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Giovedì, 01 Maggio 2008 00:00

Una giornata speciale

Scritto da Irene Larcan
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Come possiamo servire l'Ordine e la Chiesa in quanto laici domenicani, inseriti a pieno titolo nell'Ordine? Che cosa vuol dire oggi essere predicatori e come esserlo più efficacemente? Consapevoli dell'importanza della comunicazione e della trasmissione di informazioni, quali sono i luoghi e gli strumenti per la conoscenza di ciò che accade in campo internazionale nella Famiglia Domenicana? E' possibile pensare ad un film sulla figura di Domenico perché come Francesco di Assisi diventi più noto al grande pubblico?
Queste sono alcune delle domande rivolte dai laici di san Domenico al Maestro dell'Ordine, fra Carlos Azpiroz Costa, che durante la sua visita canonica ai conventi della Provincia San Domenico in Italia  ha incontrato a Bologna rappresentanti di un discreto numero delle fraternite che operano sul territorio della Provincia.
All'invito del Provinciale, nonostante i tempi stretti per l'organizzazione, hanno risposto in tanti dal Triveneto alla Lombardia, dalla Liguria al Piemonte, all'Emilia Romagna. Non è affare di ogni giorno essere invitati ad incontrare il successore di San Domenico, colui al quale promettiamo di vivere secondo la Regola delle Fraternite Laiche Domenicane e dal quale siamo accolti e inseriti nell'Ordine dei Predicatori!
Ed un po' la curiosità, un po' la consapevolezza del legame, un po' il desiderio di conoscere personalmente il Maestro, ci hanno condotti a Bologna, accolti con una generosa e fraterna ospitalità dai frati del convento.
Il Maestro ha spezzato per noi il pane della Parola e dell'Eucaristia, come il viandante Gesù con i discepoli di Emmaus, rinnovando nei nostri cuori il fuoco degli inizi e la passione di Domenico per l'annuncio. Poi, dopo il pranzo nel chiostro, il dialogo tra fra Carlos e i laici, con la partecipazione di suore e frati e quella delle monache che hanno inviato il loro saluto per lettera, si è fatto intenso. Le domande tante, le risposte dirette, a volte serie, a volte con un pizzico di ironia.
Alla dichiarazione iniziale di non possedere ricette magiche per la definizione del domenicano perfetto di oggi, fra Carlos ha aggiunto che la predicazione domenicana è profetica ed apostolica. Ha ricordato che il profeta non è un indovino che consulta la sfera di cristallo per capire la storia, ma legge la realtà alla luce della Parola di Dio. Il Signore ci invita a leggere i segni dei tempi oggi. Il profeta ha il compito di interpretare la storia presente alla luce della Parola.
La predicazione domenicana, oltre che profetica, è anche apostolica, non nel senso di fare dell'apostolato (cosa peraltro buona!), ma in quanto siamo chiamati a vivere come apostoli, cioè come mandati, inviati da Dio ai fratelli.
Nei Vangeli questa vocazione è sottolineata diversamente: per Marco Gesù "Salì sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui ed anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni" (3,13-14).
Per Matteo "Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e di infermità" (10,1).
Luca sottolinea il fatto che la chiamata dei Dodici avviene dopo una notte di preghiera: "Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli" (6,12-13).
Nel racconto di Giovanni  non viene direttamente descritta la chiamata dei Dodici, ma  Gesù dice loro: "Non vi chiamo più servi ma amici" (15,15). L'amicizia è relazione che cerca il bene dell'altro prima del proprio: di questa amicizia è modello Gesù che dà la vita per noi. Ciò che fa circolare l'amicizia tra di noi è la comunicazione. Gesù dice: "Vi ho chiamato amici , perché tutto ciò che udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" (15,15-16).
La fiducia negli altri è fondamentale per la comunicazione, non ci si può chiudere in se stessi né nell'ambito di una ristretta cerchia di persone. Poiché non siamo noi a scegliere ma siamo stati scelti per un compito, è necessario che ci rimbocchiamo le maniche e tiriamo fuori tutte le risorse nascoste o addormentate per "andare e portare frutto".
Si racconta che Domenico mentre camminava con dei pellegrini germanici, per rispondere ai loro bisogni spirituali, abbia invitato i suoi compagni di predicazione a prepararsi a parlare loro di Cristo inginocchiandosi a pregare perché potessero capirli, per potere parlare la loro stessa lingua e così predicare!
Già in questo racconto sono delineati gli elementi essenziali dell'apostolo: incontrare, pregare, ascoltare, dialogare, cercare di capire i bisogni, e allora predicare!
Una giornata davvero speciale quella che abbiamo vissuto insieme al Maestro, una giornata in cui ci è stato donato di bere al "pozzo di Domenico" per riflettere, pregare, predicare e fare festa insieme, come amici e non servi, come uomini e donne chiamati a spendere la propria vita ed il proprio impegno a servizio gli uni degli altri.
Grazie, fra Carlos, per la passione che hai saputo suscitare nei nostri cuori!

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