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Martedì, 01 Dicembre 2009 00:00

Black Christmas

Scritto da p.Domenico Cremona
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Quest’anno sulla Terra ci sono 76 milioni di persone in più.
La cifra, ovviamente, è il risultato della differenza tra quanti nascono e quanti muoiono. Secondo i dati ISTAT in Italia nel 2008 sono nati 576.659 bambini (12.726 nati in più rispetto all’anno precedente) e sono morte 585.126 persone (14.325 in più rispetto all’anno precedente). Pertanto il saldo naturale, dato dalla differenza tra nati e morti, è negativo e pari a -8.467. Le previsioni del 2009 indicano una diminuzione delle nascite e un incremento del risultato negativo rispetto al 2008. Quindi, se gli abitanti del mondo devono restringesi per far posto a 76 milioni di nuovi abitanti, in Italia stiamo più larghi. Eppure c’è una mentalità fobica insita negli italiani e inculcata da politici allucinati (e leggi allucinanti) che porta a credere ad un’invasione di stranieri nel nostro paese. Ma dando ancora uno sguardo ai dati, gli immigrati in Italia hanno superato i 4 milioni, il 6,3% della popolazione (fonte: “Rapporto immigrazione 2009” Caritas). Un dato allarmante? No. Un dato relativo. Infatti se consideriamo gli italiani emigrati e residenti all’estero, scopriamo che ad aprile 2009 sono esattamente 3.915.767 (fonte: “Rapporto italiani nel mondo 2009” Fondazione Migrantes CEI).
Pari e patta! L’invasione è compensata dall’evasione.
A ciò va aggiunto un secondo elemento qualificativo: la cifra riportata dalla Caritas di questi stranieri (“extra comunitari” esprime solo parzialmente la realtà migratoria in Italia in quanto il flusso principale proviene dall’est Europa tra cui i “comunitari” romeni) si riferisce a stranieri regolari. Non c’è quindi nessuna invasione, e la clandestinità è marginale. Se oggi però si sente solo parlare di clandestini e di caccia allo straniero è perché c’è una volontà razzista che trova ampio consenso nei devoti cattolici italiani. Sì, bigotti e bigotte di tutta Italia pronti ad attivarsi in difesa del presepe e dei crocifissi in nome delle tradizioni cristiane, ma impassibili, se non accondiscendenti, di fronte al dilagante razzismo; il tutto in nome delle tradizioni cristiane. Partendo dal reato di immigrazione clandestina (legge 15 luglio 2009, n. 94) si è aperta la caccia (e la cacciata) dello straniero. Il caso più eclatante è quello di Coccaglio, paese del bresciano, dove la Giunta Comunale si è inventata l’operazione “WHITE CHRISTMAS” (da qui, per contrapposizione, il titolo di questo articolo): due mesi di controlli a tappeto nelle abitazioni degli extracomunitari con permesso di soggiorno scaduto o in scadenza. L’operazione, partita lo scorso 25 ottobre, dura sessanta giorni e si concluderà proprio il giorno di Natale. Una festa che l’assessore alla Sicurezza Claudio Abiendi definisce “della tradizione cristiana, della nostra identità, non la festa dell’accoglienza”. Una vera e propri dimostrazione di intelligenza e di cultura religiosa da parte di questo assessore alla sicurezza! (sicurezza? Un assessorato del genere in un paese di 7000 abitanti?). Il sindaco, altra mente illuminata, ha risposto alle tante e-mail di disapprovazione che hanno - queste sì - invaso il suo computer spiegando, come al solito, che c’è stata una manipolazione della stampa e che l’intento era quello di avere informazioni sugli stranieri per organizzare in futuro dei corsi di lingua italiana (io propenderei per il dialetto bresciano!), concludendo la sua risposta con questa rivelatrice affermazione: “L’Amministrazione di Coccaglio, dove non ci sono problemi di integrazione e criminalità, non è affatto razzista”. Già, solo dove non ci sono problemi di integrazione e di criminalità non si è razzisti, in tutti gli altri casi invece... (la lettera del sindaco l’ho conservata nelle mie e-mail ricevute, a chi fosse interessato posso mandarne copia).
Spesso la realtà è confusa o viene volutamente alterata, così tra presidenti sporcaccioni, ministri fannulloni, assessori ignorantoni, le trovate come quella di Coccaglio diventano per alcuni elemento volgare per sottrarsi alla responsabilità. Ma Coccaglio non è una mosca bianca: quest’anno l’Ambrogino d’oro il Comune di Milano lo assegnerà al “Nucleo di tutela trasporto pubblico” cioè a quei vigili che fino a un mese fa rinchiudevano i presunti clandestini sui “bus della vergogna”, con grate ai vetri, in attesa dell’identificazione: gli immigrati scoperti senza biglietto, venivano rinchiusi per ore su mezzi blindati ed esposti alla curiosità dei passanti come animali da zoo. Ovviamente questo non è razzismo, è solo buona volontà e impegno per garantire la sicurezza ai cittadini milanesi. E che dire del Comune di San Martino all’Argine, nel mantovano, dove potete trovare affisso ovunque un avviso municipale che dice: “chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività al sindaco, all’ufficio di polizia municipale o all’ufficio anagrafe del Comune per i necessari atti conseguenti”. Così i 1857 abitanti sono tutelati dalle invasioni di clandestini e hanno l’occasione di dimostrare al mondo il loro senso civico. A Varallo Sesia (Vc) invece potete trovare questo cartello di divieto:


I casi sono molteplici. Anche le scuole devono fornire la lista di studenti stranieri o figli di stranieri. Senza contare i ripetuti episodi di violenza fisica inflitta.
Quando non si garantisco i diritti fondamentali alle persone, e si pretendono solo dei doveri, prima o poi l’anomalia trova sfogo. E il segnale d’allarme viene da coloro che non resistono alla pressione subita.
Ma il Natale non dovrebbe essere l’occasione per allentare la pressione?
La festa del Natale non è un simbolo confinato in statuine del presepio ma è immagine di ciò che prende vita, si incarna. A natale mi verrà nuovamente proposto di abbracciare e baciare una statuetta che rappresenta un uomo appena nato; il venerdì santo, di baciare un’altra statuetta che rappresenta un uomo appena morto. Ma in mezzo c’è tutta vita da abbracciare a da baciare: c’è l’uomo vivente, l’uomo che cresce, fa esperienza, impara, soffre e gioisce. È il contatto e la relazione umana che caratterizza ciò che il Natale deve esprimere. Statuine e plastici crocifissi sono la scelta più innocua e banale di chi afferma le proprie radici cristiane per convenienza. Baciare un gesùbambino di gesso roseo non scomoda nessuno, così come promuovere l’effige di un gesùcrocifisso (da rinchiodare al un muro di un’aula scolastica) è misura di una strumentalizzazione della religione cristiana.
Natale non è celebrare qualcosa, non è rispettare una tradizione, non è adorare le statuine del presepio. Natale è l’umano che incontra l’umano in un mistero divino. Possibile che nel cuore dei cristiani il significato del natale si sia deformato nel disumano che si scontra con il disumano in un dramma diabolico?

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