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Martedì, 01 Giugno 2010 00:00

L'acqua è uguale per tutti

Scritto da p.Domenico Cremona
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L’acqua è uguale per tutti
ma non tutti hanno diritto all’acqua
L’acqua è un bene per tutti
ma è dovere di ognuno gestirla al meglio
L’acqua è vitale per tutti
ma sta diventando una proprietà di pochi
Da alcuni mesi le Poste Italiane hanno quintuplicato le spese in abbonamento postale (la spedizione di questo numero ci costerà 5 volte più di prima). La ragione di questo rincaro è dovuta ai tagli dei contributi statali a questo tipo di spedizione. La causa non riside solo nella crisi economica e nello Stato che non ha più soldi e cerca in tutti i modi di far cassa (blocco pensioni, blocco stipendi statali, nuove tasse, tagli alla scuola, alla sanità, tagli, tagli, tagli, tasse, tasse, tasse); dietro questa decisione politica c’è un processo di privatizzazione dei beni dello Stato a vantaggio dei pochi che approfitteranno delle condizioni favorevoli di svendita di quei beni. Nel 2011 le Poste Italiane potranno essere interamente privatizzate, senza più l’obbligo della partecipazione statale; pertanto è inutile che lo Stato continui a sborsare soldi per un servizio che da pubblico diventerà privato (e poi se si penalizza il circuito di distribuzione/spedizione della carta stampata si riduce il rischio che la gente possa pensare diversamente da quanto ci impone la TV). È il processo inevitabile della vecchia nobildonna caduta in disgrazia che per sopravvivere è costretta a vendere, poco alla volta, l’argenteria, i quadri, i mobili di casa. Chi sta nel giro di questa svendita fa affari d’oro. E perché i pochi privati ne traggano il maggior vantaggio, le vie illegali sono d’uopo: appalti, agevolazioni, pagamenti in nero...
Tutto ciò che è dello Stato viene privatizzato, è la legge del libero mercato: trasporti e vie di comunicazione, sanità, istruzione, servizi. Persino le spiagge e i lidi del demanio verranno privatizzati. E tra i beni del demanio ci sono ovviamente i laghi, i fiumi, gli acquedotti. Privatizzazione dell’acqua? Certo che no, è la risposta dei nostri saggi e disinteressati politici: «l’acqua è un bene comune e non è possibile privatizzarlo». È vero, infatti, tecnicamente non è l’acqua ad essere privatizzata ma la gestione e la distribuzione dell’acqua. Tecnicamente.
La crisi idrica investe tutto il pianeta, in una forma sempre più grave e, invece di cercare soluzioni, si elaborano speculazioni (le crisi, economiche, energetice, idriche, alimentari, sono sempre una buona occasione di speculazione: c’è la crisi edilizia? bene! mi posso comprare un appartamento con pochi spiccioli!). Per gli speculatori questa è la vera soluzione: la scarsità idrica è una crisi derivante dall’assenza di commercio dell’acqua; se si gestiscono le risorse idriche attraveso il libero mercato, con prezzi elevati, la gente imparerà presto che l’acqua è un bene prezioso e non va sprecato: al crescere smisurato del prezzo di una merce, si tende a ridurrne il consumo. Quindi la privatizzazione dell’acqua è necessaria per una migliore gestione. E perché l’Italia dovrebbe andare in controtendenza e opporsi alle leggi del libero mercato? Detto fatto (quando c’è un Governo efficiente, le leggi si fanno e si approvano in poche ore!): giovedì 19 novembre 2009 con l’approvazione dell’art. 15 del decreto 135/09 (Decreto Ronchi) il Governo ha sottratto l’acqua potabile ai cittadini per consegnarla, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati. I prezzi per l’uso domestico in alcune città italiane è già raddoppiato e i rincari continueranno a crescere. Anche il costo dell’acqua per uso industriale e agricolo è in impennata e, ovviamente, è un aumento di prezzo che si ripercuoterà e pagheranno i consumatori.
L’ACQUA NON È UNA RISORSA RINNOVABILE!...
Oggi sulla Terra c’è la stessa quantità d’acqua di tre milioni d’anni fa.
La quantità di acqua presente sul nostro pianeta è quella che è, non possiamo aggiungerne o toglierne, è come se fosse un circuito chiuso.
- Il volume totale d’acqua sulla terra è di 1.4 miliardi di Km3;
- Il volume delle risorse d’acqua dolce è di 35 milioni di Km3, o il 2,5% del totale;
- Di queste risorse d’acqua dolce 24 milioni di Km3 o il 68,9% è sotto forma di ghiaccio e di neve permanente in regioni di montagna, nelle regioni dell’Antartico e dell’Artico;
- 8 milioni di Km3 o il 30% è situato sottoterra. Questo costituisce circa il 97% di tutta l’acqua dolce che potenzialmente può essere utilizzata dagli uomini;
- L’acqua dolce contenuta nei fiumi e nei laghi è di 105.000 Km3 o lo 0,3% del totale dell’acqua dolce mondiale;
- Il totale dell’acqua dolce disponibile per gli ecosistemi e per gli uomini è di 200.000 Km3 d’acqua, che è l’1% di tutte le risorse d’acqua dolce e solo lo 0,01% di tutta l’acqua della terra.

La differenza tra ieri ed oggi è che oggi la domanda d’acqua dolce è aumentata e continuerà ad aumentare.
- 1,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile;
- 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base;
- 5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate all’acqua;
-1,8 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza d’acqua potabile (4.900 bambini al giorno, in 8 mesi tutti i bambini d’Italia);
- un bambino nato in un paese industrializzato consuma acqua da 30 a 50 volte più di un bambino di un paese povero;
- In Italia si perdono dalle condutture 104 litri d’acqua per abitante al giorno, pari al 27% dell’acqua prelevata;
- 1/3 degli italiani non ha un accesso regolare e sufficiente di acqua potabile;
- ogni italiano consuma in media 213 litri di acqua al giorno: 39% per bagno e doccia, 20% per sanitari, 12% per bucato, 10% per stoviglie, 6% per cucina, 6% per giardino e lavaggi auto, 1% per bere e 6% per altri usi.

... L’ACQUA È UNA RISORSA RICICLABILE!
L’acqua può essere riciclata un numero infinito di volte. È possibile utilizzarla nuovamente a volte nel giro di una settimana in altri casi dopo anni: dipende da come, e quanto è inquinata.
Per mantenere l’acqua sicura e salubre, è indispensabile una corretta gestione di tutta la filiera dell’acqua attraverso la sua protezione e salvaguardia in tutte le fasi del ciclo. Più inquino l’acqua e le falde acquifere e più saranno lunghi i tempi affinché ritorni ad essere utilizzabile dall’uomo.
Ma se la quantità di acqua è sempre la stessa come mai oggi si parla di crisi idrica?
In parte la crisi idrica è causata dai cambiamenti climatici creando aree di siccità e aree di frequenti alluvioni ed inondazioni. In parte la causa è dell’uomo che modifica i processi naturali: deforestazioni, dighe, corsi e letti dei fiumi modificati.
Attraverso queste modifiche ed attraverso il processo di privatizzazione il controllo e la distribuzione dell’acqua graverà sempre più sui consumatori: prendete come esempio la Sicilia, una delle regioni italiane più ricche di acqua dolce; ma anche una regione dove il controllo da parte di privati (mafiosi) da molti anni causa una distribuzione mirata. Con il Decreto Ronchi, l’appropriazione indebita della gestione dell’acqua viene così legalizzata.

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