Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Giovedì, 01 Giugno 2006 00:00

Mediocri o cristiani

Scritto da Irene Larcan
Vota questo articolo
(0 Voti)
Tanto rumore, tanta pubblicità, tanto interesse vero o presunto, tanto dibattito tra sostenitori e denigratori, ha suscitato l'uscita del romanzo di Dan Brown, Il codice da Vinci, e poi recentemente del film omonimo presentato al Festival di Cannes. Sembra che tutti abbiano qualcosa da dire, persino al Seminario teologico della mia città è stata organizzata una serata per parlare di questo fenomeno che ha attirato l'attenzione del pubblico internazionale.
Tornano di moda i testi dei Vangeli apocrifi (cioè nascosti, segreti), quegli scritti riguardanti la vita di Gesù che la Chiesa non ha ritenuto di dovere inserire nel "Canone" dei testi ispirati.
Come nei primi secoli del Cristianesimo furono elaborati alcuni testi che, accanto ai quattro Vangeli canonici, cercano di colmare gli "anni oscuri" della vita di Gesù, ancora oggi esiste una curiosità non soddisfatta dalla predicazione ecclesiale. La debolezza dei credenti di fronte allo scandalo di un Dio che si fa uomo in Gesù, e che muore di una morte infamante sulla croce come il peggiore dei malfattori, cerca di trovare la sua "consolazione" nella conoscenza e nella giustificazione di personaggi in cui l'uomo del 2000 si riconosce perfettamente: un esempio per tutti l'apostolo Giuda, il cui tradimento  trova giustificazione in un presunto patto di complicità tra traditore e vittima. Come se non fosse esperienza abbastanza comune la capacità dell'uomo di tradire l'amicizia, l'amore, gli ideali!!!
In un articolo intitolato Il codice della mediocrità, pubblicato su La Stampa qualche settimana fa, Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, scriveva: "Ancora oggi, se i cristiani sapessero restare solidamente attaccati (FEDE significa innanzitutto ADESIONE) al nucleo centrale della Buona Notizia - la pienezza di vita offerta da Dio all'umanità intera attraverso il mistero della Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, suo Figlio e uomo come noi - non si lascerebbero dettare tempi e modalità della loro riflessione da romanzi e film di cassetta, non sarebbero turbati né dal sadismo sanguinario di chi si sofferma sulla passione di Gesù come atrocità disumana, né dalle scempiaggini di codici inventati che proiettano sul passato deformazioni tipiche di chi è abituato a confondere la realtà con la finzione. Le operazioni mediatiche attorno alla figura di Gesù che ci vengono imposte in questi ultimi anni sollevano in questo senso alcuni interrogativi alle comunità cristiane sul loro modo di porsi e testimoniare la propria fede nel mondo di oggi. Interrogativi seri che rischiano invece di restare elusi se si accetta di inseguire una confutazione scientifica e storica a panzane astutamente assemblate per sfornare un prodotto di successo: a questi mistificatori di codici, infatti, non importa nulla della inattendibilità scientifica dei loro racconti. Non di questo si dovrebbero preoccupare i cristiani, ma piuttosto del fatto che la loro vita quotidiana non riesce più a dar conto della loro speranza".
Sembra proprio che i cristiani, noi, abbiamo dimenticato il Vangelo, e che ci lasciamo trascinare da curiosità pseudo-storiche ed interpretazioni  pseudo-scientifiche, saltando a piè pari la Rivelazione per inseguire... nuovi idoli. Se la nostra fede può essere superata dalla ricerca di nuove verità, se può essere scossa da un romanzo mediocre o da apocrifi che la Chiesa ha già classificato come non "canonici" cioè incapaci di essere "canone", regola per la fede cristiana, possiamo ancora definirci cristiani?
Facendo un esame di coscienza come cristiana e domenicana mi chiedo dove ci siamo lasciati sfuggire di mano la nostra fede e quando siamo venuti meno al compito che San Domenico ha lasciato ai suoi figli: "Che ne sarà dei peccatori?". Domenico fu attento al suo tempo, la sua scelta di vita non fu campata in aria.
Tempo di miseria umana: carestia tremenda pagata dai poveri, dalla stragrande maggioranza del popolo. Tempo di malattie, di lavoro duro nei campi. Perché Domenico non si è buttato in un campo che creasse movimenti di trasformazione di questo stato di miseria?
Domenico viaggia e nei suoi viaggi si rende conto dell'esistenza della stessa situazione ovunque. Ovunque il servo deve non solo servire, ma servire i capricci del padrone e quindi la dignità dell'uomo è messa sotto i piedi dei ricchi. A Fanjeaux egli si rende conto del perché delle eresie catare. I vescovi non predicavamo più, perché non conoscevano più la verità da predicare. E la gente aveva bisogno di qualcosa in cui credere e di uomini da ascoltare e da seguire.
Sono più che convinta che il nostro tempo presenti le stesse caratteristiche di quello di Domenico. L'uomo ha bisogno di una Parola, ma ha bisogno anche di testimoni. La nostra vita quotidiana, scrive ancora Enzo Bianchi, non riesce più a dare ragione della nostra speranza: ciascuno aggiunge alla sua fede  un pizzico di ciò che gli piace, la nostra è ormai una "religione fai da te".
Come cristiani siamo venuti meno all'annuncio del Vangelo, della buona notizia che è l'irrompere della salvezza portata da Gesù Cristo nella nostra vita. "C'è autentica conoscenza del fondamento storico della fede cristiana? Non c'è forse il prevalere dell'etica cristiana rispetto al suo fondamento che è l'evento di Gesù di Nazareth, la sua vita, la morte e la risurrezione? Va riconosciuto che grazie al Concilio, la Bibbia ed il Vangelo sono maggiormente presenti nella vita dei cattolici... ma poco si dice e si insegna sulla storia del cristianesimo e delle prime comunità cristiane. In questa "ignoranza diffusa" nella comunità cristiana diviene allora possibile il fascino e la seduzione di presunte novità sulla vita di Gesù e del cristianesimo antico".
E' arrivato il momento di ri-cominciare, come fece Domenico nel Sud della Francia al tempo dell'eresia catara, di leggere il nostro tempo ed il cuore degli uomini che lo abitano, i loro bisogni, i loro sogni, la loro fatica, e ripartire da una predicazione di speranza: la Buona notizia che per ogni uomo Cristo ha sconfitto la morte. Sta a noi cristiani, al nostro modo di comunicare il vangelo, alla nostra capacità di narrare l'autentico volto di Dio, la possibilità che questa parola di vita continui la sua corsa nella storia e nel mondo.

Letto 858 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op