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Venerdì, 05 Dicembre 2014 17:43

Tutti portinai

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Mc 13,33-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Siamo tutti portinai, custodi di un’azienda che ci è stata affidata e della quale dar conto secondo il capriccio di un padrone che torna quando vuole e senza preavviso. E’ così per tutti o è una visione del mondo che possono avere alcuni, per esempio i cristiani, e altri no?
Di certo l’uomo liberale di oggi sta un po’ stretto dentro questa identità, la parola servo non fa parte del suo vocabolario e se gli capitasse di vedersi ridotto a servo gli si spalancherebbero all’improvviso le porte della depressione. A meno che il padrone non sia direttamente Dio di fronte al quale può dichiarare senza traumi la sua servitù. Quel Dio che ha in testa, certo, e che coincide ed è nient’altro che se stesso.
“Quello che dico a voi lo dico a tutti: Vegliate”, è l’appello della prima domenica di avvento che verrà ascoltato da una percentuale molto bassa degli italiani e forse non tutti fra questi porranno l’accento sull’azienda bensì su un atteggiamento personale di lotta alla pigrizia o all’indifferenza, guidati ancora una volta da un Signore che non ha volti diversi da quello di uno specchio capace di ridurre fino alla perfezione le imperfezioni di chi vi si specchia.
Da tempo ormai l’uomo è creatore di Dio e da tempo ne attende l’avvento senza che questi mai venga. Dovrebbe venire a mezzanotte del 25 dicembre col volto sorridente e pulito d’un bambino e non viene. Vengono invece le inondazioni, vengono i mercenari della finanza, vengono le banche, vengono i politici, vengono i terroristi, vengono le bombe, vengono i licenziamenti e vengono i clandesti. Viene la recessione.
“Vegliate perché non sapete”. Vegliare dunque perché viene chi? Vegliate dunque a salvaguardia di che cosa? Domande semplici per risposte semplici.
Una volta l’uomo pregava perché il Signore gli evitasse una morte improvvisa, l’uomo voleva e chiedeva di essere presente alla sua fine. Oggi l’uomo chiede di morire nel sonno, la morte improvvisa è diventata la sua benedizione. Dice qualcosa questa differenza?
Nel mercato del benessere bisogna star svegli perché qualcuno non rubi quello che a fatica si è acquistato, ma nel mercato del malessere a che serve star svegli? Più si è addormentati e meglio è. Nella semplicità del discorso evangelico forse si nasconde qualcosa di molto difficile, di incomprensibile per l’uomo di ogni tempo e in particolare dell’uomo (occidentale) di oggi. Lo scandalo della croce impedisce di vedere questa parte nascosta e fa sì che le parole di Gesù vengano intese quale consiglio a cui le orecchie dell’uomo sono da sempre molto sensibili: stai sveglio per riuscire ad evitare la croce. Se non che...
Ci sono molti modi per riuscire a tener nascosta la verità, l’uomo ha una fantasia fervida per riempire il vuoto della croce e sostituirlo con la pienezza delle sue affabulazioni, finché ci riesce.
Naturalmente sto parlando per chi ha orecchie diverse e una diversa azienda.

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