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Sabato, 01 Aprile 2006 00:00

per me predicare?

Scritto da Irene Larcan
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"Ogni confratello e consorella di S. Domenico è consapevole che con il battesimo è stato reso partecipe dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo e della Chiesa.(...) Memore della sua condizione secolare, si impegna a vivere responsabilmente una intensa spiritualità nel mondo, nella famiglia, nel proprio ambiente di lavoro, come fondamento del suo essere apostolo di Cristo secondo il progetto di S. Domenico. In particolare, porta al mondo contemporaneo l'annuncio del Vangelo e della speranza...
La formazione ricevuta in fraternita (contemplari) si renda visibile nella realtà locale, attraverso la proclamazione della Parola e l'apostolato del Rosario, secondo le necessità della Chiesa e le capacità dei singoli (contemplata aliis tradere)."
Così cita l'art. 21 del Direttorio Nazionale delle Fraternite Laiche Domenicane recentemente modificato. E il tema del nostro essere predicatori in seno all'Ordine e alla Chiesa è stato argomento di intensa riflessione negli ultimi incontri mensili della fraternita. Quella che segue è una delle risposte che sono state date alla domanda: Cosa significa per me predicare ?
Di Mariella Marnini
Cosa significa per me predicare ?
 
Pensare a cosa significa per me predicare mi rinvia ad altre due domande: cosa significa per me essere battezzata? Cosa significa per me essere domenicana?
Sono tre domande completamente congiunte.
 Per rispondere ho cercato di mettermi in ascolto della Parola - Mc 6,7-13
La missione dei discepoli :
"¢ nasce da un mandato: Gesù che li invia. Nasce da un progetto in cui siamo coinvolti
"¢ richiede la capacità di uscire da se stessi e andare altrove
"¢ richiede una condizione indispensabile che è lo stile di povertà E una povertà che è fiducia e libertà
"¢ richiede un impegno: la consapevolezza di un messaggio , di una parola ricevuta e da offrire agli altri.
 Ho riletto il senso della Predicazione all'interno dell'Ordine Domenicano: annunciare dappertutto il nome del Signore Gesù, questo il fine dell'Ordine. E ciò che è proprio dell'Ordine è l'interazione fra la vita vissuta e la parola annunciata.
"E' un invito a metterci in strada sul percorso della missione, al seguito di Domenico che andava e predicava con coraggio e fiducia.
Va'! ...ma dove andare?
E predica... ma che cosa predicare?
Va' e predica... ma come e con chi?
Vogliamo predicare su queste strade e in questi luoghi; ma predicare che cosa? Di chi e di che cosa parleremo?
Nell'attuale contesto la cosa non è così ovvia.  Non si tratta di parlare per parlare, ma di ascoltare con attenzione e poi trovare le parole e i gesti che sappiano render conto della nostra esperienza.
Predicare: ascoltare, conversare, interrogare, annunziare, accompagnare.
Predicare mira a testimoniare il Dio vivente. L'intento di Domenico era soprattutto quello della misericordia. Le sue parole, i suoi gesti, i suoi dibattiti, il suo accostarsi alle persone erano profondamente contrassegnati dal suo senso di compassione. In un mondo ferito, indifferente o preoccupato solo dei risultati, questa compassione prende oggi il nome di fiducia. Come dare fiducia? Quale linguaggio la esprimerà meglio?  (T. Radcliffe - Va' e predica...)
 Che cosa predicare, quale parola annunciare?
 Ho accompagnato i ragazzi nel cammino di catechesi dell'iniziazione cristiana. Ho guidato i gruppi di ascolto nella mia parrocchia. Ho partecipato alla lectio divina ad Agognate. Ma oggi non faccio più niente di tutto questo. Allora dove sta la mia predicazione oggi?
 Di fronte alla Parola di Dio e alle parole di P. Timothy provo ancor più un senso di inadeguatezza. Quando ho fatto la professione semplice Pier Paolo mi hai scritto queste parole:
Con l'augurio che tu sia sempre mendicante della verità,
ferma nella fede
ma umile nella ricerca.
 Non so se sono stata fedele a questo invito, anzi sicuramente non lo sono stata, ma ho riflettuto spesso su queste parole ripensando al mio essere domenicana e mi pare che in questa frase ci sia il senso dell'essere predicatore, del mio impegno e nello stesso tempo della mia difficoltà ad esserlo. Eppure è sempre più nella quotidianità che ritrovo il senso del mio essere domenicana.
 Tempo fa (in occasione del Natale) un amico mi scriveva:"abbiamo bisogno di contemplare il Signore...abbiamo bisogno di dare valore alla normalità e alla quotidianità delle nostre giornate... abbiamo bisogno di riscoprire la semplicità come via privilegiata nella costruzione di rapporti umani fraterni, dove far regnare la verità e la misericordia".
In questo momento della mia vita sempre più immersa in tante realtà dalla scuola, alla famiglia, alla gente, alla fraternità, (anche se pochissima è la mia presenza) alla parrocchia, forse posso esprimere il mio predicare più come un'attenzione all'altro. Il mondo della scuola (fatto di bambini, ragazzi, colleghi, genitori, psicologi ecc.) dove io vivo la maggior parte della mia giornata è un grande e immenso mondo che chiede attenzione, ascolto, e affetto ma anche scelte e prese di posizione chiare e rispettose di ciascuno.
E' perciò questa la quotidianità che vivo:
Ascoltare la parola di Dio - e non è facile in un correre continuo come il mio (spesso la metto al secondo o terzo posto).
Accogliere la Parola - è ancor più difficile confrontarsi con essa e accoglierla nella quotidianità. Nel cammino che ho fatto con voi ho veramente scoperto chi è il Signore della mia vita, il Signore che non vive al di fuori della mia quotidianità, in un mondo a parte, ma è il Signore della mia storia.
Chiedere e accogliere misericordia - non è stato facile per me riconoscermi peccatrice. Troppo spesso mi sono sentita brava e buona e mi mancava l'esperienza di sentirmi bisognosa di misericordia. Quando il Signore mi ha fatto sperimentare concretamente quanto fossi peccatrice allora ho compreso e visto la misericordia di Dio. Ho accolto la sua misericordia, quella dei fratelli e ho imparato a donarla. Il riconoscimento e l'accoglienza della misericordia di Dio mi hanno guidata a vivere in una logica di dono e di gratuità diversa.
Accogliere l'altro - Ho ricevuto dal Signore quello che Egli ci dà da condividere. Sono tante le persone che ho incontrato che hanno seminato la Parola per me: da P. Ennio a P. Raffaele, P. Umberto, Sr. Augusta, Sr. Maria Luisa, Sr. Maryvonne, a tutti voi della fraternita, ai tanti frati suore e amici che ho incontrato e incontro, ai Sacerdoti della mia parrocchia, alla mia famiglia e alle tante persone che accosto ogni giorno.
Condividere anche i momenti in cui sono immersa dal dubbio, dalla confusione,dalla paura, dalla sfiducia, dallo scoraggiamento, dai sensi di colpa (e sono tanti).
Essere segno
Mi piacerebbe pensarmi un piccolissimo segno di quella Parola che mi è stata donata. Un segno in mezzo a tanti altri. 'Quello che ho ricevuto dal Signore, a mia volta ve l'ho trasmesso' (1 Cor 11, 23).

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