Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Giovedì, 01 Marzo 2007 00:00

E' di nuovo primavera

Scritto da Irene Larcan
Vota questo articolo
(0 Voti)
C'è un luogo, in fondo al nostro cuore, se non nella nostra piena coscienza, in cui sappiamo di avere bisogno di cambiare vita, di risorgere. E' un angolo nascosto, quasi invisibile, di cui spesso ipocritamente non abbiamo il coraggio di parlare, neanche con noi stessi. Continuiamo a fare le cose di sempre e proseguiamo sulla via dei vivi che non vivono, dei morti che si illudono di essere viventi.
In questi ormai lunghi anni (quasi 20!) in cui ho lavorato con le fraternite laiche della Provincia, ho spesso sentito che queste sono invecchiate, che i "terziari" (così ci chiamavamo una volta!) sono ormai vecchi e privi di forze, non ci sono più frati assistenti che diano un impulso spirituale, anche i conventi, che erano il punto di riferimento per alcune attività apostoliche, sono stati chiusi; non si ha il coraggio di fare una proposta di vita che richiede impegno e formazione. Si continua stancamente il cammino intrapreso ma forse la speranza si è un po' addormentata.

"Essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti" (Ez.37,11).
Siamo perduti perché la nostra speranza è svanita, perché non crediamo più che il Signore chiami ancora proprio noi, con le nostre ossa inaridite e la speranza svanita. E' Lui che compie prodigi anche attraverso noi, la nostra delusione, le nostre stanchezze, i tradimenti, l'indifferenza, la sordità, il cuore indurito. Eppure eravamo così pieni di entusiasmo, così felici quando abbiamo chiesto la misericordia del Signore e quella dei fratelli e l'abbiamo sperimentata!
Cosa è successo poi che ci ha fatto rinchiudere nelle nostre paure, nei nostri "sepolcri"?

"Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò" (Ez.37, 13-14).
Il Signore ci chiama ad uscire dalle tombe che ci siamo costruiti addosso, ci chiama alla vita, fa entrare in noi il suo spirito e ci manda ad annunciare che Egli ridà vita anche alle ossa inaridite.
Come domenicani siamo mandati a predicare con la vita e con la parola la speranza. Una speranza che ci fa guardare con occhi ben aperti il nostro tempo, non con disincanto o con pessimismo.
Dobbiamo avere il coraggio di attuare il "passaggio", la pasqua, per essere come direbbe Santa Caterina "banditori poverelli" del Vangelo.
Nel 2002 il Maestro dell'Ordine, P. Carlos Azpiros Costa, rivolgendo il suo saluto alle Fraternite laiche domenicane d'Italia, riunite per il V Convegno Nazionale di Formazione, ci regalava una riflessione sul mistero che nasconde l'autunno e scriveva: "Soltanto l'uomo che non sa o non conosce il mistero della vita potrebbe dire che quando è autunno l'albero perde le foglie e rimane senza frutti e senza fiori: qualcuno senza affetto per la vita dirà che è morto... invece qualcuno che trae affetto per la vita dirà no; si ripiega, riprende le forze e ci sarà una nuova primavera nel nuovo stato, pieno di foglie, di fiori e di frutti. Se un contadino si avvicina ad un albero in questa situazione non taglierà i suoi rami pensando di fare il fuoco di casa sua, penserà di tagliare qualche ramo per potare la pianta conoscendo il mistero di vita che si nasconde dentro".

E' di nuovo primavera, è Pasqua ancora una volta. Ed in questo tempo guardiamo al mistero della vita che fa rifiorire anche gli alberi che sembravano secchi.
"L'albero Domenicano compie i suoi 800 anni, ma non è una data per celebrare, come chi lamenta i tempi passati, un albero con tanti rami e con tanti frutti. Per ogni albero in autunno il tempo d'autunno non è tempo di morte: lasciate perdere le cose che non sono essenziali per scoprire sempre di nuovo quello che è sostanziale".

Letto 1134 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op