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Venerdì, 01 Ottobre 2010 00:00

Un Ordine a 360°

Scritto da Irene Larcan
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C’è un passo del Dialogo della Divina Provvidenza in cui Caterina da Siena, laica domenicana, patrona d’Italia e d’Europa, Dottore della Chiesa, presenta, attraverso il Dialogo con Dio Padre, l’Ordine dei Predicatori, fondato da san Domenico, come una navicella dove “perfetti e non perfetti, tutti stanno bene. Egli (Domenico) si accostò alla mia Verità, mostrando di non volere la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Essa è tutta larga, tutta gioconda, tutta odorosa: è un giardino dilettosissimo in sé”. (Dialogo cap. 158)
All’immagine della navicella, si aggiunge, in questa ripresa delle attività delle fraternite, quella dell’albero, che affonda le proprie radici nel terreno del Vangelo, che innesta i suoi rami sul tronco di Domenico: un’immagine suggestiva, dinamica, che dice della continua crescita e trasformazione di un organismo vivente e vitale.
È così che fra David Michael Kammler, promotore generale del laicato domenicano, in visita alle fraternite della Provincia San Domenico in Italia, ci ha presentato l’Ordine, un organismo vivo, vitale, in continua trasformazione, dove anche i rami e le foglie secche contribuiscono a creare humus necessario alla crescita dell’albero.
Organizzare la sua visita ed i suoi spostamenti non è stato facile, vista la vastità del territorio della Provincia. Delle 41 fraternite presenti in Provincia, ne ha incontrate 25, con un generoso impegno di itineranza e di lavoro, promettendo di tornare per incontrare le altre. Realtà  a volte piccole, che mostrano tutta la fragilità umana, ma che assicurano la presenza domenicana in luoghi in cui un tempo erano numerosi i conventi ed i frati.
Fra David ci ha informati sulla presenza e le attività dei laici domenicani in tutto il mondo, invitandoci a mantenere aperti il cuore e la fraternita all’accoglienza di tutti. Domenico ha fondato una comunità apostolica, comprensiva di tante realtà, per predicare il Vangelo. E noi siamo gli apostoli e le apostole dei nostri giorni, predicatori e predicatrici che hanno non un pulpito nelle celebrazioni liturgiche, ma migliaia di pulpiti secolari, la famiglia, il lavoro, le relazioni con il mondo, da cui annunciare la Buona Novella, sia con la parola sia, soprattutto, con la vita.
Attraverso le immagini proiettate ci ha presentato un ventaglio di esperienze di predicazione che testimoniano come è possibile per i laici vivere i pilastri della vita domenicana: la preghiera, lo studio, la vita comune, la predicazione. Gruppi dove la preghiera scandisce i tempi della giornata, dove lo studio e la formazione diventano strumento indispensabile per rispondere alle tante sfide delle realtà sempre più lontane dalla fede, dove la predicazione della Verità che è Gesù Cristo può essere fatta attraverso i media moderni e come progetto comune di frati, monache, suore e laici.
Di tutte le foto che illustrano la vita delle fraternite nel mondo, quella che colpisce maggiormente è scattata in un penitenziario degli Stati Uniti, dove dopo la conversione un gruppo di ergastolani ha dato vita ad una fraternita predicando che “Tutti i santi hanno un passato, tutti i peccatori hanno un futuro”. A nessuno di noi è preclusa la misericordia di Dio, che ha una solida base sulla consapevolezza del nostro peccato. E questa verità essi predicano dal pulpito specialissimo del carcere!
Fra David, nei suoi incontri, ha affermato che il promotore non è un direttore, né un ispettore, e tanto meno un inquisitore. È l’animatore della vita delle fraternite, e quindi dell’Ordine.
Ed io lo ringrazio per questo suo impegno: la sua visita lascia una visione dell’Ordine a 360° e il desiderio di essere testimoni del Vangelo in tanti modi nuovi e creativi!

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