Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Martedì, 01 Dicembre 2009 00:00

E viene Natale

Scritto da Lucia Iorio
Vota questo articolo
(0 Voti)

E viene Natale
E noi, uomini e donne normali, faremo come sempre del nostro meglio, a seconda delle nostre possibilità o convinzioni.
La vacanza, la festa, i regali, un po’ di beneficenza (ci ricordiamo certo di chi sta peggio di noi), le celebrazioni religiose.
Natale passa… e la storia resta, con le sue incongruenze, le sue conflittualità sempre più elevate. (Laing, già nel 1967 scriveva che: “Gli uomini normali hanno assassinato 100 milioni circa dei loro simili uomini normali negli ultimi 50 anni”) (1)
Il Salvatore del mondo, l’Emmanuele: il Dio con noi non sembra sortire gli effetti desiderati né dentro né fuori le mura delle chiese.
Allora, almeno un onesto interrogarci su quello che consideriamo “normale” occorre farlo. Quest’anno come SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) abbiamo deciso di affrontare il tema della violenza e di quale parola possa esserci di non violenza. Al primo incontro, molto interessante e difficile da sintetizzare, tra gli interventi che sono seguiti qualcuno si è chiesto come facessero tutti quelli che lavoravano intorno ai campi di concentramento (pare fossero molti) a tornare poi a casa e fare una vita normale. Un altro, in tono un po’ polemico ha chiesto come facciamo noi ad aprire la lattina della pommarola e a farci la pastasciutta? Non lo sappiamo o non lo vogliamo sapere che sono prodotti da lavoratori ridotti in schiavitù?
Ho taciuto, ma ripensandoci, mi sono detta che se uno di quei lavoratori, magari sbattuto fuori (parlare di licenziamento mi pare inappropriato) perché continuava a svenire per il caldo sotto le serre, entra in casa nostra prende il piatto di pasta e ce lo rovescia in testa non gli diamo certo ragione. Come minimo lo tacciamo di essere un retrogrado; se proprio aveva fame, poteva chiederlo con garbo e, diamine, con tutta la pasta che non mangiamo per mantenere la linea per lui un piatto ci sarebbe stato!
Un altro interrogativo che mi pare necessario, soprattutto in quanto donne, è l’utilizzo del potere seduttivo; va bene che durante i secoli ha cambiato il corso della storia, ma un giusto discernimento sul suo indirizzo…
Una volta la saggezza popolare diceva: “Al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”; falsità? giusto senso di conservazione?  
Oggi non abbiamo nessun pudore a far sapere a tutti quanto è buono il formaggio con le pere (di ben altra natura!) poi, se il solito essere retrogrado mette in atto i suoi istinti, in modo non appropriato, gridiamo allo scandalo. Se all’estero non brilliamo per il governo, pare che neanche la nostra reputazione femminile sia molto elevata.
Sono solo alcune riflessioni, quello che  vorrei è dirvi buon Natale e far sì che non sia sprecato!
“Vi è chi dall’alto guardò in basso, vide solo una aiuola che rende feroci i propri abitatori. Anche Dio è tuttora costretto ad avere questo sguardo; ma se al centro dell’aiuola fiorisce una mangiatoia e dentro ad essa è posto un bambino, allora non è  morta in noi la speranza che la parola ultima sia riservata alla pace e non alla ferocia”. (2)

(1)  R. D. Laing, La Politica dell’Esperienza, Universale economica Feltrinelli, 1968.
(2) da:  P. Stefani, in pierostefani.myblog.it, La gloria e la pace  (21-12-2008).

Letto 817 volte
Altro in questa categoria: « A pane ed acqua Imparare a nuotare »

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op