Informativa

Su questo sito utilizziamo solo cookies tecnici. Navigandolo accetti. Clicca su Leggi Policy per ulteriori informazioni.

Ultimo Giornalino  

   

Accedi  

   
Venerdì, 01 Aprile 2011 00:00

Indignatevi

Scritto da p.Domenico Cremona
Vota questo articolo
(0 Voti)

Mentre scriviamo gli articoli dei questo numero del giornalino di Agognate, il mondo è sconvolto da fenomeni geo-fisici-e geo-politici gravi: terremoto e tsunami in Giappone, rivolte popolari in vari paesi del nord-Africa e del Medio Oriente, nuovi flussi migratori nel mar Mediterraneo. Niente di nuovo: terremoti, rivolte, migrazioni, guerre, divisioni territoriali ed etniche, sono eventi costitutivi della storia umana. In alcuni casi la causa è la natura in altri è l’essere umano che continua a considerarsi superiore alla natura, capace di dominarla e di sfruttarla come meglio crede; quando però viene colpito da fenomeni naturali devastanti, l’uomo è inerte, può solo fronteggiare le conseguenze. A volte poi ci sono fenomeni naturali devastanti dove la responsabilità è tutta dell’uomo: deforestazioni, incuria dei corsi d’acqua, canalizzazioni, edilizia selvaggia; sono il frutto dell’opera dell’uomo che, non rispettando la natura, crea le condizioni per disastri idrogeologici (in Italia piove tre giorni di fila e mezzo paese si allaga, frana, si impantana). Ci sono poi molti eventi sconvolgenti dove la natura non c’entra: le guerre, le rivolte, i flussi migratori. Sono questi, in ultima analisi, il risultato dell’essere umano contro la propria specie, spesso motivato da interessi economici e di potere. E dall’efferatezza di pochi nei confronti dei molti, tutto ciò che si impara è come essere più efficienti nelle guerre, contro i rivoltosi, contro gli immigranti; più efficienti nell’inquinare acqua, aria e terra, nello sfruttare ed esaurire le risorse naturali per lo smodato benessere di pochi. Perché questo homo sapiens non impara? Perché non vogliamo imparare dagli errori e dagli orrori? Perché continuano ad illuderci e ci lasciamo così facilmente illudere al punto tale da credere che sia una cosa buona dominare la natura e l’uomo che ne fa parte? Siamo così convinti di dominare l’atomo solo perché sappiamo farlo esplodere? Siamo così convinti di dominare l’acqua al punto da privatizzarla? Siamo così convinti di dominare il suolo incendiando foreste per far spazio a coltivazioni intensive OGM? E siamo così sicuri che l’essere umano nella condizione di oppressione non si ribelli prima o poi all’oppressore? Ci siamo lasciati svuotare e privare di discernimento, di senso critico, di etica, di cultura, di giustizia. Siamo incapaci di una veduta lunga, cioè di programmare il nostro futuro attraverso processi a lungo termine, anziché processi brevi e tamponando gli eventi e i problemi con palliativi e sedativi. Un esempio: in Piemonte qualche settimana fa tutte le città sono state invase da giganteschi manifesti dove il Presidente regionale promette per un anno l’esorbitante cifra di 250 € per ogni homo sapiens che nascerà: bonus bebè. Un paio di mesi di pannolini se il nuovo homo sapiens non è troppo piscione. E’ questo il modo di pianificare una politica a lungo termine per le famiglie e per le coppie che desiderano un figlio? Per me è solo ostentazione del fare, incapacità di programmare processi concreti di sviluppo e di sostegno. Nel 2011 la Regione Piemonte stima una spesa complessiva di 760000 € (fonte: www.regione.piemonte.it/sanita) ai quali vanno sommate le spese di tipografia per stampare migliaia di enormi manifesti pubblicizzanti così tanta magnanimità nei confronti di chi mette al mondo dei figli (pare anche che questo bonus bebè utilizzi soldi stornati all’assistenza ai disabili). Mi chiedo perché offrire un incentivo per un figlio (come se fosse un auto) anziché costruire qualche asilo nido (ovviamente la costruzione di asili nido è nel programma politico del Presidente Cota, come in tutti i programmi regionali e provinciali di destra e di sinistra).
L’homo sapiens non impara. Non progetta. E non evolve. Soprattutto i molti politici non evolvono perché noi, popolo, non vogliamo evolvere e non volendolo non possiamo chiedere a chi ci governa di evolversi.
Alcuni anni fa l’attuale Presidente del Consiglio dei ministri affermava, riguardo alle popolazioni arabe che sono una civiltà inferiore alla nostra; oggi invece abbiamo la certezza di poter dire il contrario: popoli (arabi) che si ribellano ai loro capi politici, persone disposte a sacrificarsi per liberare il popolo a cui appartengono, persone che non sopportano più il giogo dell’oppressione.
Noi no, noi italiani no. Noi civiltà superiore, ci accontentiamo di 250 euro di pannolini, ci accontentiamo dei processi brevi, di politiche palliative e dei festeggiamenti per l’unità d’Italia. Ancor peggio: assistiamo inermi, come di fronte ad uno tsunami, allo smantellamento dello Stato, al tentativo di secessione, alla morte della cultura, alla distruzione della pubblica istruzione e della pubblica sanità. Non ci importa se si sprecano 300 milioni di euro perché  per interessi politici (soprattutto sul legittimo impedimento), i referendum saranno scorporati dalle elezioni amministrative; non ci importa neanche dei referendum: non ci importa della privatizzazione dell’acqua, non ci importa se si faranno le centrali nucleari (per accontentare i mafiosi padroni del cemento) in un paese per l’80% a rischio sismico e geologico; non ci importa se spenderemo 15 miliardi (non milioni!) per comprare 131 aerei da guerra, non ci importa di chi chiede rifugio perché scappa dall’oppressione, non ci importa, non ci importa, non ci importa. Questo è l’homo sapiens italiano, questa è la civiltà superiore.
So che alcuni lettori troveranno di che accusarmi di essere contro questo governo di destra: no, cari lettori, è il lavaggio cervello al quale vi siete lasciati sottoporre dai mezzi di comunicazione e che impedisce di capire che non sto condannando le politiche di destra per assolvere quelle di sinistra, no: sto dicendo che c’è una impostazione politica strutturalmente obsoleta, dannosa, sbagliata, sia di destra che di sinistra; una modalità politica che vuole mantenere lo status quo dei meriti, dei privilegi e dei consensi. Mo basta co ‘sta destra e ‘sta sinistra! Basta con una coalizione politica in opposizione all’altra per farci credere chi è più bravo a governarci. E il terzo polo e i cinque stelle, e il frinire dei grilli e dei grillini. Mo basta! Ne ho abbastanza di quei politici che giocano a fare politica. Si può fare politica al bar, si può fare politica nei circoli, si può fare politica a tavola (abbiamo perso anche lo spirito del galateo!) si può fare politica in televisione, fanno politica certi preti, si fa politica su un umile giornalino come quello di Agognate; il problema non è: “se anche il prete fa politica...”, il problema non è far politica, ovunque si può e si deve fare politica. Tranne in Parlamento (e nelle sedi regionali, provinciali, comunali): abbiamo bisogno di politici che si occupino e si preoccupino di politica, anziché limitarsi a fare politica. Per me fare politica equivale al promuovere un bonus bebè; occuparsi e preoccuparsi di politica significa costruire un asilo per quel figlio che nascerà.
Insomma, in questa palude della nostra apatia si può solo rispondere con l’indignazione. Indignez-vous! E’ il titolo di un breve testo, di Stephane Hessel, diplomatico francese, ex partigiano, novantatreenne che ha conquistato con questo scritto migliaia di lettori, soprattutto giovani (in Francia ha venduto circa 700000 copie). Hessel affronta i mali della nostra epoca sia a livello nazionale – e leggendolo ci si accorge che se l’Italia piange, la Francia non ride – sia a livello globale, il vasto mondo dell’interdipendenza e, al di là di schieramenti politici e di divisioni ideologiche, lancia un grido di indignazione. L’autore si rivolge principalmente ai giovani con l’invito ad una insurrezione pacifica che nasce, osservando la realtà, dall’indignazione come opposizione all’indifferenza: “Comportandovi così - nell’indifferenza - perdete uno dei fondamenti dell’essere umano, uno dei più  indispensabili: la facoltà di indignarvi e impegnarvi che ne è la conseguenza”. L’indignazione che porta all’agire come forma di rivolta, di ribellione ma in una forma pacifica: “la violenza si ritorce contro la speranza. Bisogna preferire la speranza, la speranza della non violenza”. “Ci appelliamo sempre a una vera insurrezione pacifica contro i mezzi di comunicazione di massa che propongono come orizzonte per la nostra giovinezza il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione ad oltranza di tutti contro tutti”. (Stephan Hessel: Indignatevi! ADD editore).
Una buona lettura per vivere la Pasqua di chi risorge!

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

   
© Copyright 2018 Fraternita’ Domenicana di Agognate - Via Valsesia Agognate 1, 28100 Novara - 0321.623337 - 0321.1856300 - info@agognate.it - Webmaster: P. Raffaele Previato op