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Giovedì, 01 Maggio 2008 00:00

ecoballe

Scritto da p.Domenico Cremona
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La campagna elettorale si è conclusa, vi scrivo prima del voto e ora che state leggendo, sapete chi ha vinto le elezioni. Io lo sapevo con ampio anticipo: hanno vinto i troppi "vampiri" politici, ossia coloro che si sono candidati e a cui non importa nulla della gestione politica ma in essa vedono un affare economico.
Il referendum del 18 aprile '93 era stato chiarissimo: il 90,3% delle persone votanti chiedeva di abolire il finanziamento pubblico dei partiti. Allora che si fa? Si fa una legge che, con diversa indicazione, consenta ugualmente il finanziamento: basta chiamarlo "rimborso spese elettorali". Così di ritocchi in ritocchi, (legge 156 del 2002 che modifica la legge 157 del 1999) si arriva a stabilire che il rimborso totale si calcola a un euro ogni avente diritto1, da moltiplicare per cinque anni e da assegnare sia alla Camera sia al Senato. Fino al 2006 il rimborso veniva interrotto se cadeva il governo e si andava al voto. Più che logico visto che con la nuova legislatura scatta un nuovo rimborso elettorale; nel febbraio 2006 però, la norma viene così modificata: "In caso di scioglimento della Camere l'erogazione del rimborso è comunque effettuata" (decreto "milleproroghe"). Una riga che vale qualche centinaia di milioni di euro. Chi ne beneficia? Tutti i partiti che ottengono almeno l'1% . Per cui "vincere o perdere" le elezioni non è poi così importante.2 Se a ciò aggiungiamo gli stipendi, rimborsi spese, gli sprechi, privilegi, appalti, la "macchina" governativa è pronta a ripartire e a far girare miliardi di euro per (troppe!) persone che non perdono occasione per confermare la loro inadeguatezza e preparazione politica. E noi poveri elettori con la scusa di essere indecisi e/o col pretesto di essere decisi su cosa (non chi!) votare, ancora una volta, ci siamo lasciati riempire la testa con promesse e svuotare le tasche con menzogne. Dei programmi elettorali si realizzerà solo ciò che sarà conveniente in termini economici che generalmente è in antitesi con il bene comune.
Il criterio di base è sempre il dio denaro e il bene comune viene scambiato con la ricchezza di pochi, indipendentemente dallo schieramento politico.

Prendiamo come esempio i rifiuti (se ne è tanto parlato per Napoli e dintorni; poi caduto il governo e iniziata la campagna elettorale, i notiziari non ne hanno più parlato).
E' più conveniente riciclare o bruciare i rifiuti?
E' assurdo che nel 2008 in Italia non si riesca a gestire l'immondizia.

Il principio di conservazione formulato da Lavoisier (seconda metà del "˜700) afferma che "in natura, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma". Questo principio generale può essere applicato a molte grandezze fisiche quali la massa, l'energia, la carica elettrica ecc. Einstein, sviluppa questo principio precisando che massa ed energia si possono trasformare l'una nell'altra e viceversa (E=mc2).
Lavoisier e Einstein non potevano immaginare che nel 2008 in Italia ci fosse un'emergenza rifiuti e che ci saremmo illusi di distruggere i rifiuti; sarebbe comunque risultata un'eccezione alle loro teorie. Cosa sono i rifiuti? Nulla è di per sé rifiuto, ma tutto può diventarlo; l'unica caratteristica che identifica un rifiuto come tale è la sua destinazione all'abbandono. Quindi la produzione di rifiuti dipende soprattutto da noi. Qualsiasi oggetto, a prescindere dal suo valore, può diventare un rifiuto se noi decidiamo di disfarcene oppure può diventare una risorsa se decidiamo di riciclarlo. Non solo la carta, il vetro e la plastica, ma tutto ciò che viene considerato "rifiuto" è riciclabile (e quindi non è più un rifiuto).
Paradossalmente, però, si continua a considerare i rifiuti come qualcosa da eliminare = smaltimento (inceneritori) anziché entrare nell'ottica del riutilizzo dei rifiuti = riciclaggio.
Gli inceneritori o termovalorizzatori (come solo in Italia vengono chiamati) sono impianti di smaltimento di rifiuti che bruciandoli ne riducono il peso ed il volume, non eliminano i rifiuti. 1/3 in peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri (1 tonnellata di rifiuti bruciati produce quindi circa 300 kg di ceneri); Queste ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi di quanto non lo fossero prima di essere ridotti in ceneri. Sempre per il principio di Lavoisier, ciò che viene bruciato si trasforma oltre che in ceneri in fumi. Questi fumi emessi dal camino di un inceneritore comprendono composti organici del cloro cioè diossina, la sostanza chimica con il più alto contenuto tossico. Le sostanze contaminanti emesse da un inceneritore per via diretta o indiretta inquinano l'aria, il suolo e le falde acquifere. Ma soprattutto inquinano l'uomo: chi abita nelle vicinanze di un inceneritore rischia di morire di cancro. Ma questo per i politici non ha importanza, gli inceneritori sono un buon affare e poi si può sempre mascherare il negativo con il positivo: dalla combustione dei rifiuti nei termovalorizzatori si recupera energia sotto forma di energia elettrica e teleriscaldamento (bravo Einstein!). In realtà i costi di produzione di energia con questa tecnica sono mascherati dai forti stanziamenti pubblici. Gli inceneritori sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell'Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbe antieconomico produrre energia con gli inceneritori. Inoltre il danaro pubblico viene stanziato per il processo di incenerimento, ma neanche 1 euro è destinato alla ricerca medica in questo settore, nulla è destinato ai piani di monitoraggio della salute dei cittadini posti nelle vicinanze dei termovalorizzatori. In ultima analisi sono i cittadini a pagare l'impianto e le ditte gestrici a beneficiare dei guadagni. Ai cittadini questa posizione politica costa cara e continuerà a costare sempre di più, fino a costare la vita.
L'alternativa esiste ed è semplice:
-    Ridurre la produzione di rifiuti (gli imballaggi costituiscono il 60% dei rifiuti prodotti);
-    Raccolta differenziata
-    Riciclaggio
Queste "3R" sono fattibili, basta un po' di buona volontà, un po' di rispetto (per sé e per gli altri), ma sono irrealizzabili se la politica di oggi mantiene le proprie posizioni-interessi.

Questa politica è esperta di eco-balle e quindi ci racconta che i termovalorizzatori sono la soluzione del problema immondizia, che non inquinano e che non fanno male alla salute dell'uomo. Questa politica è così esperta di eco-balle che nei programmi elettorali ha messo l'incremento di termovalorizzatori e l'incremento il riciclaggio. Ciò è falso: legno, carta, cartone e plastica sono il combustibile privilegiato per i termovalorizzatori per cui l'aumento di questi significa la diminuzione del riciclaggio.
Non ho speranza in una classe politica che mira ad arricchirsi mentendo, distruggendo e facendo del male.
Ma voglio e devo sperare che le nuove generazioni, come quella a cui Filippo appartiene, cresceranno con una consapevolezza nuova. Se a 7 anni sanno già raccontare che un foglio di carta può essere riciclato, che tutto può essere riciclato e che nulla è da buttare via, da adulti sapranno dare valore a tutto ciò che li circonda e sarà per loro facile capire che i rifiuti non esistono (ma è solo un pretesto per arricchire pochi disonesti). Sapranno amare e rispettare la natura e soprattutto sapranno essere aperti all'altro , senza "rifiutare" nessuno, anzi credendo che l'umanità può riciclarsi (Risurrezione!).

Sì, credo che un giorno sarà così...
...anche se oggi di riciclato ci sono solo i politici e i loro soldi.

N.B.: la Comunità di Agognate è sempre ben disposta ad un confronto e ad un approfondimento dei temi trattati in questa e nella altre rubriche presenti nel giornalino. Ci aspettiamo un dialogo costruttivo, anche se divergente, capace di offrire a chi ci legge un modesto ma sincero strumento di collegamento e di comunicazione.

note:
1 Il fondo dei rimborsi elettorali è una cifra fissa calcolata non in base a chi va effettivamente alle urne ma sul numero degli aventi diritto. Se, per ipotesi, solo 100 persone in tutta Italia sono andate a votare il 13-14 aprile, i partiti avranno ugualmente il rimborso elettorale calcolato sui 47 milioni di persone aventi diritto al voto. E se il prossimo governo crollerà dopo 6 mesi, il rimborso sarà comunque garantito per 5 anni.
2 I risultati del voto elettorale sembrano i risultati delle partite di calcio. E' assurdo: le elezioni non si vincono o si perdono ma si governa e si fa opposizione.

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