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Domenica, 22 Febbraio 2015 20:57

Donna, perché piangi? In evidenza

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il gruppo novarese del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche)

la Chiesa Evangelica Metodista di Novara

l’associazione “Liberazione e speranza-Onlus”  di Novara

la parrocchia di San Francesco alla Rizzottaglia di Novara

 

INVITANO

 ad un

INCONTRO

 

con la teologa femminista Elizabeth Green

che ci offrirà una riflessione teologico-etico-spirituale sul tema

 

 

Donna, perché piangi? (Gv 20,13)

 

Cristianesimo, chiese e violenza

 

contro le donne

 

Giovedì 5 marzo ore 20,45

presso la Chiesa Evangelica Metodista di Novara

Via delle Mondariso 6 Novara (cittadella del’Artigianato)

 


Elizabeth E. Green, inglese di nascita e italiana d’adozione, membro dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, è pastora della Chiesa Evangelica Battista di Grosseto. Esperta di teologia femminista, è stata guest professor presso la Facoltà Battista di Ruschlikon (Svizzera), la Facoltà Valdese di teologia di Roma e l’Università di Otago (Nuova Zelanda). Ha conseguito il dottorato in teologia presso l’Università Pontificia di Salamanca. Socia ordinaria del Coordinamento Teologhe Italiane (C.T.I.). Già vice-presidente dell’Associazione Europea delle Donne per la Ricerca Teologica. Autrice di numerose ed apprezzate opere pubblicate dalla Editrice Claudiana di Torino: Lacrime amare. Cristianesimo e violenza contro le donne (2000); Il Dio sconfinato. Teologia per donne e uomini (2007); Dal silenzio alla parola. Storie di donne nella Bibbia (2007); Il vangelo secondo Paolo. Spunti per una lettura al femminile (2009); Il filo tradito. Vent’anni di teologia femminista (2011).

 

Dieci buoni motivi per partecipare all’incontro con Elizabeth Green

1.  Perché una voce comune di tutti i cristiani sul tema della violenza contro le donne non  solo ha un maggior peso a livello sociale, ma può delineare un metodo ecumenico per affrontare insieme questioni specifiche (Dal progetto della Federazione Chiese Evangeliche in Italia  - FCEI - per contrastare la violenza contro le donne).

2. Perchè la violenza di genere non è un fatto soggettivo ma è una questione che attraversa trasversalmente l’intera società, chiese comprese (Dal progetto della Federazione Chiese Evangeliche in Italia  - FCEI - per contrastare la violenza contro le donne).

3.  Perché, per contrastare la violenza di genere, bisogna partire dai saperi e dall’esperienza delle donne, ma soprattutto bisogna che gli uomini inizino a sentire come proprio questo problema e ad interrogarsi su se stessi e sulla qualità delle loro relazioni con le donne (Dal progetto della Federazione Chiese Evangeliche in Italia – FCEI - per contrastare la violenza contro le donne).

4.  Perché è necessario prendere le distanze da una visione patriarcale della società e della teologia che penalizza le donne e sollecitare le chiese ad affrontare e a discutere il tema della violenza nei loro confronti, promuovendo e sostenendo iniziative di sensibilizzazione (Dalle decisione del Sinodo 2014 della Chiesa Evangelica Valdese-Unione delle Chiese metodiste e valdesi).

5.  Perché la parrocchia, in quanto casa della prossimità, deve diventare spazio di accoglienza per chi soffre delle malattie tipiche della nostra società del mercato e dei consumi, tra le quali vi è il fenomeno della violenza sulle donne (Dalla lettera pastorale del vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla  “Come sogni la Chiesa di domani ?”)

6.  Perché, tra le debolezze delle culture popolari di popolazioni cattoliche che “devono ancora essere sanate dal Vangelo”, vi è anche la “violenza domestica” unitamente al “maschilismo” (Dall’Esortazione Apostolica di papa Francesco “Evangelii Gaudium” n° 69).

7. Perché è necessario interrogarsi sulla lunga, umiliante e spesso sotterranea storia di soprusi perpetrati nei confronti delle donne nel campo della sessualità (Dalla “lettera alle donne” di Giovanni Paolo II - 29 giugno 1995)

8.  Perché è doveroso prendere atto delle forme di acquiescenza all’umiliazione e all’emarginazione delle donne di cui anche i cristiani nel corso della storia si sono resi colpevoli (Dalla preghiera universale della “giornata del perdono” del 12 marzo 2000 voluta da Giovanni Paolo II).

9. Perché la dignità della donna ha ancora bisogno di essere difesa e promossa, dal momento che in molti contesti l’essere donna è oggetto di discriminazione e crescenti sono i fenomeni di violenza di cui le donne sono vittime, talvolta purtroppo anche all’interno delle famiglie (Dall’ Instrumentum laboris Sinodo sulla famiglia, n° 8).

10. Perché a volte gli uomini sono troppo maschilisti, e non lasciamo spazio alla donna, che sa vedere le cose con occhi diversi e sa fare domande che gli uomini non riescono a capire (Dal discorso ai giovani di papa Francesco, Manila 19 gennaio 2015).

Letto 1612 volte Ultima modifica il Domenica, 22 Febbraio 2015 21:33
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