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Mercoledì, 01 Ottobre 2008 00:00

fusione - infusione - confusione

Scritto da p.Domenico Cremona
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"Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici.
Si è vero lo siamo in modo diverso,
siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo".
Ernesto Rafael Guevara de la Serna

Non si può pretendere di fare una rivoluzione "pacifica", senza vittime. Ma forse è tempo di cominciare a sentirne il bisogno e la necessità: hasta la victoria. Almeno per me. So che questo limita i rapporti di chi ha ragioni nel non condividere la mia scelta, ma so anche che è comunque tempo per tutti di riorganizzare le idee, di ripristinare l'etica (non solo la morale), di riscoprire il senso civico, di affermare i diritti (e non solo i doveri).
C'è chi si batte per dei diritti e chi si sbatte per calpestare questi diritti. Forse parlarne fa bene. A volte qualcuno ci prova.
La fusione societaria (pubblica o privata che sia) rappresenta una delle principali modalità di concentrazione delle imprese. Ciò avviene attraverso due possibili forme di integrazione: la prima è mediante la costituzione di una nuova società (NewCo) e la contemporanea estinzione dei soggetti giuridici precedenti; l'altra forma si realizza mediante incorporazione in una società di una o più aziende con il risultato di mantenere l'individualità delle società partecipanti. In entrambi i casi è ovvio che le finalità della fusione sono di natura economico/industriale.
Questo tipo di operazione economica, porta sempre con sé, inevitabilmente, un costo in vittime: tagli di personale, tagli di stipendi, tagli di attività... Le vittime sono il prezzo che si paga al fine di un maggior profitto. Per certi aspetti le conseguenze in termini di vittime sono paragonabili alla rivoluzione. Ma la rivoluzione di un popolo va nella direzione di liberare quel popolo; l'annuncio del Regno di Dio indicato nei vangeli è una forma di programma rivoluzionario (e anch'esso comporta delle vittime) al fine di liberare il popolo dalle ingiustizie e dalle oppressioni. Ma la rivoluzione, di qualsiasi matrice (anche quella evangelica), è oggi un concetto e uno strumento riservato solo a quei paesi che noi consideriamo sottosviluppati; noi invece, in quanto cittadini di un paese sviluppato, come in tutti i paesi sviluppati, non facciamo le rivoluzioni ma le fusioni societarie. E' questa la rivoluzione economica che oggi viviamo (e/o subiamo): una rivoluzione di nuova concezione, dove gli ideali comuni sono sostituiti dalle "cordate", le armi utilizzate sono le leggi ad hoc e i trasferimenti di capitali, e gli obiettivi di libertà sono sostituiti dagli interessi (di pochi).
Ciò che rimane identico al vecchio modello rivoluzionario sono le vittime, anche se nel vecchio modello tra le vittime ci sono quasi sempre gli stessi promotori perché disposti a fare la rivoluzione sulla propria pelle e non solo sulla pelle degli altri.
Ora, potrei fare una serie di riflessioni (in maggioranza negative) sulla fusione di Alitalia: potrei parlare del sig. Passera e dell'indebitata AirOne (anch'essa scaricata nella fusione); del sig. Colaninno che in Italia ha già manipolato abbastanza e del sempre augusto sig. Fantozzi politico e manager presente nei cda di Enel, Benetton Grup, Lloyd Adriatico, Banca Antonveneta, e, per completezza e par condicio, anche membro della Consulta dello Stato di Città del Vaticano; oppure potrei parlare dei magnifici 16 industriali che si sono messi in cordata e della facilità da parte di chi ci governa di modificare le leggi per agevolare e legalizzare quel particolare tipo di fusione societaria... Ma sarebbe un'inutile ripetizione: in questo paese sviluppato la fusione societaria di Alitalia è la ripetizione e la continuità di tante altre fusioni societarie precedenti: dalle fusioni/distruzioni di Montedison e Olivetti, alle fusioni/truffarde di Cirio e Parmalat, alle fusione dei gruppi bancari e assicurativi. Insomma, un film già visto tante volte; la trama e gli attori sono sempre gli stessi e anche questa volta il finale non sarà a sorpresa: nonostante il massacro, gli eroi protagonisti vivranno sempre ricchi felici e contenti. Con l'applauso del pubblico pagante.
Chiudo quindi qui il capitolo Alitalia suggerendo alla NewCo alcune idee per il nuovo nome:
Ali-taglia; oppure Ali-babà; oppure, A-li-mortac...

Intanto viaggio in treno. Viaggio ad Alta Velocità. Fra guasti, Eurostar che si spezzano a metà, incidenti e inconvenienti di varia natura, per non parlare dei ritardi nelle opere di ammodernamento con convogli vecchi e lenti e carrozze dove, quando non ci sono le zecche, la pulizia è comunque un optional. I treni sono sempre più il mezzo adatto per trasformare un viaggio in un'odissea. Ma io viaggio tranquillo, non mi preoccupo se le Ferrovie dello Stato vanno allo sfascio. So già che sapremo affrontare e risolvere anche il problema delle ferrovie: è solo questione di tempo basta aspettare. Forse ci vorrà ancora un po' prima che il debito delle FS raggiunga cifre smisurate ed esasperanti (come per Alitalia), ma poi i soliti noti si attiveranno per realizzare una fusione societaria.
Allora spero che la rivoluzione arrivi presto, spero nella fusione dell'umanità, non delle società. E in questa confusione ho bisogno di stare aggrappato a qualcosa in cui credo, mi confronto, mi faccio guidare. Per me è il vangelo.
Forse manca il coraggio e la saggezza di riconoscere e accettare che quel vangelo porta in sé un seme di rivoluzione, anche se oggi i Vertici e la Dottrina della Chiesa non prendeno in considerazione il vangelo in questa prospettiva, preoccupati da cose forse più importanti. Anche la Chiesa ha le sue fusioni (oltre alle effusioni). E la sua flotta aerea o meglio, per non far confusione, la sua joint venture. Leggete e sorridete:

Nell'era del low cost, l'Opera romana pellegrini si adegua. La ricerca di Dio si affida a voli rigorosamente a basso costo. Il Boeing 737-200 proveniente dalla flotta della Mistral Air, fondata nel 1981 dall'attore Bud Spencer, e ora targato Orp, è decollato stamattina da Roma con destinazione Lourdes. I pellegrini, 148 per la precisione a cui si è unito Luciano Moggi, hanno intrapreso il viaggio spirituale supportati da una guida d'eccellenza: il cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma e presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 al 2007. In questa sede, il rettore della Pontificia Università Lateranense ha elargito la sua benedizione ai devoti in questo viaggio inaugurale nato dall'accordo stretto dall'Orp e la Mistral air, ora di proprietà di Poste italiane. All'ingresso, le hostess in completo giallo e blu, spilla del Vaticano e fazzoletto dell'Orp al collo, accolgono i passeggeri porgendo loro il giornale e accompagnandoli al posto a sedere. Sul poggiatesta si legge: "Cerco il tuo volto Signore" e su ciascun posto un cappello giallo dell'Opera pellegrinaggi. [...]. Come di prassi, l'annuncio del capo equipaggio: "Benvenuti a bordo; a nome dell'Opera romana pellegrinaggi e della Mistral Airlines buon inizio pellegrinaggio". [...] All'atterraggio, all'aeroporto di Lourdes, una animatrice pastorale dà le indicazioni necessarie della prima giornata del pellegrinaggio. Il primo appuntamento è alle 18 con la messa del cardinale Ruini, che aprirà ufficialmente il pellegrinaggio della diocesi di Roma. L'accordo per Poste Italiane si profila ghiotto: l'iniziativa coincide, infatti, con il tradizionale pellegrinaggio della diocesi di Roma, in occasione del centocinquantesimo anniversario della prima Apparizione della Vergine Maria nella grotta di Massabielle. La joint venture durerà 5 anni e i pellegrini potranno utilizzare i Boeing 737-300, con partenze dagli aeroporti italiani di Roma, Verona, Bari, Brindisi, Lamezia Terme, Catania, Ancona (sono previsti prossimamente anche collegamenti da Milano). Oltre a Lourdes sono previste tratte dirette anche a Fatima, Santiago de Compostela, la Terra Santa, Czestochowa, l'Egitto (Sinai). Dalle stime dell'Opera Romana Pellegrinaggi, mete di viaggio di centocinquantamila passeggeri.
[http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/2007/08/flotta-vaticana-verso-lourdes.html]

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