Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Martedì, 01 Febbraio 2005 02:00

Tsunami

Scritto da p.Ennio Staid
Vota questo articolo
(0 Voti)

Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.
Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato. Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi. Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più. (Giov.16,1-10)

Dai giornali leggo che vi erano circa diecimila europei quando la grande onda ha distrutto e portato morte in estremo oriente. Presumo che di tutti questi occidentali molti fossero e siano convinti di essere cristiani.
"Cristiani" forse indifferenti al culto che dicono di professare, se hanno scelto le festività natalizie per andare in vacanza. Tempo in cui si dovrebbero fermare le attività per rendere gloria a Dio. Tempo per ripensare e fare il "punto" sul cammino di fede intrapreso. Tempo per dedicarsi alla famiglia, alla parrocchia, alla buona lettura.
 Non sta a noi giudicare l'animo di nessuno, ma credo sia lecito domandarci se ha ancora un senso chiamare la domenica come "GIORNO DEL SIGNORE" e il Natale e la Pasqua come due momenti importantissimi del nostro dirci di Cristo.
E' lecito domandare a questi cristiani: "Come avete vissuto in quelle terre il Natale del Signore, avete pregato, siete andati a Messa, vi siete nutriti e vivificati dall'Eucarestia come si conviene a chi sostiene di appartenere al popolo di Dio"?
 E' sufficiente giustificarsi dal non impegno dicendo: "Non abbiamo trovato una chiesa cristiana?"Allora prima di partire non sapevate dove avreste passato il santo Natale?
Il libro dei salmi ricorda ai fedeli che è:
"Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. (Solo costui) Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere.
Non così, non così gli empi: ma come pula che il vento disperde; perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, né i peccatori nell'assemblea dei giusti.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in rovina."
Mi sembra che questa lettura degli eventi, apparentemente molto audace, sia ancora poco a confronto dell'ira implacabile di Dio, disgustato per la durezza del cuore dell'uomo, che non vuole riconoscerlo come creatore.
Tutta la storia del popolo eletto ci dà consapevolezza dell'intervento di Dio nella storia, a partire dal diluvio di Noè, poi giù giù, a tutte le deportazioni subite da quel popolo. Invano i profeti tentarono di ridurre a ragione quel popolo "dalla dura cervice", eppure sapevano "che tutto ciò che vuole il Signore lo compie, nei cieli, sulla terra e sotto terra". A quel tempo Dio si è servito di Nabucodonosor per far riflettere, più recentemente di Hitler o della distruzione delle torri gemelle di New Jork per farci riflettere, ma ancora non si è capito. Siamo come muli che per camminare hanno bisogno ogni tanto della frusta.
 Allora non è da cristiani saggi domandarci perché la grande onda, e perché si è verificata in paesi dove l'egoismo dei paesi ricchi, sfrutta, inquina, soggioga da secoli tanti popoli? E non è onesto gridare allo scandalo e porre freno allo spregiudicato turismo sessuale che si compie in quei paesi?
Se gridiamo a Dio perché il Tsunami ha ucciso tanti innocenti, non è altrettanto giusto gridare allo scandalo per la uccisione morale e fisica di tanti bambini spesso indotti a patire lo stupro, la prostituzione, la manipolazione da tanti, che a parole, si dicono cristiani"? E quanti di costoro che irridono la bontà di Dio non si sono mai interrogati e preoccupati dello sviluppo economico della Thailandia, dello Sri Lanca o dell'esistenza di un apparato di protezione civile in Indonesia?
Non potrebbe essere questa "Onda terrificante" una vampata provvidenziale che ci aiuti a capire che non si può violentare l'uomo e la natura senza poi subirne la giusta punizione?
Certo anche io, come tanti, mi sono chiesto perché sono necessarie tante vittime innocenti, per capire ed imparare a vivere da uomini, quando sarebbe sufficiente attuare il vangelo. Ma non sono Dio ed accetto con fatica il modo di procedere di Dio che riconosco diverso da quello degli uomini.
 Chi siamo noi per giudicare Dio? Se Dio è amore, come ci ha detto Gesù, non sta a noi giudicare il suo modo divino di amare e di correggere le sue creature. A noi sta, dopo questa immensa tragedia, riconoscere che il mondo è piccolo e che quei morti ci appartengono. La storia che fino ad oggi ci ha divisi, ci sta mostrando tutta la sua miseria obbligandoci a cogliere prospettive diverse e a sentirci in colpa per il male che c'è nel mondo.
Sarà questo riconoscerci peccatori che ci permetterà di fare comunità con i poveri, i deboli e di camminare uniti con ogni popolo di questo piccolissimo mondo. E' Dio che ci offre questa grande opportunità per cambiare mentalità e per colmare un tremendo ritardo.

 

Letto 1815 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op