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Mercoledì, 01 Febbraio 2006 00:00

Astro del Ciel

Scritto da Paolo Crivellaro
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Anche questo natale è passato, mettendo a nudo la mia incapacità di trasmettere la novità di questa Parola che si fa carne. E non sono l'unico a vivere il natale come un problema: anche i giornali, ossia l'insieme di quelle agenzie che un tempo si occupavano di fare informazione e che oggi si occupano perlopiù di intrattenimento "scientifico", si sono sentiti in dovere di spiegare al volgo il perché e il percome del natale, ovviamente quello della pia favoletta con asino e bue che sta vicino allo scaffale del sacro graal, dei templari e di altro mangime per  ultrascientifici gonzi.
Anche le riviste ecclesiali erano in ambasce: una teologa ha scritto che  si fraintende il mistero del natale: "perché non si è esercitati a leggere le rappresentazioni religiose come espressioni simboliche (...) La scenetta del presepe (...) perde l'aspetto di pia leggenda (...) per svelarsi come messaggio di profondissima contemplazione e teologia, se si decodificano i simboli di cui è intessuta", ma anche lei come i giornali si dilunga a spiegarci la simbologia dell'asino e del bue eccetera.
Fra Domenico mi ha spiegato un giorno che "simbolo" (dal greco: sinballein) significa mettere - tenere - guardare insieme e penso che se i simboli che noi trasmettiamo non servono ad agganciarci alla vita, sono anch'essi sale insipido che gli uomini calpesteranno senza pietà.
Le nostre vallate, come quelle di tutta l'Europa, hanno visto nei secoli il fiorire di grandiosi complessi architettonici quali i sacri monti, i calvari ecc. che avevano l'intento di portare una troppo lontana e rischiosa Terra Santa qui tra la nostra gente, ossia di avvicinare i misteri della vita di Cristo al nostro quotidiano: la profusione di arte e di energie intorno a questi eventi fu eccezionale. Ho dato uno sguardo ad una mappa europea di tutti questi sacri monti e calvari e ho scoperto che uno dei luoghi che presenta la più alta concentrazione di "apparati contemplativi" corrisponde al teatro delle recenti guerre di Jugoslavia, in particolare tra Serbia e Bosnia e questa cosa mi ha stordito come un ceffone in pieno volto... Pare insomma che tutte queste cose che avrebbero dovuto aiutare gli europei ad avvicinare, a riconoscere Gesù nella propria storia, nei propri fratelli, si sia trasformata invece in uno strumento di alienazione spirituale, uno strumento demoniaco per ricacciare Cristo nel cielo da cui era disceso. Ho tanta confusione in testa e non riesco a capire: da una parte abbiamo avuto in quegli stessi anni un proliferare di apparizioni (su cui non sta certo a me, ma alla Chiesa un decisivo discernimento) dall'altra le follie fratricide consumatesi nella Jugoslavia, in Ruanda e in molti altri luoghi. A Srebrenia un intero paese è stato macellato sotto gli occhi dei caschi blu olandesi.. ma i carnefici di quelle stragi vengono giudicati da un'Alta Corte che per amara ironia ha sede proprio a Den Haag (L'Aja)!
Ora l'unico vero simbolo e segno di salvezza che è stato dato a tutto il popolo (Lc 2,10) e che ci tiene insieme alla Vita, ai nostri fratelli è un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia, è un figlio che si chiama Gesù e morirà nudo sulla croce, senza orpelli simbolici, per liberarci dalla paura e convincerci di una sola cosa: che Dio è Padre e ci ha amato e ci ama da sempre, infinitamente.
Penso che i nostri ragazzi non siano stupidi, se continueremo a propinargli solo "astri del ciel" e "pargoli divini" si faranno quattro conti in tasca su dove va a parare questa teologia e cercheranno fiabe più attraenti e magari da grandi si faranno musulmani in massa.
La mia coscienza a questo riguardo non è affatto tranquilla, perché se ogni giorno ho bisogno di continue conferme da parte di chi mi ama significa che anch'io vivo ancora da schiavo e non da figlio e sono come un servo pauroso che fa tutto solo per farsi lodare dal padrone di turno.
Signore Gesù aiutaci a diventare piccoli, a diventare figli, a vedere in Te il Padre, perché i nostri cuori non siano più cisterne bucate, ma diventino in Te sorgenti di acqua viva per i fratelli. Amen

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