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Venerdì, 01 Settembre 2006 00:00

Non solo questione di numero

Scritto da Irene Larcan
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Sono ormai tanti anni che vivo in ambiente domenicano e raccolgo spesso considerazioni e preoccupazioni sulla scarsità di vocazioni sia fra i religiosi e le religiose sia nelle fraternità laicali: "siamo pochi, ormai anziani, che cosa possiamo fare?" E con queste parole ci crogioliamo nelle nostre debolezze (numeri ed età) e nella nostra indifferenza, lasciando che la vita e le occasioni per testimoniare il Vangelo, rispondendo alla vocazione cui siamo chiamati, ci passino addosso piuttosto che impegnarci a viverla in pienezza. Se San Domenico avesse fatto come noi, oggi non saremmo domenicani. Se S. Domenico avesse pensato che il numero di uomini e donne desiderosi di impegnarsi con il Signore e con lui fosse esiguo rispetto ai bisogni del suo tempo, non avrebbe nemmeno messo mano alla sua opera. "Camminiamo fedeli all'amore iniziale" invita il Maestro dell'Ordine in occasione degli 800 anni della fondazione della prima comunità di contemplative a Prouille.
"Nella nostra storia ci sono molti avvenimenti che ci stimolano a rinnovare la fedeltà alla nostra vocazione come figli e figlie di S. Domenico: CONTEMPLARE E DARE AGLI ALTRI IL FRUTTO DELLA NOSTRA CONTEMPLAZIONE".
Rispondendo ad un bisogno concreto Domenico associò alla SANTA PREDICAZIONE le donne convertite alla fede cattolica dal catarismo. Non aveva ancora fondato l'Ordine dei Predicatori, eppure volle con sé nel suo ministero sorelle (1206) ed anche laici (1207) che lo sostenessero sul cammino difficile della predicazione tra i catatari del sud della Francia, che condividessero con lui la passione per Cristo e per l'uomo, dando inizio ad un'avventura che dura da 800 anni. In origine c'era solo un predicatore itinerante e poche donne catare convertite. Ma da questi pochi semi è nato un albero con molti rami e frutti; con periodi di grande ricchezza numerica ed altri poveri di uomini e di idee. Si realizzò per il mondo il grande sogno di Domenico di un Ordine che, riprendendo il ministero degli Apostoli diffondesse il Vangelo facendosi carico dei bisogni di ogni tempo.
Un Maestro dell'Ordine, P. Vincent de Couesnongle parlava del "CORAGGIO DEL FUTURO". Domenico ebbe il coraggio di guardare il presente e progettare il futuro.
E' ancora oggi il tempo del coraggio del futuro senza preoccuparci troppo di numeri o progetti, ma attingendo fuoco al sogno del nostro Fondatore: il sogno di dare vita ad una FAMIGLIA (Frati, monache, laici e suore). Questa parola porta con sé l'idea di attenzione agli altri membri, solidarietà,apertura, fiducia, dialogo. Una famiglia che si riunisce attorno a un Fuoco, che è luce che guida nella notte, calore che protegge dal freddo; il fuoco può distruggere bruciando tutto, ma può ricreare come le lingue di fuoco della Pentecoste.
Per un DIALOGO portato avanti con chiarezza, affabilità, fiducia e con prudenza, tenendo conto della diversità delle persone e situazioni ma anche dell'unità di obiettivi.
Vivere la PREDICAZIONE  per noi domenicani è una sfida che è lunga 800 anni. P. Damian Byrne, da Maestro dell'Ordine provocava tutto l'Ordine con queste domande: crediamo veramente ciò che predichiamo? Viviamo ciò in cui crediamo? Viviamo ciò che predichiamo?
Perché le parole, o gli ideali, anche se affascinanti, non bastano, ed a noi per essere ancora credibili è necessaria la testimonianza di vita che si nutre di preghiera, di studio, di vita comune. In una parola: di Vangelo.

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