Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Venerdì, 01 Ottobre 2004 00:00

le presenze invisibili (o quasi)

Scritto da p.Domenico Cremona
Vota questo articolo
(0 Voti)
Misi piede ad Agognate pochi giorni prima di iniziare il pre-noviziato nell'Ordine domenicano.
Tempo prima un caro amico, Mattia, mi aveva fatto conoscere i frati predicatori (mi impressionò quel titolo!) invitandomi a partecipare ad un fine settimana vocazionale in un convento vicino a Torino. La visione di un edificio imponente come un convento con più di 700 anni di storia mi lasciò disorientato e quel titolo "frati predicatori" pressava ancora di più sulla mia giovane sensibilità! Quando vidi la biblioteca conventuale ebbi l'incubo che tutti quei libri mi cascassero improvvisamente addosso, seppellendomi con la mia ignoranza. E vedendo in refettorio una ventina di frati in abito bianco (colore insolito per chi credeva che il colore da abbinare a un frate fosse il marrone francescano), tutto quel candore, illuminò, per contrasto, la mia umana fragilità. Un'esperienza interessante, una realtà affascinante. Ma troppo opposte alla mia esperienza e distanti dalla mia realtà: la mia umana fragilità, la mia ignoranza, la mia giovane sensibilità erano un fardello pesante da trascinare tra gli spessi muri di quel convento...
Poi conobbi anche i frati predicatori da poco a Novara. Un appartamento microscopico rispetto al convento visitato; molti libri, sì, ma meno minacciosi; due frati "in borghese", senza l'immacolatezza dell'abito bianco, con nomi per me strani: Ennio e Giuspìn. Un terzo, con un nome più comune, Raffaele, faceva la spola tra Novara e Vercelli. Fu un'esperienza molto differente rispetto a quella precedente. Qui la mia umana fragilità, la mia ignoranza, la mia giovane sensibilità non mi opprimevano e si proponevano come elemento di confronto e non di contrasto. Quel confronto umano, prima ancora che religioso, mi permise di acquistare coraggio e sicurezza, fino al punto di maturare la decisione di iniziare il cammino per diventare anch'io frate predicatore.
Nel frattempo altri uomini e donne iniziarono a frequentare quei frati predicatori di Novara, rendendo necessario uno spazio più ampio dove ritrovarsi (soprattutto il fine settimana). Così, mentre mettevo in valigia ignoranza, sensibilità e fragilità e mi preparavo a partire e iniziare il pre-noviziato, cominciava la metamorfosi di Agognate: quel luogo fatiscente ricominciava a pulsare, a prendere vita, infondendovi il desiderio comune di trasformarlo in un luogo di incontro e di condivisione della fede...

Oggi molte cose sono cambiate: Agognate è ormai strutturato (nei pregi e nei difetti); io sono ormai strutturato (nei pregi e nei difetti). Non so cosa sia rimasto dell'idea iniziale: le motivazioni di fondo che avevano spinto uomini e donne, laici e frati, alla decisione di investire le proprie risorse e le proprie energie nella restaurazione di Agognate forse non coincidono più con l'impostazione attuale; anche le motivazioni che mi hanno spinto a entrare a fare parte dell'Ordine dei Predicatori non sono più le stesse che alimentano oggi la mia vocazione religiosa. Ciò non significa un tradimento dei valori iniziali, significa semplicemente che anche qui, come in tutto il mondo, le persone subiscono gli effetti e le conseguenze del tempo che scorre. Del resto, le cose nella vita possono andare in pochi modi: migliorare, peggiorare, rimanere stabili (iniziare, finire).

Cari lettori e lettrici, non so dirvi oggi in che direzione sta andando questa piccola Zattera. E non so dirvi che ne sarà di questo naufrago che vi sta scrivendo. Non so stabilire un'equazione tra il passato e il presente, non so valutare se oggi è meglio o peggio di ieri...
In questa società dell'immagine, del visibile, la realtà di Agognate è una nota stonata, è una realtà quasi nascosta e chi ci vive non gode di sufficiente visibilità (e per alcuni siamo visibili in quanto realtà discutibile!): Agognate non è una comunità di successo, non attira le masse, i pellegrinaggi, i meeting, siamo una presenza invisibile (o quasi) e così deve essere. Il nascondimento di Dio è il suo modo più efficace per rivelarsi a noi; scoprire e riconoscere la presenza di Dio nelle realtà dove Dio si annienta (la croce) è l'esperienza autentica del cristianesimo (ben diversa da apparizioni, visioni, e miracoli vari). Credo sia questa la sfida che oggi dobbiamo raccogliere perché è quella di sempre: la consapevolezza di essere presenze invisibili animò quei due frati dai nomi strani che 20 fa si stabilirono a Novara; è la consapevolezza del niente che ha fatto nascere la comunità e la fraternità di Agognate; è la consapevolezza di ciò che misi in valigia quando partii per il pre-noviziato; ed è ancora questa consapevolezza che oggi mantiene a galla la Zattera.

La presenza, anche se invisibile, è pur sempre una presenza.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op