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Giovedì, 01 Aprile 2004 04:00

Chi sono i cristiani

Scritto da p.Ennio
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Molti in Italia e nel mondo si professano cristiani, ossia asseriscono di avere la fede in Gesù di Nazaret. Mi domando: sono mentitori o non sanno ciò che dicono? Non voglio parlare, in questa lettera, dei primi i quali non meritano nessun'attenzione, ma riflettere su CHI DICE di avere la fede in Gesù Cristo.
Dire: "Io sono cristiano" è facilissimo, più facile ancora che dire: "Io sono Napoleone, Alì Babà, o Giulio Cesare". Se, infatti, si asserisce di avere la fede in Gesù, non avviene nulla di strano, almeno nel nostro mondo occidentale. Molti lo asseriscono e moltissimi credono che costoro hanno tutto il diritto di proclamarlo. Al contrario se si dice di essere Napoleone, Alì' Babà o Giulio Cesare, si hanno molte probabilità di finire in un ospedale psichiatrico.
La fede non è, come spesso si pensa, un semplice assenso della mente, ma è un modo di esistere e di vivere. Di conseguenza non può esser vissuta in modo autonomo, lontano dal vivere quotidiano. Non può essere esclusa dai confronti duri e drammatici che, più o meno, tutti viviamo. Quando la fede si esclude dalla vita di tutti i giorni, essa diventa alienazione. Ma andiamo con ordine.
 Si dicono cristiani coloro che credono in un Dio che si è fatto uomo; che è nato da Maria Vergine, è vissuto circa 2000 anni fa, ha parlato delle cose di Dio, ha fondato una Chiesa, è morto in croce ed il terzo giorno è risorto. Concetti questi che i credenti conoscono e che è bene chiarire ancora, usando il pensiero dell'Apostolo Paolo che spiega alla gente di Filippi chi è Gesù Cristo.
CRISTO GESU' PUR ESSENDO DI NATURA DIVINA
Ossia avendo Gesù scelto di vivere in mezzo agli uomini, non ha abbandonato la sua divinità. Rimane Dio e conserva in sé tutti gli attributi che a Dio appartengono: gloria, potenza, maestà ecc.
Attributi divini che Lui ha liberamente lasciati, per essere uomo tra gli altri uomini. Voglio dire che Gesù non ha voluto per sé considerazioni o raccomandazioni speciali, non si è lasciato qualche privilegio e non ha preteso di esser trattato diversamente dagli altri uomini. San Paolo esprime questo concetto così:
NON CONSIDERO' UN TESORO GELOSO LA SUA UGUAGLIANZA CON DIO, MA SPOGLIO' SE STESSO ASSUMENDO LA CONDIZIONE DI SERVO E DIVENENDO SIMILE AGLI UOMINI.
Ma il suo esser "simile" agli uomini significa che ha voluto toccare il fondo dell'umanità, vivendo poveramente e morendo come un malfattore.
APPARSO IN FORMA UMANA UMILIO' SE STESSO"¦FACENDOSI OBBEDIENTE FINO ALLA MORTE E ALLA MORTE DI CROCE.
A differenza di Adamo, che, nel paradiso terrestre, voleva diventare uguale a Dio, Gesù ha scelto di farsi servo, di mescolarsi con i più poveri ed i reietti dell'umanità. Egli ha donato tutto se stesso e condiviso le gioie e le sofferenze dell'uomo.
Ora, essere cristiani significa avere gli stessi sentimenti che Lui ebbe. Se Gesù amava i poveri, consolava gli afflitti, amava i nemici ecc, i cristiani, se davvero vogliono essere suoi discepoli, non possono comportarsi diversamente.
La quaresima è il tempo propizio per domandarci: "Io sono cristiano"? Ed è il tempo in cui ci viene data la possibilità, qualora la nostra risposta sia no, di convertirci, di cambiare rotta, di chiedere perdono e fare penitenza.
Propongo un breve esame di coscienza su una beatitudine che Gesù Cristo mette al primo posto per domandarci su una caratteristica tipica del cristiano che traggo dal discorso sulla montagna: BEATI I POVERI. Egli sostiene che: "E' più facile che un cammello entri nella cruna di un ago, che un ricco nel regno dei cieli". Penso che quando affermava ciò, non scherzava. Poi sottolinea che il suo Regno appartiene solo ai poveri. Allora chi sono i poveri?
 Povero è:
1)    Chiunque è privato della sua dignità di uomo
2)    Gli operai quando sono sfruttati, in nome del profitto personale di chi abusa del suo potere o della sua ricchezza.
3)    I contadini che non riescono a vivere zappando la terra.
4)    Gli emigranti segregati come "merce" di ultima scelta.
5)    I disoccupati, o coloro che lavorano senza aver nessuna garanzia per il futuro.
6) I lavoratori che hanno stipendi da fame.
7) I pensionati che hanno meno di 500 euro il mese.

8) Gli studenti, che non avendo le possibilità economiche, sono costretti a lasciare troppo presto la scuola.

9)    I drogati, vittime di se stessi e del sistema economico che sfruttando la loro debolezza e la connivenza d'interessi, vive sulla loro morte bio- psichica.
10)     Poveri sono anche coloro che, pur avendo un buon stipendio, non sanno desiderare altro che aumentarlo per sentirsi più degli altri.
Infine, poveri siamo noi, schiavi dell'egoismo, dell'individualismo, della violenza fisica e morale. Tanto poveri, che spesso non siamo capaci di metterci davanti al povero così come ci ha insegnato Gesù. Perciò:
- il cristiano non può uscire una sera, con la sua donna o la sua famiglia e spendere in poche ore quello che un povero spende in un anno.
- un cristiano, quando dà qualche euro ad un povero, non si deve illudere di fare la carità, ma deve sapere che sta soltanto facendo una elemosina.
- Un cristiano lotta perché la giustizia su questa terra si realizzi. Non pensa solo a se stesso, o alla sua famiglia, ma si sente partecipe del dolore, della fame, della malattia, del dramma che vivono milioni di altri uomini.
- Un cristiano sa che non si può vincere la miseria, fino a che la si continua a produrre socialmente nella normale vita di lavoro o di studio.
- Un cristiano sa che se il sistema politico continua a creare miseria, emarginazione e sfruttamento, DEVE opporsi con tutte le forze e gridare: "Non ti è lecito", come ha fatto il Battista.
- Un cristiano sa che non può nulla senza l'aiuto di Dio, perciò prega ancora di più, prende forza dalla Messa quotidiana, consuma la Corona del Rosario, si rimbocca le maniche e lotta con e per i fratelli, in modo che il Regno fondato da Gesù Cristo sia visibile.
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