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Statuto della fraternità laica

STATUTO DELLA FRATERNITÀ LAICALE DELL’ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

Premessa storica
L’esperienza comunitaria della nostra Fraternità ha avuto inizio nel 1988 dalla predicazione dei padri domenicani in Novara e da un progetto di P. Ennio Staid che riconosciamo come iniziatore e guida spirituale della Fraternità.

 

Parte I - Natura

CAPO I * CARATTERISTICHE GENERALI E FINALITÀ

  • 1. - La Fraternità Laicale dell’Annunciazione del Signore è un’associazione formata da fedeli laici domenicani, che vivono in comunione fraterna lo spirito delle beatitudini.1
  • 2. - La Fraternità ha lo scopo di «rendere viva la presenza del Cristo»2 nel mondo.
  • 3. - Come segno visibile della misericordia ricevuta, essa è luogo di fede, di lode, di incontro per coloro che vogliono incarnare nella propria vita la Parola di Dio e recarne l’annuncio.
  • 4. - La Fraternità si propone di:

a.    formare i membri per la missione nell’ambiente di lavoro e di impegno apostolico,
b.    collaborare alla predicazione con altri rami della FD,
c.    collaborare con la Diocesi in cui è inserita in base alle necessità emergenti,
d.    offrire un punto di incontro e di spiritualità, con specifica attenzione a quanti vivono ai margini di una esperienza di fede,
e.   accogliere gruppi o singoli desiderosi di fare un’esperienza di vita comune, di verifica, di un momento di preghiera, di studio della Parola, di riflessione.

Intende adoperarsi per la realizzazione della Famiglia Domenicana.

  • 5. - La vita della Fraternità è regolata dal presente Statuto, approvato dal Consiglio di Provincia della Provincia San Domenico in Italia e riconosciuto dal Consiglio provinciale dei Laici di San Domenico.


CAPO II * I MEMBRI

  • 6. - Sono coloro che si impegnano a vivere secondo lo Statuto della Fraternità. Essi condividono abitazione e beni. (Per gravi motivi è concessa l’abitazione in altra sede rispetto a quella della Fraternità senza che per questo vengano meno l’appartenenza e il domicilio ideale).

a.    Sono membri effettivi coloro che si sono impegnati con promessa perpetua nell’ambito del Laicato domenicano e che hanno espresso la promessa definitiva o la promessa temporanea di almeno tre anni allo Statuto della Fraternità.
b.    Membri a titolo temporaneo, coloro che esprimono una promessa temporanea annuale.

 

Parte II - Vita comune

CAPO III * PRINCIPI

  • 7. - La Fraternità sta dinanzi a Cristo come alla persona che essa vuole non solo imitare esternamente, ma rivivere interiormente in ogni momento. I suoi membri sono in comunione tra loro perché tutti in comunione con Cristo e con il suo evento di salvezza.
  • 8. - Ciascuno farà costantemente memoria della propria condizione di debolezza, consapevole che il suo “sì” non è legato ai propri meriti, ma è assenso alla misericordia chiesta e ricevuta.
  • 9. - La vita comune si realizza nella concretezza dei volti:3 per questo motivo ogni scelta sarà compiuta nella continua attenzione ai singoli membri ed al mistero della loro storia di redenzione.
  • 10. - Con la promessa i membri si impegnano a vivere la povertà, la castità, e l’obbedienza, senza voti religiosi.


Povertà

  • 11. - Fonte e modello della povertà è Cristo Gesù: «il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e atta morte di croce» (Fil 2,6-8). Chi entra in comunità si dispone ad essere “chicco di grano”, lievito e sale per diventare dono di vita nuova in Cristo.
  • 12. - Da questa debolezza nasce il servizio che è condivisione dell’unica realtà che salva: la Parola.4
  • 13. - Lo spirito di povertà si traduce anche nell’uso sobrio dei beni materiali, secondo quanto stabilito dal presente Statuto.

 

Castità

  • 14. - La castità viene vissuta come esperienza di salvezza, in attesa di una fecondità che è dono di Dio.5 Ogni membro rifiuta forme di isolamento personale e comunitario.

 

Obbedienza

  • 15. - Sul modello di Cristo che vive la sua signoria mettendosi al servizio,6 questa Fraternità intende vivere l’obbedienza come atto di amore e di libertà, in comunione con gli altri membri. Ogni membro si mette in costante atteggiamento di ascolto della Parola e dei fratelli e delle sorelle, cogliendone, con uno stile di comunicazione, confronto e condivisione, le istanze di verità.
  • 16. - In particolare, l’obbedienza è dovuta da ciascun membro al Responsabile della Fraternità, per quanto di sua competenza ai sensi del presente Statuto, in ottemperanza alle deliberazioni prese dall’Assemblea.

 

Preghiera, contemplazione

  • 17. - La Fraternità considera la preghiera come il sangue per la vita del corpo: la celebrazione comunitaria delle parti principali della Liturgia delle Ore (Lodi e Vespri) e la partecipazione all’Eucaristia costituiscono i momenti centrali della vita comune.
  • 18. - Ogni membro si impegna inoltre a coltivare una vita di preghiera personale e di contemplazione, consapevole che l’azione apostolica sgorga dalla pienezza della contemplazione.7

 

Studio

  • 19. - In conformità alla loro specifica vocazione domenicana, i membri danno spazio alla cultura e allo studio sia della Sacra Scrittura, dei documenti della Chiesa e dell’Ordine dei Predicatori, sia delle varie realtà del mondo in cui operano.


Predicazione

  • 20. - Sull’esempio di S. Domenico, di S. Caterina da Siena, rinvigoriti dalla comunione fraterna, i membri rendono testimonianza della loro fede, si dimostrano disponibili alle necessità dei contemporanei e lavorano al servizio della verità.8
  • 21. - Mossi a manifestare compassione concreta per ogni forma di umana inquietudine, si fanno promotori di libertà, di giustizia, e di pace.9


CAPO IV * ACCOGLIENZA, ITER FORMATIVO, USCITA

  • 22. - La Fraternità accoglie chi desidera fare un’esperienza di vita comunitaria, inizialmente considerandolo come ospite. L’accoglienza è decisa collegialmente dalla Fraternità, verificata la propria capacità economica. Uno dei membri effettivi si affiancherà nel suo cammino al richiedente, il quale contribuirà all’economia della casa secondo modalità concordate.
  • 23. - La condizione di ospite dura per il periodo ritenuto necessario per una reciproca conoscenza tra il richiedente e la Fraternità, comunque non superiore all’anno. Trascorso tale tempo, potrà iniziare il cammino di formazione.
  • 24. - La durata della formazione sarà stabilita ad personam dal Responsabile della Fraternità. Per i richiedenti non ancora incorporati nell’Ordine incomincerà anche l’iter formativo previsto dalla Regola dei laici di San Domenico.
  • 25. - Dopo un anno sono assunti impegni temporanei annuali, rinnovabili per altri quattro anni. Dopo tre anni di impegno annuale, sarà possibile assumere un impegno triennale. Trascorsi 6 o 8 anni dall’i­nizio della condizione di membro, potrà essere assunta la promessa definitiva.
  • 26. - L’ammissione alla Fraternità - alla condizione di ospite e alla professione - è decisa dall’Assemblea secondo il successivo articolo 31.
  • 27. - Il membro che decide di non proseguire il cammino di vita comune esamina la propria scelta con il Responsabile e con il Priore Provinciale; se, dopo maturo esame, conferma la decisione, l’Assem­blea ne prende atto e considera il membro sciolto da ogni vincolo comunitario.

L’uscita dalla Fraternità non incide sotto nessun aspetto sull’appartenenza al Laicato domenicano.
L’eventuale espulsione di uno dei membri, motivata da mancanze gravi, dopo ripetute ammonizioni del Responsabile, è assunta a votazione segreta con la maggioranza dei due terzi. La persona in causa può appellarsi al Priore provinciale.

  • 28. - La riammissione di un membro è deliberata dall’Assemblea con votazione a maggioranza dei due terzi e confermata dal Priore provinciale.

 

CAPO V * STRUTTURA ORGANIZZATIVA

  • 29. - La struttura organizzativa della Fraternità comprende:

a.    L’Assemblea
b.    Il Responsabile
c.    Il Maestro di formazione
d.    L’Economo - Segretario

  • 30. - L’Assemblea, costituita da tutti i membri effettivi, è l’organo deliberante della Fraternità.
  • 31. - Le sue decisioni, riguardanti la vita e le attività comunitarie, scaturiscono da un confronto fraterno il più possibile all’unanimità. Qualora non fosse possibile un parere unanime si acceda alla maggioranza semplice, salvo i casi in cui è prevista la maggioranza dei due terzi. In caso di parità prevarrà il parere del responsabile. Hanno diritto di voto tutti i membri effettivi.

L’Assemblea è convocata, di norma, almeno ogni tre mesi, con sufficiente preavviso, di almeno una settimana, e adeguata notifica dell’ordine del giorno.

  • 32. - Il Responsabile, eletto tra i membri effettivi della Fraternità, rimane in carica per un periodo di tre anni. Può essere rieletto con mandato consecutivo per una sola volta.
  • 33. - Il Responsabile ha il compito di:

a.    fare attuare le deliberazioni dell’Assemblea,
b.    coordinare le attività della Fraternità,
c.    favorire la crescita dei singoli membri e della Fraternità,
d.    sovrintendere all’andamento amministrativo,
e.    rappresentare la Fraternità presso terzi.

Se necessario, il Responsabile può essere coadiuvato da altri membri della Fraternità o delegare altri per specifici compiti.

  • 34. - Il Maestro di formazione e l’Economo sono eletti dall’Assemblea, tenendo conto delle attitudini dei membri, al massimo per due mandati consecutivi. Il mandato ha durata triennale.
  • 35. - Il Maestro di formazione cura la formazione dei nuovi membri, promuove lo studio e organizza gli incontri comunitari. Per tutti i membri, effettivi e temporanei, è previsto almeno un incontro quindicinale di verifica e di revisione di vita.
  • 36. - L’Economo cura l’andamento amministrativo, tiene il registro di cassa e redige il bilancio.


CAPO VI * GESTIONE ECONOMICA

  • 37. - La Fraternità è economicamente autonoma. Ciascun membro contribuisce all’economia della Fraternità o con i proventi di un lavoro esterno o con un lavoro all’interno.
  • 38. - Ciascun membro di promessa temporanea o definitiva mantiene la proprietà di beni mobili ed immobili, i cui proventi però vengono messi in comune. Al momento della promessa definitiva, di norma, ciascun membro redige testamento a favore della Fraternità, concordando con essa le eventuali opportune eccezioni.
  • 39. - Per ciascun membro sarà garantita la costituzione di un fondo di accantonamento, stabilito ad hoc, per le necessità di carattere particolare e come forma di sostegno al membro stesso all’atto dell’e­ventuale uscita dalla Fraternità. I criteri di costituzione del fondo saranno stabiliti dall’Assemblea.

Il membro che per sua libera scelta lascia la Fraternità o che ne è legittimamente espulso non può esigere nulla oltre al fondo di cui sopra.

  • 40. - I redditi successivi alla promessa, temporanea o definitiva, derivati da lavoro o da attività apostolica, sono messi in comune.
  • 41. - Per le spese ordinarie ogni membro attinge alla cassa comune secondo modalità decise nelle riunioni di programmazione della vita comune. Rientrano tra le spese ordinarie quelle necessarie per lo svolgimento dell’attività professionale.
  • 42. - In sede di programmazione è definita l’entità delle spese straordinarie, che necessitano di un’ap­provazione comune.
  • 43. - Ogni membro è tenuto a trasmettere al Responsabile il rendiconto delle entrate e delle uscite personali. L’Economo della Fraternità redige il bilancio annuale consuntivo, da sottoporre all’approva­zione dell’Assemblea. Alla riunione di approvazione del bilancio, momento di confronto e verifica di come è vissuto il consiglio evangelico della povertà, partecipano anche i membri temporanei, senza diritto di voto.
  • 44. - Le modifiche al presente Statuto sono deliberate dall’Assemblea con la maggioranza dei due terzi e successivamente approvate dal Consiglio di provincia della Provincia “San Domenico in Italia” e riconosciute dal Consiglio provinciale dei Laici di San Domenico.

 

Note -

  • 1    «Le fraternite vivano con tutte le proprie forze in vera comunione fraterna lo spirito delle beatitudini, e ne diano prova mettendo in pratica le opere di misericordia con il rendere volontariamente partecipi dei propri beni gli altri membri (...)» Regola delle Fraternite Laiche di S. Domenico, art. 8.
  • 2    Cf Costituzione fondamentale del laicato domenicano n. 1.
  • 3    «Quanto a noi, fratelli, dopo poco tempo che eravamo separati da voi, di persona ma non col cuore, eravamo nell’im­pazienza di rivedere il vostro volto, tanto il nostro desiderio era vivo» (1Ts 2,17).
  • 4    «Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo» (1Cor 1,17).
  • 5    «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio» (Mt 5,8).
  • 6    Cf Gv 13,1-15.
  • 7    Cf Costituzione... n. 7.
  • 8    Ibidem n. 5.
  • 9    Ibidem n. 6.
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