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Lunedì, 01 Dicembre 2003 03:00

Il crocifisso sì o no?

Scritto da p.Ennio Staid
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 Di certo non sono un buon osservatore perché, a dire la verità, non ho mai notato il crocifisso nelle aule scolastiche. Lo notavo però (povero me) sui petti prosperosi di dame e damigelle, oppure trasformato in orecchino o incastonato in croci d'oro penzolare al collo di molti monsignori; ma nelle aule scolastiche non l'ho mai notato. Poi, non essendo presidente di nulla, non ho mai denunciato l'uso improprio che spesso si fa dell'immagine del mio Salvatore.
 Ricordo, con grande malinconia e tristezza, una volta che, in uno scompartimento del treno, osai rimproverare una donzella che pur sfoggiando un crocifisso di finti brillanti, bestemmiava come un carrettiere incavolato, e il povero crocifisso, ricolmo di finti brillanti, si agitava, come me, sul petto quasi nudo della ragazza.  Al mio, vi assicuro, dolce rimprovero, il... Golgota dove era posata la croce, si agitò, ancora con più veemenza, e mi beccai un... "Fatti i c... tuoi". Cosa avrei dovuto fare? La donna non solo aveva oltraggiato la mia fede bestemmiando il nome di Gesù Cristo, reato, se non sbaglio, punito dalla nostra legge, ma aveva esposto il simbolo della mia fede in un ... luogo poco sacro.
 Di certo se avessi voluto avere la risonanza che ha avuto il presidente degli islamici italiani e, come lui richiamare l'attenzione sulla mia persona e magari presentarmi candidato al parlamento, come credo farà lui, avrei potuto promuovere un referendum per far togliere tutti i crocifissi da luoghi, che invece di avvicinarmi alla preghiera, me ne distraevano. Anch'io avrei trovato un mucchio di persone disposte ad ingaggiare con me la battaglia per far togliere il crocifisso da certi luoghi non adatti.  Scartai il referendum perché, un amico giurista, mi disse che il petto di una signora non è un luogo pubblico. Debbo confessare che questa risposta non mi convinse molto perché, almeno certi petti, sono bene esposti al pubblico sguardo, e la croce vi è posta per dare risalto a ciò che si vuole mostrare pubblicamente. Sfido chiunque, cui è stato ucciso tragicamente il proprio padre, a non denunciare chi osasse mettere la sua fotografia come pendaglio alle orecchie o come gingillo sul petto nudo di certe donne, soltanto perché orecchie e petto non sono luoghi pubblici!
Il Crocifisso non è esclusivamente simbolo della cultura cristiana, esso è il segno per eccellenza della mia fede. Credo sia bene esporlo dove vi sono persone che lo riconoscono come principio e fine della loro storia, dove vi sono uomini e donne che sentono di appartenergli. Guardandolo essi fanno, o dovrebbero fare, memoria della fede che professano; l'immagine di Cristo li deve spronare ad accogliere i Suoi insegnamenti, a ricordare che quell'uomo è morto per la loro salvezza.
Il Crocifisso per ogni cristiano è segno di redenzione, di resurrezione, di speranza, d'amore, di coraggio, di fedeltà, di dono di sé.
Se la fotografia di mia madre mi ricorda il suo amore, i suoi sacrifici, la sua vita, perché il Crocifisso non dovrebbe fare altrettanto?
Quante volte, quando il dolore, la sofferenza o le difficoltà della vita sembravano schiacciarmi ho preso il Crocifisso e l'ho guardato intensamente, traendone forza e coraggio, per continuare a vivere e lottare! E quante volte mi sono ripetuto con San Paolo che nostro dovere è predicare Cristo e questi crocifisso!
 La Croce è davvero l'immagine più chiara di tutto ciò che vivo. Con il segno della Croce inizia ogni preghiera e quando lo faccio riconosco di appartenere a Cristo e manifesto la  fede in Lui morto per me sulla Croce.
 Dove non esiste tutto ciò, è bene che la Croce sia tolta perché diventa un contro segno, o bene che vada, un simbolo di un qualcosa che non mi appartiene più e si trasforma in gingillo da appendere alle orecchie o da posare sui petti più o meno nudi di certe persone, se non addirittura "arma" per vittorie politiche d'ogni specie.  
Se il Crocifisso fosse diventato soltanto un simbolo legato alla storia del nostro mondo occidentale mi sarebbe permesso pensare (povero me!) che fra qualche anno anche la Coca Cola o il Mc Donald's diverranno, in parte già lo sono, simboli del nostro tempo.

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