati sufficienti cinque minuti per percorrerla tutta, camminando adagio, dall'angolo di via Paolo Vidau, oggi via Antonio da Sangallo, al vicolo delle carceri; ma ora nel ricordo, la mia via è enorme... Persone, fatti e cose che ci coinvolgono giorno dopo giorno, ora dopo ora, svaniscono come nebbia al sole, mentre diventa vivace ed arzillo il passato. Non ho, come il Carducci, i cipressi a ricordarmi gli anni remoti, ma rumori e suoni, profumi e puzze, volti e luoghi che hanno segnato la vita. Ho ritrovato il vecchio quaderno dove sin da bambino scrivevo una specie di diario, appunti sulla mia casa e sulla via in cui ho trascorso la fanciullezza, e questo mi ha riportato prepotentemente nella mia città, in quella strada dove sono cresciuto e che avevo lasciato tanti e tanti anni fa. Rivedo importanti quegli anni e trovo fantastico lasciarmi guidare dalla memoria. Essa ha il potere di dominare la ragione e mi obbliga, più di quanto non voglia, a camminare come i gamberi, quasi avessi la retromarcia innestata...


