Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

ultimo giornalino  

   

ACCEDI  

   
Domenica, 04 Dicembre 2016 00:21

Un amico

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)

Un amico che si professava ateo ci ha lasciti il 13 di ottobre e per me, che ero onorato della sua amicizia, è difficile parlarne. Gianni Correnti veniva nella nostra chiesa alla messa ogni 17 febbraio per ricordare la morte prematura dell’unico figlio.
Ho conosciuto l’avvocato Correnti durante il suo mandato di sindaco di Novara. Cercava un posto tranquillo per la riunione della Giunta a metà del suo mandato. Era il 1999.  Fu un incontro colmo di serenità tra un grande avvocato già senatore e sindaco comunista che si proclamava ateo ed un frate domenicano che vive alla periferia della città. Mi disse subito che non voleva ospitalità per pregare con la sua Giunta. Sottolineò che lui era ateo. A questa sua dichiarazione risposi sorridendo che lo ero anche io. Gli dissi che non credo agli dei che ciascuno di noi si crea e a cui rende culto. Io credo nel Dio di cui ha parlato Gesù Cristo. Un Dio che è visibile, che mi cammina a fianco, che posso ospitare, invitare a pranzo, che posso consolare quando è in prigione. Il mio Dio, sottolineai, è una specie di sindaco che ama tutti gli abitanti della sua città e non fa distinzioni tra buoni e cattivi, tra quelli che gli hanno dato il voto e chi lo ha contrastato e lo contrasta. Il mio Dio lascia la maggioranza della sua gente per soccorrere quello che non gli ha dato e non gli darà il voto. Questo mio pensiero credo lo stuzzicò perché poi diventammo amici e fu anche un grande benefattore della nostra fraternità.
Negli anni successivi ho scoperto che quell’ateo era più cristiano di molti che si professano cristiani e nello stesso tempo vogliono rigettare in mare i tanti fratelli che cercano il pane e la pace, che fanno distinzioni tra buoni e cattivi, vogliono creare muri che dividono e sfruttano i più deboli.
Questo fratello ateo mi mancherà.
Molto più di come possa ricordare io Gianni Correnti trascrivo come lo ha ricordato l’avvocato Paolo Baraggioli il giorno del funerale nella nostra chiesa.
Caro Gianni ciao.
Scusami, ma non riuscirò mai a esprimere con parole appropriate quello che sento io e quello che sentono i tuoi cari e i tuoi amici in questi momenti. Purtroppo, non sono alla tua altezza.
Tu con le parole sei un grande, anzi sei eccezionale. La tua capacità di esporre il tuo pensiero, di comunicare con il prossimo, la tua capacità di sintesi, senza sbavature, senza fronzoli, con chiarezza, la tua facilità nel rispondere alle domande, anche a quelle più difficili, in modo sempre puntuale, corretto: un dono, un dono grandissimo che, insieme alle tue altre qualità, ti ha reso celebre.
E’ consolante per tutti venire da te, nel tuo ufficio, esporti il problema, sia personale che giuridico, e tu dare la tua risposta, il tuo consiglio, la tua partecipazione al problema. Sempre. Perché questa è un’altra delle tue meravigliose caratteristiche. Tu partecipi al problema dell’altro, lo senti sempre come se sia anche un tuo problema. E ti preoccupi. Vuoi risolverlo perché l’altro deve o dovrebbe stare bene, dovrebbe essere felice. E se non è così tu soffri, soffri con l’altro, soffri per l’altro e faresti di tutto perché le cose si risolvano per il meglio. E spesso, spessissimo ci riesci. E tante, tante persone ti devono dire grazie per questo.
Perché questa, Gianni, è umanità, una grande immensa umanità che tu hai sempre avuto al massimo livello. Un cuore grande così, ce n’è sempre per tutti.
E non solo.
Il Sindaco, il militante politico, il senatore, il deputato, il pilota che vola, l’amante del mare e delle traversate in barca a vela, il fine giurista rispettoso dei Giudici, dei Pubblici Ministeri, dei Clienti, degli Avversari e dei Colleghi, un esempio per i giovani e anche i meno giovani.
Sei un grande avvocato, sei nato avvocato, sei cresciuto avvocato e svolgi questo ruolo in un modo strepitoso. L’avvocato difende. E lo sappiamo bene, non è cosa semplice. Ma tu lo fai con una naturalezza formidabile. Perché la senti nel profondo del tuo animo la difesa.
L’avvocato combatte l’ingiustizia. E tu di fronte all’ingiustizia diventi furioso. Devi combatterla e devi cercare di sconfiggerla. Perché bisogna che la giustizia trionfi.
E poi l’avvocato si mette nei panni degli altri, ma non è sempre facile. E invece tu lo fai sempre. L’altro. Il prossimo. Il tuo prossimo. Capirlo e trovare la giusta via per difenderlo, per assisterlo. Perché non si senta solo. No, tu ci sei e aiuti, anche solo con una buona parola. Perché dietro quello scorza burbera che ogni tanto viene fuori, tu sei un buono, sei quello che comprende la debolezza dell’animo umano.
E sai perdonare. Perché hai dentro la bontà, la consapevolezza che tutti fanno errori. Ma che se non dai una mano, un aiuto, l’errore diventa una cosa terribile. E tu di mani nei hai date a tanti. Tantissimi.
A me...non ti dico.
Sei amico, fratello, papà. Tutto. Sei il mio maestro di vita e di professione. Sei tu che mi hai insegnato tutto. A fare l’avvocato, ma ancora prima a essere uomo, a saper guardare l’altro, a capirlo e aiutarlo. Senza tante storie. Si fa, Paolo, perché è giusto così.
Ci siamo incontrati che io ero un ragazzino di 13 anni e tu neanche ventenne, tutti e due di Sant’Agabio. Venivi nel mio cortile a trovare il tuo amico Valerio Chiesa con il tuo cane boxer. Noi giocavamo a pallone con il Valerio e tu, un po’ di malavoglia perché non ti piaceva tanto, davi due calci alla palla.
Poi 44 anni fa sono entrato nel tuo studio, mi ha aperto la porta Marinella, una tua segretaria storica, e da allora non ci siamo più lasciati.
Non voglio lasciarti neppure adesso.
E allora ti dico stammi sempre vicino come lo sei stato in tutti questi anni e stai sempre vicino a tutti noi, Gianni.

Letto 250 volte

Lascia i tuoi commenti

Posta commento come visitatore

0
I tuoi commenti sono soggetti a moderazione da parte degli amministratori.
termini e condizioni.
  • Nessun commento trovato
   
© Raffaele Previato