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Lunedì, 22 Dicembre 2008 17:27

Natale 2008 d.C. - istruzioni per l'uso

Scritto da p.Domenico Cremona
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Recessione? Ma chi se ne frega: è Natale! Tutto deve essere secondo tradizione.

La prima regola da rispettare per un Natale secondo tradizione è: SPENDERE LA TREDICESIMA.
Il tempo che precede il Natale viene doviziosamente utilizzato per adempiere questa regola "d'oro". Il tempo che precede il Natale si chiama AVVENTO, che inizia tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre: ci si accorge che è iniziato l'Avvento perché si intensificano in maniera esponenziale le pubblicità aventi come tema il natale. E sebbene ogni anno con l'inizio dell'avvento ciascuno di noi  si predispone all'evento con molti buoni propositi, ogni anno - come da tradizione - ciascuno  concentra il proprio spirito negli ultimi giorni (la novena di natale) per l'acquisto dei regali:
 Mancano pochi giorni e devo ancora comprare i regali per mezzo parentado!
 E a quei nuovi amici conosciuti l'estate scorsa in vacanza? Bisognerà comprare un regalo anche a loro!
La novena di natale è il periodo più intenso dell'anno per l'homotelevisens.

La VIGILIA invece è in giorno dedicato al raccoglimento. Dalle prime ore del mattino, con un composto pellegrinaggio ci si avvia verso i centri commerciali. Tutti raccolti nei nuovi santuari, dove tutti sono uguali, tutti con lo stesso carrello, tutti ben disposti a riempirlo di schifezze (biologiche) per il "cenone": bianchi, neri, italiani e non, precari e disoccupati, giovani e vecchi, belli e brutti. Al centro commerciale siamo tutti uguali; le differenze spariscono nello spirito della tradizione natalizia. E con la gioia nel cuore di aver reso felici una moltitudine di centri commerciali si torna a casa per gli ultimi preparativi. Poi tutti a tavola.

La MESSA DI MEZZANOTTE. Preambolo della messa è la vestizione: si abbandonano le vettovaglie e si corre a vestirsi per la messa. Il dialogo, per tradizione, è lo stesso ogni anno:
 Sbrigati, è tardi!
 A che ora è quest'anno la messa di mezzanotte?
 E a che ora voi che sia? La messa di mezzanotte è a mezzanotte per tradizione!
 Ma, non si sa mai: questi preti moderni hanno la fregola di cambiare tutto. Ma lo fanno il presepe vivente?
 No!
 Come no?
 No, dice il parroco che c'è la recessione e con questo freddo rischiamo di beccarcela tutti!
 Ma, secondo me è solo una scusa per sconvolgere le tradizioni. Questi preti moderni...
Per quanto riguarda l'ingresso in chiesa, le raccomandazioni non sono mai troppe: spegnere il telefonino, lasciare fuori i cani, togliere di bocca lo stuzzicadenti, non fissare troppo la moglie del medico con la nuova pelliccia ecologica, e soprattutto evitate goffi gesti nel tentativo di simulare il segno di croce e contemporaneamente la genuflessione con isterici e vaghi movimenti degli arti superiori e scoordinate flessioni degli arti inferiori.
Poi inizia la messa di mezzanotte.
 Il don sembra in forma, sembra addirittura abbronzato!
 Sì, come Obama!
 E il vecchio parroco che fine ha fatto?
 E' laggiù, come sempre chiuso nel confessionile. L'anno scorso è uscito per qualche giorno credendo che l'indulto mastella riguardasse anche i confessori e non solo i pentiti.
 Questi preti che vogliono a tutti i costi mischiarsi con la politica e non sanno stare al loro posto...
Tra mille sbadigli, e il capitone che ti si rinfaccia ad ogni "amen", la messa si avvia alla sua conclusione; dopo la comunione, nel silenzio e nel raccoglimento generale, ecco levarsi una melodia: è una dolce musica tradizionale natalizia, prima appena percepibile poi, sempre più forte, riempie la chiesa nell'estasi generale.
 Ma è il tuo telefono che suona?
 Ah! Sì, ho messo "Astro del ciel" come suoneria.
 A stro... Spegnilo! La solita figura di m.
 E' zio Vincenzo, esco e rispondo; tanto Gesù è nato, la messa è finita e mi evito i noiosi avvisi del prete!


Dove potrebbe nascere nel 2008 Gesù? In un centro commerciale, nel cuore della crisi economica che chiamano recessione e di cui noi italiani, più furbi e ben consigliati dai telepolitici, non ci preoccupiamo (e per questo la crisi economica colpirà l'Italia in forma peggiore degli altri paesi UE).
Nascerebbe come allora nell'indifferenza quasi generale.
Ma non ha importanza dove si nasce ma dove si cresce, si vive (quel Gesù sarebbe nato a Betlem, in Giudea, ma era conosciuto e indicato come un galileo di Nazaret, un nazareno). E' dove cresci, dove fai esperienza, dove maturi, che fa di te ciò che sei, per ciò che hai assimilato, compreso, accettato e respinto. E quel Gesù anticonformista troverebbe oggi gli stessi consensi e gli stessi contrasti? Forse. Che risultato produce oggi l'andare contro corrente, proporre con coerenza nuove prospettive, sconvolgere le certezze? Provocherebbe le stesse reazioni di 2000 anni fa?
Come sarebbe accolto oggi quel Gesù soggetto di infinite credenze e innumerevoli leggende? Un uomo del cui significato si sono riempite strade, case e chiese per 20 secoli. L'uomo più strumentalizzato della storia umana. Un uomo che per scelta ha sperimentato i morsi della fame e ha fatto di una cena (non del "cenone") il suo testamento biologico - dichiarazione anticipata di trattamento - proponendo come programma di un mondo nuovo, il dono, nella forma essenziale del nutrimento. Come potrebbe essere riconosciuto oggi come Dono se non riusciamo a distinguere tra comprare un regalo e fare un dono? Come verrebbe accolto un uomo come Gesù che per scelta si oppone alle tradizioni portatrici di pregiudizi e mistificazioni, di condanne e di illusioni? Anche oggi come allora non c'è posto in questa nostra società per un uomo del genere...
Ecco perché a Natale preferiamo occuparci di quanto la tradizione e l'immaginario ci hanno imposto anziché preoccuparci della nascita di un bambino. Il presepe, le lucine colorate, lo scambio di regali, il capitone, la messa di mezzanotte e le sane tradizioni famigliari, dovrebbero avere la funzione di contorno all'evento centrale di un bambino che nasce. Ma se togliamo di mezzo questi contorni rimarrebbe solo un bambino che nasce e che ci costringerebbe, senza distrazioni, a ripensare al nostro presente e alla responsabilità del futuro di quel bambino, qualunque esso sia, figlio di uomo e figlio di Dio.