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Venerdì, 01 Aprile 2011 00:00

Riservato ai laici domenicani di Agognate

Scritto da Angela Vaccanio
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I laici domenicani sono tali se “si impegnano a costruire con tutte le proprie forze la comunione all’interno della propria comunità, al fine di essere testimoni autentici e predicatori efficaci per la salvezza delle anime”.
Così recita l’art. 17 – Vocazione comunitaria dello STATUTO DELLE FRATERNITE LAICHE DI S.DOMENICO a cui noi laici facciamo riferimento quando abbiamo deciso di appartenere alla  famiglia di S. Domenico. Per realizzare questo SOGNO è NECESSARIO CAMMINARE INSIEME, INCONTRARSI PER FARE COMUNIONE. Per questa ragione si programmano all’inizio dell’anno incontri  mensili utili alla formazione e programmazione delle attività apostoliche.
E’ una giornata dedicata al nostro sogno: quello di riuscire, a cominciare da noi, a trasmettere la grande vocazione di S.Domenico – L’AMORE PER L’UOMO.
Ed è questo il titolo che abbiamo voluto dare al programma degli incontri di quest’ anno: “CHE COS’E’ L’UOMO PERCHE’ TE NE CURI?” un percorso attraverso le nostre sfide di ogni giorno.
 
Abbiamo dedicato la prima giornata di incontro di fraternita – Domenica 5 Dicembre 2010  al Convegno promosso dalla Commissione domenicana  di “Giustizia, Pace e Salvaguardia del creato (promotore fra Domenico Cremona) dal titolo “lavoro in nero, morti bianche, conti in rosso” tenuto presso il Convento di San Bartolomeo di Bergamo, dove i relatori (un imprenditore, un funzionario dell’Ispettorato del Lavoro un lavoratore e un frate operaio) hanno fatto una analisi dell’attuale situazione delle problematiche del lavoro che il mondo sta vivendo OGGI - un  “controllo incrociato” sì, quello che fanno i vari istituti finanziari per verificare l’esattezza dei dati dichiarati per incastrare gli evasori fiscali, una visione a 360° delle problematiche che si innescano nel potere economico a scapito dell’uomo (povero ma anche di quello ricco). Il relatore e nostro confratello Angelo Serina – con la sua esperienza professionale sul lavoro irregolare come Direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Verbania ci ha aiutato a prendere coscienza delle conseguenze dirette del lavoro nero/irregolare, conseguenze da estendere a tutta l’economia nera in cui tutti bene o male siamo coinvolti:
1)    lesione dei diritti dei lavoratori (contratti fasulli, lavori a termine = ricatto permanente).
2)    ricaduta sulla collettività dei costi di questa economia in nero, come dell’evasione!
3)    Concorrenza sleale a danno di chi segue le regole e paga le tasse e i contributi.
L’interrogativo sorto è: noi cosa possiamo fare? Qualche rimedio ci sarebbe: si citava della diffusione in Inghilterra della cultura del “consumo etico-critico” grazie al quale le imprese sono chiamate alla trasparenza sul rispetto di alcuni parametri etico-ambientali di produzione in modo tale che i cittadini possano operare scelte consapevoli. Iniziativa che ha i suoi limiti:questo consumo critico, innanzi tutto costa di più (e in tempo di crisi la gente piuttosto cerca di risparmiare!) e poi in Italia non esiste di fatto una normativa che permette un simile monitoraggio.
Ci sono poi molte altre realtà della vita spicciola in cui tutti quanti come cittadini e credenti siamo chiamati a negare la nostra complicità a questo mondo del sommerso e dell’illegalità (colf, badanti e tutte quelle attività che ci mettono di fronte al bivio obbligato di pagarli in nero per una cifra, ma la cifra cambia sensibilmente se chiediamo la fattura!).

       Domenica 9 gennaio 2011 il nostro segretario Paolo Crivellaro ci ha guidato alla visione di due documentari (“Gente di Terra Madre, come non farci mangiare dal cibo” e parte di quello di Ermanno Olmi sullo stesso tema).
Sono la presentazione di un “incontro internazionale torinese” nato su iniziativa di Carlin Petrini che raduna contadini, pastori e pescatori di tutto il mondo. Tutte persone che non hanno rinunciato a produrre da sé il proprio cibo seppur in piccola scala e che non intendono abdicare alla logica di mercato, agli ogm, alla mercificazione di ogni cosa. L’introduzione delle sementi ogm ha già provocato in India e altrove migliaia di suicidi e di vittime. La perversità del sistema OGM sta in tre punti chiave: 1) i semi divengono oggetto di  brevetto! In sostanza quindi l’industria agraria mette le mani su quelle che sono e devono rimanere beni comuni; 2) questi semi altamente produttivi producono però piante sterili:cosa che obbliga poi i contadini a comprare ogni volta dalle grandi compagnie come Monsanto e Carbyle quella semente che viene loro quasi regalata colla connivenza dello stato; 3) con l’introduzione di queste sementi ogm si assiste ad una PREOCCUPANTE PERDITA  ED IMPOVERIMENTO DEL PATRIMONIO BIOGENETICO: quel patrimonio che garantisce la sopravvivenza di molte colture (e popolazioni) in caso di fitopatologie devastanti, eccezionali siccità ecc... Da questa preoccupazione è nata nelle Svalbart una banca di semi: una sorta di arca di Noè della biodiversità, come l’ha ribattezzata Barroso, Presidente dell’Unione Europea.
Insomma Terra Madre è un grande festival della DIVERSITA’(sia genetica che culturale) come immensa ricchezza di TUTTI da salvaguardare PER TUTTI GLI UOMINI.
 Siamo continuamente posti di fronte a tragedie ecologiche (e umane) catastrofiche, ma non riusciamo ad andare oltre il fatalismo: tutte queste cose che accadono, non accadono solo per la cupidigia delle solite multinazionali, accadono innanzitutto per le nostre scelte – SBAGLIATE - di tutti i giorni, allora dobbiamo prendere coscienza della nostra diretta responsabilità in questa tragedia, per trovare le risposte adeguate. NON DOBBIAMO AVERE PAURA DI CAPIRE o di vedere le difficoltà, ma le dobbiamo affrontare per superarle.
Se vogliamo essere veri domenicani dobbiamo impegnarci, dobbiamo conoscere il Vangelo (LECTIO DIVINA) saper muovere il libro sacro, leggere i giornali, andare a scuola di vangelo e di politica.

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