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Venerdì, 01 Giugno 2007 00:00

Compagni nella predicazione

Scritto da Irene Larcan
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Il Priore Provinciale dell'Argentina, fray Javier Pose, dando il benvenuto ai partecipanti al 2° Congresso Internazionale delle Fraternite laiche domenicane a Pilar, Buenos Aires, lo ha definito come "una finestra che si apre per mostrarci paesaggi differenti, culture diverse, esperienze distinte, che mormorano, molto al di là delle lingue, una medesima melodia: "Laudare, Benedicere et Praedicare".
Una definizione che coglie pienamente il clima caloroso, l'accoglienza fraterna e il desiderio, divenuto realtà fin dalle prime "battute" del Congresso, di essere "compagni" nella lode, nella benedizione (dire bene di Dio, ma dire bene gli uni degli altri!) e nella predicazione.
Ciascuno di noi, invitati a rappresentare le rispettive Province o Nazioni, siamo partiti dalle nostre case, dalla sicurezza che ci dà la conoscenza, l'abitudine, la lingua materna per ritrovarci su terreni sconosciuti (è la sfida cui è chiamato l'apostolo, il missionario, il predicatore!) ma subito, nonostante le difficoltà delle lingue abbiamo sperimentato l'appartenenza alla stessa Famiglia con la volontà di condividere, di confrontarci, di cercare insieme, di godere insieme dell'amicizia di Dio e dei fratelli e delle sorelle: in breve di "essere compagni". Il pane quotidiano lo abbiamo condiviso in momenti di grande convivialità ed allegria, il pane eucaristico nei momenti intensi della liturgia brillantemente curata dalla apposita commissione, ed il pane delle nostre esperienze di predicazione e della vita nelle nostre fraternite durante i lavori nelle sei commissioni di studio e nelle assemblee plenarie dove, secondo la consuetudine della democrazia domenicana, sono state discusse e votate per l'approvazione le proposte scaturite dal confronto nelle commissioni.
I temi su cui riflettere sono stati sei:
1) Preghiera e Predicazione
2) Studio e Formazione
3) Governo: Regola e Statuti
4) Organizzazione e Struttura
5) Finanze ed Economia
6) Presenza dei laici domenicani nella Famiglia Domenicana e nella Chiesa
Temi di sempre ma che il lungo tempo intercorso tra il 1°( tenutosi a Montreal nel 1985 ) ed il 2° Congresso internazionale (Buenos Aires 2007) hanno resi indispensabili. Ed è significativo che questo evento si celebri durante l'anno giubilare delle monache la cui fondazione risale ad 800 anni fa. Temi che sono alla base del nostro impegno cristiano e domenicano.
All'apertura del Congresso, Fra Carlos Azpiroz Costa, Maestro generale dell'Ordine, ci ha interpellato con tre domande, prese a prestito dai suoi tre predecessori:
1) Chi sono oggi i nostri Cumani?
2) Prima di lamentarci per la mancanza di vocazioni, domandiamoci: perché vogliamo avere vocazioni? Come le formeremo?
3) Accettiamo di avere nuove persone che scuotono le nostre sicurezze, la nostra tranquillità?
Questi interrogativi hanno guidato i lavori nelle commissioni, perché sono stati presenti nella ricerca di mantenimento delle tradizioni delle fraternite, di cambiamenti necessari per il loro rinnovamento, e per formulare progetti per l'accoglienza, la formazione e la predicazione , che tengano conto delle differenze di luogo e di cultura, ma che parlino un linguaggio comune e che ci permettano di dialogare sulle medesime basi pur nel rispetto della creatività di ciascuna fraternita.
Volendo sintetizzare le decisioni del Congresso potrei dire che le novità sono poche ma importanti:
- necessità di una maggiore organizzazione e di strutture più operative per cui si decide la costituzione di una segreteria del laicato presso la Curia generalizia a Santa Sabina, Roma, presso la quale fare convergere le informazioni, le attività e i progetti da tutte le fraternite del mondo e dalla quale essere informati su tutto quanto riguarda il laicato domenicano. Per questo servizio occorre una persona che lavori a tempo pieno e quindi debba essere stipendiata.
- a questo scopo è indispensabile la costituzione di una cassa del laicato internazionale che garantisca i vari servizi: ogni provincia verserà un contributo finanziario di 2 euro per persona entro la fine di ogni anno.
- ci sarà una revisione della Regola adeguando la terminologia ai nostri tempi ed eliminando quei termini che si rifanno ad un linguaggio religioso.
Il Maestro dell'Ordine, presente durante tutto lo svolgimento del Congresso, si è impegnato a fare delle Dichiarazioni Generali per attualizzare la Regola.
- Le Province o le Nazioni che ancora non hanno un progetto di formazione sono invitate ad elaborarlo sia per la formazine iniziale che per quella permanente.
La bellezza del Congresso sta anche nei calorosi incontri, nella ricchezza delle esperienze condivise, nella gioia della preghiera comunitaria, nell'allegria dei momenti di relax, nell'attenzione delle monache argentine che hanno partecipato all'evento con la loro preghiera e con le deliziose "dolcezze" che le loro mani hanno confezionato per noi. Sta nei tanti volti e nelle storie personali di ciascuno dei delegati, nella storia dei tanti paesi e della loro testimonianza cristiana fra difficoltà di ogni tipo.
La celebrazione della S.Messa conclusiva del Congresso, venerdì 23 marzo, è stata presieduta da fra Davide Kammler, nuovo promotore internazionale, il quale ha sottolineato che "l'obiettivo della predicazione domenicana che condividiamo è far in modo che Cristo si manifesti nel nostro tempo, nelle nostre famiglie, secondo la nostra condizione sociale e religiosa".
Secondo fra Davide, la conclusione del Congresso è un inizio, come "ite, missa est" conclusivo di ogni Messa è in realtà un mandato: "andate! Ora comincia la Missione, siamo inviati come predicatori del Vangelo e "Compagni nella predicazione"!
A ciascuno di noi è stata consegnata una piccola fiaccola di cera, che abbiamo acceso invocando la intercessione di San Domenico: lui ha acceso nei cuori di ciascuno dei suoi figli il desiderio ardente di "parlare con Dio e di Dio", di vivere attraverso la predicazione la passione per il Vangelo e per l'uomo che vive senza conoscerlo. A noi il compito di annunciare la Salvezza in tutto il mondo: Lui, il Signore ci è "compagno" per le vie del mondo. E' la sua compagnia che ci permette di essere "compagni nella predicazione".

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