Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Domenica, 01 Giugno 2008 04:00

Ospiti e pellegrini

Scritto da p.Ennio Staid
Vota questo articolo
(0 Voti)
Carissimi, da anni all'ingresso, prima della casa di preghiera di Ganghereto e ora qui ad Agognate, vi è questa esortazione, tratta dalla Bibbia:
"Ascolta popolo mio. Ogni volta che un forestiero busserà alle tue porte ricorderai che Israele è stato forestiero in Egitto e che i Magi furono forestieri in terra di Israele. Ricorderai che Maria partorì forestiera a Betlemme e che la Chiesa è pellegrina sulla terra. Da tutte queste cose riterrai per certo che l'ospitalità è sacra agli occhi del Signore. Farai tutto questo in assoluta semplicità e non indurirai il tuo cuore dicendo: ecco questo mi perviene giacché in nome della giustizia io sono. Mediterai in cuor tuo che non in nome della giustizia né in nome delle tue opere ma in virtù della Sua misericordia sei stato posto come segno dei tempi che verranno."
Ora dovrei sostituire l'inizio con: "Ascolta Italia" ma, non volendo costringere chi cristiano non è agli interrogativi che la fede pone, scrivo a voi che, come me, vi impegnate a vivere il Vangelo di Gesù Cristo. Scrivo per trovare conforto alle angosce, alle paure e ai dubbi, su ciò che gli occhi vedono, le orecchie odono, e che il cuore mi trasmette. Leggo, oggi giovedì 22 Maggio 2008, sul Corriere della Sera: "Caccia alle streghe in Kenia: 11 bruciati vivi". e poco dopo, sempre sul Corriere, leggo che una simile caccia si sta verificando anche per i rifugiati in Sud Africa: "Sono tutti vittime della violenza popolare, una violenza incontrollabile proveniente dal basso e che si accanisce contro il diverso."  Contemporaneamente i mass media informano che il  nostro governo ha proposto a Napoli un disegno di legge che bolla come reato la clandestinità. Se non ho capito male questa legge permetterà di dare la caccia ai clandestini. Capisco e sono d'accordo che la delinquenza vada ricercata e punita, ma non riesco a capire come si possano punire tante povere persone che per trovare lavoro (non per delinquere) lasciano la loro terra, le loro tradizioni, i loro costumi di vita, sottomettendosi a viaggi massacranti, spesso pericolosi (molti muoiono sulle carrette del mare) per chiedere la misericordia di lavorare. Tanto più che costoro si adattano a fare lavori che nessun italiano vuole fare più. Per costoro, mi è sembrato di capire: "tolleranza zero". Questa tolleranza zero mi fa pensare al "Capro espiatorio" che nella teologia cristiana è una prefigurazione simbolica del sacrificio di Gesù, che si accolla i peccati dell'umanità.
 In senso figurato, un "capro espiatorio" è qualcuno a cui viene attribuita tutta la responsabilità di malefatte, errori o eventi negativi degli altri e deve subirne le conseguenze ed espiarne la colpa. La ricerca del capro espiatorio perciò è l'atto irrazionale di ritenere una persona, un gruppo di persone, o una cosa, responsabile di una moltitudine di problemi. Si pensi alla propaganda nazista che addossò agli ebrei il collasso politico ed economico della Germania. La ricerca del capro espiatorio è spesso più devastante quando viene applicata a un gruppo di minoranza, perché questo trova difficile difendersi dalle accuse. Una tattica spesso impiegata è quella di caratterizzare un intero gruppo di individui per la condotta non etica o immorale di un piccolo numero di appartenenti a tale gruppo. Tra i gruppi usati come capri espiatori nel corso della storia troviamo ad esempio i negri, gli emigranti. I comunisti, i terroni, le streghe, le donne, gli ebrei, i lebbrosi, gli omosessuali, i tossicodipendenti, i disabili, gli zingari.. Strano però che questo "dictat" di  tolleranza zero non è  pronunciato per la mafia, la  camorra, la 'ndrangheta, o per la mala vita degli italiani! Uno stupro, un furto, un delitto è diventato più grave se lo fa un emigrato, uno zingaro ecc.. Si fanno leggi severissime per tanta povera gente, tra cui si può nascondere, non vi è dubbio, anche qualche malfattore, ma la proporzione di costoro è palesemente minima in rapporto alla malavita nostrana. La mafia, la camorra e la "˜ndrangheta ci hanno reso tristemente famosi nel mondo ed hanno insanguinato e continuano ad insanguinare la nostra terra e ad esportare questo morbo malefico del crimine anche fuori dei nostri confini.
Così scrivo a voi, fratelli nella fede, perché la nostra preghiera e il nostro impegno non permetta che si perpetui nella storia quello che visse la madre di Gesù che dovette partorire in una stalla: "Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia perché non c'era posto per loro nell'albergo". Dopo di loro e prima di loro, la fame, la guerra e la discriminazione razziale hanno sradicato dalle loro terre milioni di persone, capri espiatori del disagio politico ed economico delle società che li ospitavano.
Credo facciamo bene a meditare insieme, ancora una volta, l'antichissima lettera a Diogneto (II secolo).
"I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini, né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti non abitano città particolari, né usano un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non fu inventata per riflessione e indagine di uomini amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema filosofico umano. La dottrina di un Dio è la loro filosofia. Dimorano in città sia civili che barbare, come capita. E, pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e per ammissione di tutti incredibile. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri. Partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non mettono in pericolo i loro bambini. Amano fare comunione fra loro e sono fedeli al matrimonio. Vivono nel corpo, ma non secondo il corpo. Trascorrono la loro vita sulla terra, ma la loro cittadinanza è quella del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro modo di vivere sono superiori alle leggi. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti. Mancano di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria. Sono colpiti nella fama e intanto si rende testimonianza alla loro giustizia. Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati con disprezzo e ricambiano con l'onore. Pur facendo il bene sono puniti come malfattori e quando sono puniti si rallegrano, quasi si desse loro la vita. Gli eretici fanno loro guerra come a gente straniera e i pagani li perseguitano, ma quanti li odiano non sanno dire il motivo della loro inimicizia. In una parola, i cristiani sono nel mondo quello che è l'anima nel corpo. L'anima si trova in tutte le membra del corpo; anche i cristiani sono sparsi nelle città del mondo. L'anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo; anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. Il corpo, pur non avendo ricevuto ingiustizia alcuna, si accanisce con odio e muove guerra all'anima perché gli impedisce di godere dei piaceri sensuali; così anche il mondo odia i cristiani, pur non avendo ricevuto nessuna ingiuria da loro, solo perché si oppongono al male."
Maria la madre del Signore ci accolga tutti nella sua casa e ci aiuti a vivere il Vangelo così come ce lo presenta la Santa Chiesa.
Un ricordo caro per tutti voi Fra Ennio Staid            
Novara 24 Maggio 2008 Traslazione del Santo Padre Domenico

Letto 1623 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op