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Giovedì, 01 Marzo 2007 02:00

Annunciazione del Signore

Scritto da p.Ennio Staid
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Quest'anno la festa dell'Annunciazione del Signore, festa della nostra fraternità, cade nella V domenica di quaresima per cui, dal punto di vista della liturgia, la si deve spostare il giorno dopo.
 Per noi di Agognate l'Annunciazione è una grande festa perché, non solo la nostra casa ne prende il nome, ma soprattutto perché  l'Annunciazione del Signore riassume il senso del nostro stare insieme frati e laici. Ci accomuna il desiderio di annunciare il Vangelo. Lo scopo e il fine della nostra fraternità non è altro che quello che animò San Domenico nel XIII secolo: LA SANTA PREDICAZIONE.
Siamo dunque un gruppo di frati e di laici animati, sia pure in modi e forme diverse, dal desiderio di attuare il comando di Gesù Cristo che invita apostoli e discepoli ad andare in tutto il mondo a predicare la "Buona novella".
Questo nostro cammino lo abbiamo affidato alla Madre di Gesù e in Lei riviviamo tutta la Storia della Salvezza, immettendo nel nostro cammino l'Emanuele, il Dio con noi, e con Maria ripetiamo: "Si" alla volontà salvifica del Padre. Come Lei vogliamo rivedere ed impostare la nostra vita e tentare di veder tutti gli uomini dal punto di vista di Dio. Lasciamo la nostra sicurezza, la nostra evidenza, per tentare di vedere come Dio vede le sue creature.
La salutazione angelica "Ave Maria" con le parole che seguono è, infatti, un credo condensato, un ripeterci in continuazione: "Niente è impossibile a Dio". E' l'atto di abbandono totale per vedere, come fece Maria, quello che Lui vuole, ed accettare anche ciò che non riusciamo a comprendere, proprio come Lei che quello che non comprendeva "conservava nel suo cuore".  Per vivere tutto ciò è necessario rimanere in contatto con Colui che ci ha chiamati; ecco l'importanza della preghiera e, per noi di Agognate, l'importanza del ROSARIO.
Pregare significa aderire, dire di sì al volere del Padre. Il Rosario ci propone sinteticamente quale è questo volere, così, con Maria che ci dà la mano, noi pronunciamo, nel Rosario per centocinquanta volte il nostro "Fiat" "Si"-
Con Lei  "abbracciamo con tutto l'animo"¦ la volontà salvifica di Dio e servendo al mistero della redenzione cooperiamo alla salvezza dell'uomo con libera fede ed obbedienza"(Lumen Gentium 56).
Dopo il Fiat la preghiera della Vergine prorompe in un canto di lode, non chiede né domanda qualcosa. Contempla le meraviglie di Dio e canta, unita a tutta la schiera dei poveri, la misericordia di Dio. Il Rosario ci proietta in questo clima di gioia. E' il nostro Magnificat estasiato davanti allo stupendo mistero della nascita, passione, morte e risurrezione del Signore.
Il Rosario però, è bene ricordarlo, non è una preghiera a Maria, ma è una preghiera CON Maria. Con Maria infatti ci associamo alla preghiera di Gesù e alla scuola di Maria e con Lei ci mettiamo alla presenza dello Spirito Santo e con Lei lasciamo pregare Gesù Cristo mediatore che intercede por noi. La sua è la preghiera per eccellenza, la nostra è fatta di ascolto, di docilità, di obbedienza, di assenso filiale. Il Rosario, inoltre, ci associa alla Pasqua di Gesù, facendoci camminare con Lui nella pazienza, nella fortezza, nella vigilanza.
Il  Rosario è dunque, scuola di vita.  E' l'amore di Dio che vediamo nell'Annunciazione, che cantiamo nella Visitazione, che contempliamo nella nascita del Figlio, riviviamo nella sua passione e morte ed infine è ancora l'amore di Dio che contempliamo nella vittoria di Cristo sulla morte.
Agognate non è altro che un gruppo di fratelli e sorelle che ha scelto di mettersi in ascolto, come Maria e con Maria, della Parola di Dio, del suo mistero salvifico, ed una volta ascoltata, ripeterla ai fratelli.
 La semplicità del Rosario scandisce la nostra vita. Esso  ricorda in continuazione che questa Zattera dell'Annunciazione è una piccola e modesta esperienza nel grande oceano dove naviga la Chiesa. Siamo ancora in cammino anche se quest'anno Agognate compie venti anni! Non  importa sapere quando arriveremo, è importante aver risposto come Maria: "Si faccia di noi secondo la tua Parola"
Trascrivo una poesia scritta dal prete nicaraguense Ernesto Cardenal, che spero guidi tutti i fratelli di questa Zattera:
Signore non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
né superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno
come un bimbo svezzato
in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato
è l'anima mia.
Non si inorgoglisca, Signore il mio cuore.
Io non voglio essere né milionario
né leader né primo ministro.
Non aspiro a cariche pubbliche
né corro dietro a onorificenze
Non ho proprietà né libretto d'assegni
e senza assicurazioni sulla vita
sono pienamente sicuro
come un bimbo addormentato
nelle braccia di sua madre"¦

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