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Giovedì, 01 Dicembre 2005 00:00

Ripensando al Convegno

Scritto da Irene Larcan
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Testimoni dell'amore: la fraternita Domenicana nel progetto dell'Ordine e della Chiesa oggi.
VII Convegno Nazionale di Formazione dei Laici Domenicani  -   Sassone (Roma)   29/30 sett. - 1 ott. 2006

Qualcuno certamente pensa che Convegni, Formazione, commissioni di lavoro ecc. siano ormai strumenti di comunicazione superati, che sarebbe più utile e meno dispendioso collegarsi in videoconferenza o "chattare" navigando in Internet. Noi Laici Domenicani siamo invece convinti che il dialogo ed il rapporto personale, la condivisione fraterna facciano ancora la differenza. Non c'è niente di meglio che guardarsi negli occhi per scoprire l'altro, un po' della sua vita, le sue gioie, le difficoltà, le speranze, le delusioni, e per rivelare ciò che sei. Metterci in gioco e lasciare che le nostre ferite parlino per noi.
E' quanto è accaduto durante il Convegno che chiama noi laici domenicani ad una verifica biennale della nostra vocazione, di come la viviamo come singoli, ma soprattutto come appartenenti ad una fraternita. Per questo al di là della fama o dell'importanza dei relatori (fra Daniele Cara op, priore provinciale della Provincia Santa Caterina, e il cardinale Fiorenzo Angelini), degli argomenti, non certo nuovi od originali, che sono stati proposti, è valsa sempre la pena sobbarcarsi la fatica di un lungo viaggio per respirare aria di casa nostra in mezzo ai tanti fratelli e sorelle provenienti da varie parti dell'Italia e con loro trovare o ri-trovare il senso di essere laici domenicani oggi.
Sono certa che qualcuno sarà tornato a casa insoddisfatto perché non gli sono state date risposte o ricette per risolvere la propria ricerca.
Qualcuno aveva aspettative diverse ed avrebbe voluto ritornare alla propria fraternita con un progetto di predicazione ben definito.
Qualcun altro sarà stato spaventato dal fatto che tutto è lasciato alla sua fantasia e creatività.
Ma essere predicatori è "un duro lavoro" e la domanda che sorge dal cuore è: "come esserlo veramente?"
Una risposta è nelle parole di fra Timothy Radcliffe: "Quali sono le paure che ci fanno restare chiusi in qualche angusto spazio, restii a provare qualcosa di nuovo? Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia le paure che ci imprigionano e ci impediscono di impegnarci con tutto il nostro essere nella missione della Famiglia Domenicana ... Forse abbiamo paura di provare qualcosa di nuovo e poi fallire ... Nessuno può diventare predicatore senza essere ferito. La Parola si è fatta carne, ed è stata ferita ed uccisa ... se siamo predicatori di quella stessa Parola anche noi saremo feriti ... Noi abbiamo parole di speranza e misericordia perché noi stessi ne abbiamo avuto bisogno...".

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