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Martedì, 01 Giugno 2004 00:00

un bimbo fantasia

Scritto da Pier Paolo Boldon Zanetti
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Penso spesso a me, alla mia storia, e ne traggo pensieri, poesie. Immagini.
Voglio ora scrivere un racconto che sia giudice di me stesso
Mi giungono voci lontane, vi invito ad ascoltarle.

Un bimbo, fantasia, un giorno per motivi ignoti
dovette sedersi
gli dissero per molto tempo.
Fantasia volle sapere il perché
gli risposero che, a volte, un dio minore
guarda giù dal cielo e sceglie...
il bimbo lavora. Fatica,
prova ad alzarsi guidato da un angelo,
si alza, si siede
si rialza, si risiede.
Il gioco, quello era ovunque
il riso, quello non mancava sulla sua bocca.
Lo sforzo. Quello era troppo
la sofferenza, quella, dentro, insopportabile.
Così, un giorno, fantasia rese realtà il suo nome
e tutto divenne fiaba...Tarallo naturalmente!
Il tempo. Quello non fu clemente e dettò sentenza,
fu giudice retto e incorruttibile.
Oggi quel bambino cammina, corre, viaggia, vola.
Ha trovato nella sua mente la pillola per i suoi mali.
Fantasia si è salvato con se stesso:
niente ormai potrà fargli male!

Mi è stato donato di recente Flash di vita e Volo senza ali, un libro scritto da Diego Gibbin,  che ho conosciuto in occasione di una serata dedicata alla presentazione di suoi testi poetici, che ero stato chiamato a leggere. Quei testi sono ora pubblicati nel volume citato.
Diego è nato a Novara nel 1969; a pochi mesi di vita ha contratto la pertosse, che ha avuto per lui una conseguenza terribile, la tetraparesi spastica. Dopo le scuole elementari e le medie ha frequentato l'Istituto Magistrale di Novara, in cui insegno, dal quale Diego  era uscito prima che io vi arrivassi. Come scrive, ha saputo far fronte alla sua malattia con la fantasia. Tarallo è il nome che ha dato alla sua sedia a rotelle.
Diego ci invita ad ascoltare le voci lontane che gli giungono. Si coglie, nella sofferenza, a volte insopportabile e nella solitudine, albatro impazzito, che lo difende da folle gioiose, l'amore per la vita: Tra le mille bufere del mio disordine mentale/posso solo scrivere: vita ti amo. L'amore per la natura Ho desiderio di fili d'erba/ che avvolgano il mio corpo/ come coperta amorosa; per il nostro essere uomini, come traspare dalle belle immagini di Monti: Guardo sempre voi/ docili e maestosi cari giganti/ammiro voi possenti, immobili e potenti..../Voi che non cedete di fronte alla natura/che vi spezza, ma non vi piega./Ma il soffio della vita,/quello che fa sospirare e fremere,/ vibrare e amare,/ quello non l'avete....

Grazie a Diego, perché ci è maestro, lui che non ha potuto esercitare la professione di maestro.

Diego Gibbin, Flash di vita e Volo senza ali, Nuova Tipografia San Gaudenzio S.p.A.,  Novara 2004, pagg. 119
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